Cambia il clima, cambia anche tu

L’estate solare che volge al termine è stata ancora una volta particolarmente calda. Attendiamo le statistiche che probabilmente attesteranno nuovi record di temperatura e siccità: il clima cambia e gli effetti si vedono qui nel Parco dei Mulini e ancora di più sulle Alpi da cui arriva l’acqua per irrigare i nostri campi e alimentare gli acquedotti.

Il clima cambia e allora se non lo abbiamo ancora fatto dobbiamo cambiare anche noi parlando del problema, ma specialmente agendo.

Con l'aiuto di Associazioni, Istituzioni ed Imprese stiamo promuovendo attività didattiche nelle scuole sul tema della raccolta differenziata dei rifiuti e del paesaggio, attività di miglioramento artistico della città, promozione degli orti, giornate di pulizia e di piantumazione, realizzazione di nuove zone umide e aree destinate alla natura, esperimenti di economia circolare come quelli del pane e del latte di Parabiago.

Tra le buone pratiche, vi chiediamo di porre particolare attenzione anche quest’anno alla raccolta differenziata dei rifiuti seguendo le indicazioni riportate in allegato e nel nuovo opuscolo per la raccolta differenziata (clicca per saperne di più).

Altra buona pratica è ridurre i rifiuti ad esempio evitando di bere l’acqua in bottiglia: usate una borraccia e bevete l’acqua del rubinetto che a Parabiago è oligominerale e di ottima qualità ed è controllata periodicamente da CapHolding e da ATS (clicca per saperne di più).

Tante altre cose si possono fare insieme e per questo rimaniamo a disposizione.

Orti

Economia circolare

Zone umide e gestione idrica

Piantumazione nuovi alberi


Interessanti riflessioni di Douglas Worts, un collega canadese sul discorso di Greta T. di ieri.

It is pretty hard to watch this speech by Greta Thunberg at the UN Summit on climate change yesterday. The honesty, courage, anger and grief are all thick.

"... change is coming, whether you like it or not!"

The change she is talking about takes one of two forms:


1) a meaningful shift by societal actors, at all levels, to steer human unsustainable lifestyles in new directions that can be supported by the biosphere; or,


2) change that will begin to cascade across the planet as a result of having passed planetary tipping points -and this change process will be beyond the reach of human influence.


At this point, humanity still has the ability to act - but the global human community is not doing so at the scale and in the ways that is required.

Museums can't solve the problems, but they can change what they do within the public realm, in order to have meaningful and timely impacts on the public - which in turn will lessen the burden on the biosphere. Museums, can help to change the public dialogue. Because of their position in society, scale of their networks and creativity of their staffs, volunteers and partnerships, they can help generate a vision of a flourishing future, that in turn can help motivate the population to work together to bring about meaningful change. One thing is clear, museums have their own status quos that are not helpful in the meeting the urgent need for adaptive cultural change. To succeed, museums must think outside the box, with the goal of public engagement, self-reflection, meaningful dialogue and new plans for creative action.

There is no formula for this work, nor a clear path forward - these need to be created. This takes courage and will take working together, across our institutional lines. It will feel uncomfortable, different, scary and new. But what acceptable alternative is there?


https://youtu.be/o3FAE4e7Pok