Bombe d'acqua, grandinate, ondate di calore nell'ultimo quinquennio hanno messo alla prova la flora e la fauna nel Parco dei Mulini e nelle aree del nostro territorio.
Le condizioni estreme anche nel 2026 hanno reso la sopravvivenza molto difficile per gli animali e per centinaia di alberi, anche già affrancati, che il caldo ha messo a dura prova decretando per molti di loro la fine.
Poiché quelli che negli anni passati sembravano eventi estremi sono diventati la nuova norma, è importante pianificare monitoraggi e azioni in favore della biodiversità che, come noi, sta affrontando il cambiamento climatico. Anche nel 2026 abbiamo visto le difficoltà che molte delle nostre specie, umani compresi, dovranno affrontare se non facciamo di più per mitigare l'aumento delle temperature e per aiutare la sopravvivenza della biodiversità.
Gli esperti meteorologici prevedono che il futuro vedrà più bombe d'acqua cioè acquazzoni localizzati, ma molto intensi, insieme ad estati molto secche e calde, battendo record con frequenza sempre più allarmante se non limitiamo le nostre emissioni di carbonio. In particolare eventi come quello disastroso del 24.7.2023 e ondate di calore del 2022 e 2026 potrebbero ripetersi sempre più frequentemente.
I risultati più evidenti dell'estate calda e secca del 2026 caratterizzata da 4 ondate di calore connesse all'anticiclone africano riguardano il drammatico stato della vegetazione e di conseguenza della fauna. La scarsa portata del canale Villoresi che ha determinato un razionamento delle irrigazioni ha creato danni gravi all'agricoltura, ma ha anche quasi azzerato i microhabitat umidi che consentivano la vita di numerose specie legate all'acqua e la creazione di zone di fresco che mitigavano l'ondata di calore. La mancanza di acqua nel canale Villoresi durante i periodi di razionamento e di asciutta mostrano l'importanza delle zone umide con fondo impermeabile per la riproduzione degli anfibi tra cui spicca la rana dalmatina nell'oasi Cinin a Parabiago e l'abbeveramento degli animali tra cui i caprioli nella Brughierezza (Casorezzo).
Anche la scarsità di acqua nel fiume Olona e nel torrente Bozzente ha creato problemi simili, ma grazie ad una più costante portata d'acqua dell'Olona (dovuti agli scarichi civili depurati) e alla straordinaria gestione del Consorzio Fiume Olona sono stati mantenuti i livelli delle 7 aree umide del Parco dei Mulini e delle 3 rogge sempre attive che le alimentano con l'acqua del fiume Olona. Tra queste è da segnalare la nuova zona umida della vasca di valle di laminazione del fiume Olona che è rimasta allagata per circa 4/5 ha sino a inizio agosto poi si è ridimensionata alle sole canalizzazioni e alla piccola zona umida presso il manufatto di restituzione dell'acqua. La straordinaria presenza di biodiversità rilevata anche grazie ai progetti di citizen science (link) e il sensibile effetto di isola di fresco stimato tramite metodi di rilevamento satellitare (link) mostrano come questa sia la zona naturalistica più importante del Parco Mulini per estensione e biodiversità. Le aree di laminazione si configurano così come nodi multifunzionali della rete ecologica e climatica.
La fluttuazione dei livelli idrici nelle aree umide meno impermeabilizzate quali la Foppa di San Vittore Olona, 007 di Parabiago e la Parades rimane un problema ma non si sono evidenziate morie di pesci anzi il pesce è ora numeroso anche a Nerviano a valle del ponte canale del Villoresi.
Si ipotizza che la stagione di fioritura gravemente limitata dal caldo potrebbe aver sfavorito farfalle e altri insetti. Tuttavia non disponiamo di dati quantitativi per verificare l'andamento delle popolazioni animali.
Qualche dato quali-quantitativo deriva dal censimento delle Farfalle diurne, svolto tramite progetti di scienza dei cittadini, tramite l'applicazione iNaturalist che ha mostrato interessanti risultati qualitativi nel parco Mulini e ancora di più nel parco del Roccolo che tuttavia non riguardando gli interi territori e monitoraggi standardizzati non consentono di giungere a conclusioni. Se analizziamo la più vasta area della valle Olona (progetto di iNaturalist "La valle Olona ti richiama") che comprende un numero più elevato di rilevatori e osservazioni, i risultati si fanno più interessanti ed evidenziano per le annualità 2023, 24 e 25 (link) un aumento del numero di specie e di osservazioni rispetto agli anni 2021 (link) e 2022 (link). I caldi e siccitosi anni 2022 e il 2026 sono caratterizzati da un numero inferiore di specie farfalle documentate.
Le api risentono di un trend gravemente negativo di lungo periodo a causa degli eventi climatici estremi che si sommano alle annose problematiche dovuti alla tossicità delle sostanze chimiche impiegate in agricoltura, alla scarsa disponibilità di nettare e polline e alla predazione.
Le problematiche climatiche si intersecano con l'emergenza delle specie aliene e invasive. La drastica riduzione del coleottero Tarlo asiatico, evidenziata da alcuni anni nelle zone abitate, purtroppo non ha lo stesso andamento per le aree lungo il fiume Olona ove lungo il fiume Olona sono stati tagliati ancora alberi ad esempio alla foppa di S. Vittore Olona. Il numero delle nutrie è in aumento a causa della sospensione delle attività di contenimento svolte negli anni scorsi da Città Metropolitana di Milano con gravi danni ai canneti delle zone umide della Foppa e dell'Oasi Parades a Parabiago. Preoccupano i danni procurati ai nidi degli uccelli dallo scoiattolo grigio americano che si sta diffondendo sempre più nei parchi vicini a discapito dello scoiattolo nostrano. Non sono note problematiche connesse con l'aumento del parrocchetto dal collare oramai ben diffuso nel Parco Mulini e aree limitrofe. I monitoraggi e le catture del gambero della Louisiana attuate negli scorsi anni con l'aiuto di volontari sono state interrotte per mancanza di personale, ma il loro danno è documentato all'ingresso della roggia Rienta Boschetta nella zona umida Parades (Parabiago) ove nel 2026 sono stati effettuate manutenzioni strordinarie a causa dell'erosione provocata dal gambero. Il contenimento della pianta invasiva Poligono del Giappone in atto nel Parco Mulini ha non pare aver arrestato l'incremento del suo areale. La Popilia japonica imperversa nei giardini del Parco. Zucchino selvatico e luppolo giapponese già diffuse nel parco sono in aumento lungo il fiume.
Ci sono stati alcuni vincitori. La disponibilità di pesce e la presenza di acqua nelle zone umide lungo il fiume Olona hanno favorito cormorani, marangoni minori e tutte le specie di aironi di pianura ad eccezione dell'airone rosso. Con diverse coppie nidificanti gli aironi cenerini anche nel 2026 hanno avuto successo riproduttivo nel Parco Castello di Legnano. Si ipotizza che la maggiore presenza di aironi abbia aumentato la predazione compresi rettili e neonati di uccelli. Per questo è necessario creare maggiori nascondigli e opportunità di deposizione/alimentazione/nidificazione di molte specie animali e continuare a garantire la continuità fluviale tramite le rampe di risalita del pesce (nel 2026 ne sono state realizzate altre 3 e una già finanziata è in programma a breve. Un'azione che ha dato buoni risultati nel 2023 da ripetere è la posa di fascine in acqua e canneti/tifeti sulle rive del Parco Castello di Legnano che ha favorito la riproduzione dei pesci in passato molto difficoltosa a causa della predazione. Anche le isole artificiali poste lungo il canale villoresi continuano a dare risultati. Lungo il Canale il germano reale ha avuto successo riproduttivo.
Oltre agli aironi, anche altre specie vanno monitorate. Si tratta di specie adattabili e con dieta varia come i corvidi. Alle cornacchie grigie, già da tempo presenti in numero elevato negli ultimi anni si sono affiancate le gazze non presenti in zona. La predazione da parte della volpe diffusa nel parco è significativa. L'annosa, ma drammatica riduzione di molte specie di passeriformi si ipotizza essere connessa alla predazione dei nidi aperti.
Tutto ciò è accaduto in un periodo di intensa azione a favore della biodiversità.
E' continuata anche nel 2026 l'annuale introduzione di pesci nel fiume Olona provenienti dal Canale Villoresi in asciutta e dal progetto AlBIOrelle di Cap Holding. I pesci sono stati immessi nel fiume e nel Parco Castello a Legnano e nella zona umida della Golena 2 a San Vittore Olona. Purtroppo si sono verificate morie di pesce probabilmente dovute all'immissione di pesce ammalato proveniente dal canale Villoresi.
Al parco Castello di Legnano risulta sempre complessa la gestione dei livelli idrici e della fauna. Il tutto è stato fatto col Comune di Legnano e con l'indispensabile lavoro dei volontari.
Dopo le operazioni di contenimento del numero di nutrie, i canneti, in forte ripresa nel 2022 nelle zone umide Foppa e Parades ove erano state fortemente ridotte dalla voracità della specie aliena, negli anni successivi hanno avuto un declino in particolare per la specie Tipha latifolia, particolarmente gradita ai roditori. I canneti sono in aumento dove manca la nutria come nelle zone umide Riale e Selvatica. Le ampie zone umide delle vasche di laminazione dell'Olona hanno favorito lo spostamento delle nutrie anche lì con riduzione dei danni nelle altre zone umide.
Nell'ambito del progetto Saettone tra i parchi Mulini e Roccolo lungo il canale Villoresi sono state attuate azioni a favore di diversi gruppi faunistici: sono stati posti a dimora tronchi di legna marcescente, cumuli di sassi, zattere vegetate, alberi e arbusti e nidi artificiali per mitigare la perdita dei molti alberi tagliati per l'impermeabilizzazione del Canale. Purtroppo moltissimi alberi erano morti per la siccità del 2022, altri per il nubifragio del 2023 sono stati reintegrati nel 2023/24 e purtroppo alcuni sono morti nel 2026.
Le isole vegetate alla zona umida Parades manutenute e ampliate nel 2023 e quelle lungo il Canale Villoresi sono state utilizzate per la nidificazione. La folaga si è riprodotta anche nel 2026 all'Oasi Parades e alla Foppa di San Vittore Olona.
Sono stati mantenuti gli svariati Kilometri di siepi e i prati naturalistici, realizzati negli anni scorsi nell'ambito dei progetti denominati Tarabusino e Averla piccola tra Nerviano e Legnano che costituiscono la rete ecologica del Parco in direzione Nord/Sud denominata APIstrada. Tali sistemi vegetali non hanno subito danni rilevanti dal nubifragio del 2023 e ora hanno raggiunto la maturità.
Molti soggetti del territorio (associazioni, imprenditori agricoli singoli e associati, consorzi e cittadini) hanno contribuito in modo straordinario ed essenziale alla gestione del patrimonio naturale e culturale del territorio, alla sua pulizia, divulgazione e fruizione. Altrettanti hanno monitorato la biodiversità attraverso progetti di scienza dei cittadini e hanno realizzato fotografie che ben documentano la biodiversità del Parco. Nel 2026 sono state concluse le attività di monitoraggio dei piccoli roditori da parte dell'università Bicocca di Milano finanziate dal PNRR senza purtroppo rilevare nel Parco Mulini il moscardino. Il parco ha messo a sistema in un Atlante della biodiversità (link) i numerosissimi dati ottenuti tramite le piattaforme di scienza dei cittadini acquisiti spontaneamente o tramite i "Bioblitz Lombardia" svolti di concerto con Regione e i parchi lombardi.
Sono ancor in corso le attività di progettazione e realizzazione partecipata (progetto Vairone) delle opere ambientali riguardanti le aree di laminazione del fiume Olona. I lavori delle golene 2 (una nuova zona umida che funge anche da scala di risalita per i pesci a san Vittore Olona) e 4 (potenziamento della palude 007) sono state avviate e terminate nel 2023 ed è ora in corso la manutenzione delle giovani piante. Le opere principali sono pressoché completate. Golene 1 e 3 sono terminate, ma mancano ancora le piante e il collaudo complessivo.
La realizzazione delle opere ambientali delle opere di laminazione del torrente Bozzente è terminata nel 2026 con buoni risultati. Tuttavia la manutenzione delle piante nelle condizioni attuali di siccità è quantomai problematica e si attendono consistenti morie.
Il programma strategico di sottobacino Olona Bozzente ecc. (PSS) già approvato e aggiornato dal Contratto di Fiume e dalla Giunta Regionale che contiene obiettivi di sistema e azioni specifiche multifunzionali con attenzione anche alla biodiversità è in corso di revisione. Il Parco Mulini come alcuni altri soggetti del territorio stanno contribuendo a revisionare questo importante programma con due nuovi progetti (lin1 e link2 ).
Ultimo, ma non per importanza: l'azione per il clima fa parte della programmazione pluriennale del parco Mulini e di altri soggetti del territorio come l'ecomuseo di Parabiago, partner del Parco. La campagna congiunta del Parco e dell'ecomuseo "Cambia il clima, cambia anche tu!" illustra risultati e consigli per un'azione condivisa ed efficace per la riduzione delle emissioni di carbonio che riguarda anche la biodiversità. Nell'ambito di un progetto di cooperazione internazionale è stato ultimato il monitoraggio degli impatti culturali ottenuti dall'Ecomuseo in questa importante azione pubblicati nei libri "Ecomuseums and climate change" e Weavers of the future editi dal coordinatore dell'Ecomuseo di Parabiago (link). Anche gli esempi di economia circolare testimoniano che l'azione per il clima è condivisa e attuata da molti soggetti con contributi e sussidi. Da segnalare è l'avvio a Parabiago del digestore di sottoprodotti agricoli realizzato da un consorzio di agricoltori della zona. Sul fronte della mitigazione si segnala lo studio e la webapp sulle isole di calore realizzati nel 2026 (link).
Importanti documenti nazionali e globali evidenziano che per favorire la biodiversità è necessario la collaborazione di tutti e a tutti i livelli: la COP15 di Montreal (15^ Conferenza delle Parti per la Convenzione sulla Diversità Biologica) con un importante accordo internazionale; la modifica dell'art 9. della costituzione pone tra i principi fondamentali della Repubblica la tutela de "l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni" (il Presidente Mattarella sottolinea che la Repubblica "siamo tutti noi, insieme"); la Strategia regionale per la biodiversità approvata nel 2022 da Regione Lombardia; il nuovo patto per gli impollinatori , approvato dalla Commissione Europea nel 2023.
Mentre scriviamo questo report si avvicina la COP31, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a novembre in Turchia. Auspichiamo passi importanti in questo critico momento in cui secondo il segretario dell'ONU Antonio Gutierrez "Siamo su un'autostrada per l'inferno climatico con il piede sull'acceleratore.”
Nel territorio del Parco Mulini, il Programma strategico di sottobacino di Olona, Bozzente, Lura e Lambro Meridionale prevede progetti utili per la gestione delle acque e per la fauna selvatica come quello sulle specie aliene e invasive che andrebbero attivati quanto prima. Andranno promossi i due nuovi progetti sopra citati.
Il completamento delle opere ambientali nelle aree di laminazione dell'Olona, la loro gestione idrica anche ai fini naturalistici e per l'isola di fresco e infine il mantenimento delle opere ambientali delle aree di laminazione del Bozzente sono strategici.
Continuare le azioni per creare maggiori nascondigli e opportunità di deposizione/alimentazione/nidificazione.
I monitoraggi faunistici, floristici, degli habitat e dei servizi ecosistemici dovranno essere progressivamente implementati secondo gli indirizzi metodologici dell'Atlante della Biodiversità della Valle Olona (link), integrando monitoraggi di campo, scienza dei cittadini, sistemi GIS e telerilevamento. Gli indicatori sviluppati nell'ambito dell'Atlante consentiranno inoltre di individuare hotspot di biodiversità, aree prioritarie per la conservazione e aree soggette a maggiore pressione o trasformazione, supportando la programmazione degli interventi del Parco e del Programma Strategico di Sottobacino.
Particolare attenzione dovrà essere rivolta alla comprensione degli effetti prodotti dall'evento meteorologico estremo del luglio 2023 e dagli anni successivi caratterizzati da condizioni climatiche anomale. I monitoraggi dovranno consentire di individuare gli habitat e le aree che hanno mostrato maggiore resilienza e quelle che hanno invece registrato i cambiamenti più significativi, orientando conseguentemente le future azioni di gestione, ripristino e rafforzamento della rete ecologica.
L'Atlante della Biodiversità della Valle Olona sarà progressivamente sviluppato anche con l'aiuto dei Parchi, degli Enti e delle Associazioni del territorio come osservatorio territoriale permanente sulla biodiversità, sullo stato delle infrastrutture verdi e blu, sugli effetti dei cambiamenti climatici e sui servizi ecosistemici forniti dal territorio. Tale strumento dovrà supportare le decisioni del Parco Mulini, degli enti locali e dei soggetti coinvolti nell'attuazione del Programma Strategico di Sottobacino, favorendo una gestione sempre più basata su dati oggettivi e misurabili.
Le risorse per le manutenzioni ordinarie in taluni casi non sono state adeguate all'inflazione di anni complicati come quelli recenti. E' quindi necessario un adeguamento dei budget e un ripensamento delle attività manutentive per ottimizzarne gli impatti anche ambientali. Andranno ad esempio limitate ai soli casi di comprovata necessità le manutenzioni dannose per la biodiversità ad esempio quelle in alveo e lungo i canali.
Il progetto APIstrada potrebbe essere ampliato dal Parco Mulini verso gli abitati lasciando aree incolte per fauna e flora. Attraverso un piano condiviso coi Comuni potrebbe essere possibile massimizzare gli impatti positivi sulla fauna selvatica ed effettuare una campagna informativa comune. La riduzione delle risorse di bilancio potrà anche convincere a eliminare del tutto gli inutili quanto dannosi interventi adulticidi contro le zanzare.
L'esperienza degli ultimi anni conferma che la disponibilità di acqua rappresenta uno dei principali fattori che influenzano la biodiversità e la resilienza del territorio ai cambiamenti climatici. Le estati siccitose del 2022 e del 2026 hanno evidenziato come la semplice presenza di vegetazione non sia sufficiente a garantire condizioni favorevoli alla fauna, alla flora e al raffrescamento locale quando viene meno l'acqua necessaria all'evapotraspirazione. Al contrario, le aree umide, le rogge alimentate in modo continuativo, il reticolo irriguo e le aree caratterizzate da maggiore disponibilità idrica hanno mostrato una maggiore capacità di conservare biodiversità e mitigare gli effetti delle ondate di calore. Particolarmente significativo appare il caso della nuova zona umida sviluppatasi nelle aree di laminazione del fiume Olona, che oltre a costituire uno dei più importanti habitat del Parco dei Mulini ha evidenziato un marcato effetto di raffrescamento locale misurabile tramite dati satellitari. Questo risultato suggerisce che la permanenza dell'acqua nel territorio produce contemporaneamente benefici ecologici, climatici, idrologici e paesaggistici.
Per questo motivo il Parco Mulini considera strategiche tutte le azioni finalizzate a trattenere l'acqua nel territorio compatibilmente con gli obiettivi di sicurezza idraulica, qualità delle acque e gestione agricola. Rientrano in questa strategia la tutela e l'incremento delle zone umide, la riqualificazione del reticolo irriguo, la valorizzazione delle rogge storiche, la gestione naturalistica delle opere di laminazione, il mantenimento di superfici agricole in grado di contribuire all'evapotraspirazione e alla riduzione delle isole di calore, nonché la promozione di accordi con il mondo agricolo per la produzione di servizi ecosistemici legati all'acqua. Rientrano in questa strategia le azioni già inserite nel PSS.
In tale prospettiva la rete ecologica non è costituita solamente da habitat e corridoi per gli spostamenti della fauna, ma anche da una rete verde-blu capace di favorire il ciclo dell'acqua, mantenere condizioni microclimatiche più favorevoli e aumentare la resilienza degli ecosistemi e delle attività agricole. Le future attività di monitoraggio dovranno quindi valutare non solo la presenza delle specie, ma anche l'evoluzione della disponibilità idrica, delle temperature superficiali e dei servizi ecosistemici associati alla permanenza dell'acqua nel paesaggio.
Le attività di monitoraggio saranno progressivamente integrate con analisi da satellite e telerilevamento finalizzate a valutare la copertura vegetale, l'umidità della vegetazione, la permanenza dell'acqua, le isole di calore e le trasformazioni degli habitat. L'integrazione tra dati biologici e indicatori ambientali consentirà di comprendere meglio le relazioni tra disponibilità di acqua, condizioni climatiche e andamento della biodiversità su scala territoriale.
Le azioni di conservazione risultano efficaci solo se accompagnate da adeguati sistemi di monitoraggio in grado di misurare nel tempo l'evoluzione degli ecosistemi e di valutare gli effetti delle azioni intraprese. Il Parco Mulini intende pertanto sviluppare ulteriormente l'Atlante della Biodiversità della Valle Olona quale strumento integrato di raccolta, analisi e condivisione dei dati naturalistici provenienti sia da monitoraggi specialistici sia da progetti di scienza dei cittadini. Il sistema consente già oggi di integrare osservazioni georeferenziate, dati provenienti da diverse fonti e indicatori spaziali elaborati tramite sistemi GIS e telerilevamento.
Accanto al monitoraggio delle specie di interesse conservazionistico, sarà progressivamente sviluppato il monitoraggio dello stato degli habitat, della copertura vegetale, della disponibilità idrica e degli effetti locali dei cambiamenti climatici. L'obiettivo è passare da una valutazione puntuale delle singole specie a una lettura integrata dell'intera rete ecologica e climatica del territorio.
La conservazione della biodiversità richiede interventi continuativi nel tempo e il coinvolgimento attivo degli agricoltori, dei proprietari delle aree, dei consorzi irrigui, delle amministrazioni pubbliche e dei cittadini. Per questo motivo risulta sempre più importante individuare strumenti economici capaci di riconoscere il valore dei benefici ambientali prodotti dal territorio e dalle attività di gestione. Tra questi assumono particolare interesse i sistemi di pagamento per i servizi ecosistemici (PES), che consentono di riconoscere il contributo fornito da boschi, zone umide, prati, filari, siepi, reticolo irriguo e superfici agricole alla tutela della biodiversità, alla regolazione delle acque, all'impollinazione, al raffrescamento climatico e alla qualità del paesaggio. Tali strumenti potrebbero favorire la manutenzione e l'ampliamento della rete ecologica del Parco Mulini attraverso accordi volontari con le aziende agricole e gli altri soggetti territoriali.
Un ulteriore ambito di sviluppo è rappresentato dal carbon farming e dal nuovo quadro europeo di certificazione delle rimozioni di carbonio e delle pratiche agricole favorevoli al clima. Filari, siepi, prati permanenti, sistemi agroforestali, boschi, zone umide e pratiche di incremento della sostanza organica dei suoli potrebbero infatti contribuire sia all'aumento della biodiversità sia alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Tuttavia l'effettiva applicabilità degli strumenti previsti dal Regolamento europeo dovrà essere verificata attraverso specifici studi di fattibilità, sistemi di monitoraggio, rendicontazione e verifica, nonché mediante la definizione dei rapporti tra enti pubblici, proprietari e conduttori delle aree interessate.
Nel periodo 2027-2030 il Parco Mulini intende pertanto promuovere, nell'ambito della revisione del Programma Strategico di Sottobacino e in collaborazione con gli altri soggetti del territorio, ulteriori iniziative volte a valutare e sviluppare sistemi di pagamento per i servizi ecosistemici e progetti pilota di carbon farming. L'obiettivo è favorire la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture verdi e blu, rafforzare la rete ecologica, sostenere il mondo agricolo e contribuire contemporaneamente agli obiettivi di adattamento climatico, conservazione della biodiversità e riduzione delle emissioni climalteranti.
Per massimizzare gli impatti è necessario operare nell'ambito della rete ecologica considerandola come sistema integrato acqua-suolo-vegetazione-fauna-attività agricole e rafforzando i corridoi, nodi principali e nodi secondari. Gli interventi sul Villoresi hanno incrementato il corridoio ecologico esistente, depotenziato dai lavori di impermeabilizzazione svolti negli anni scorsi. Quelli sull'Olona riguardano sia corridoi (ApiStrada) sia nodi secondari, 7 zone umide esistenti collegate da tre rogge d'Olona sempre attive , sia core area come le aree dell'Olona e del Bozzente. Il nuovo corridoio Diotti in progetto nel piano strategico di sottobacino vuole formare corridoi tra queste due core area dell'Olona e del Bozzente.
Per fare ciò è necessario continuare a lavorare in rete: Istituzioni, associazioni, imprenditori e singoli cittadini attivi già uniti da numerosi patti di collaborazione sussidiaria come il Patto per l'Olona e il Patto agricolo anche tramite il rafforzamento dell'uso già in atto del pagamento dei servizi ecosistemici.
La rete ecologica dovrà essere monitorata nel tempo attraverso indicatori territoriali condivisi riguardanti biodiversità, disponibilità idrica, qualità degli habitat, infrastrutture verdi e servizi ecosistemici, così da verificare l'efficacia delle azioni intraprese e indirizzare le future priorità di intervento. I risultati dei monitoraggi dovranno essere resi pubblicamente accessibili attraverso l'Atlante della Biodiversità della Valle Olona e altri strumenti di divulgazione e partecipazione territoriale.
E' opportuno verificare che la richiesta all'Ambito territoriale di caccia di estensione della zona "rossa" di divieti di caccia nelle aree di laminazione abbia buon esito.
In particolare utilizzare i sussidi esistenti per la riduzione delle emissioni di CO2 ivi compreso il carbon farming con funzione anche di aumentare la biodiversità pare una strategia promettente per attuare la rete ecologica a patto che si continui a curare il necessario coordinamento tra i molti soggetti interessati in primis il mondo agricolo.