L’applicazione è stata sviluppata con Google Earth Engine e utilizza dati satellitari per leggere il caldo superficiale, la presenza di vegetazione, lo stress idrico e le possibili aree umide. L’obiettivo è aiutare Comuni, tecnici, cittadini e associazioni a capire meglio il ruolo del territorio aperto, dei parchi, delle aree agricole, del fiume Olona, delle rogge e delle aree di laminazione nell’adattamento ai cambiamenti climatici. Ulteriore obiettivo è definire nuovi progetti da proporre Regione Lombardia - Contratto di fiume nella revisione del PSS Olona, Bozzente .
👉 Apri l’applicazione interattiva:
Per utilizzare l'app clicca qui
L’app aiuta a rispondere ad alcune domande semplici ma importanti:
Dove si concentrano le superfici più calde?
Dove il territorio si comporta come isola di freddo?
Dove il verde è più vigoroso e umido?
Dove il verde appare più stressato?
Dove possono esserci aree umide o suoli saturi?
Dove è utile fare sopralluoghi e verifiche per progettare interventi?
La mappa non sostituisce le misure a terra, i sopralluoghi o le valutazioni progettuali. Serve però a orientare meglio le verifiche, individuare priorità e riconoscere i servizi ecosistemici che il territorio già produce.
La mappa non mostra la temperatura dell’aria che una persona percepisce camminando in strada. Mostra invece la temperatura superficiale, cioè la temperatura delle superfici viste dal satellite: asfalto, tetti, campi, prati, boschi, suoli nudi, acqua e aree umide.
Questa distinzione è fondamentale.
Un piazzale asfaltato può raggiungere temperature superficiali molto elevate anche quando la temperatura dell’aria è più bassa. Allo stesso modo, un prato umido, un bosco, una zona palustre o un’area agricola irrigata possono apparire molto più freschi rispetto al contesto circostante.
Il comfort reale delle persone dipende anche da ombra, vento, umidità, radiazione solare, pavimentazioni, orario della giornata e tempo di permanenza.
L’app integra diversi tipi di dati satellitari.
Landsat viene usato per stimare la temperatura superficiale estiva e calcolare la differenza tra l’area analizzata e un riferimento rurale. Questa differenza è chiamata SUHI, cioè Surface Urban Heat Island, isola di calore superficiale.
Sentinel-2 viene usato per osservare il verde e il contenuto idrico relativo della vegetazione. In particolare l’app calcola:
NDVI, indicatore della presenza e del vigore della vegetazione;
NDMI, indicatore collegato all’umidità della vegetazione e allo stress idrico;
MNDWI, indicatore utile per leggere acqua, suoli umidi e superfici bagnate, anche se può essere meno evidente dove l’acqua è coperta da vegetazione.
La nuova versione dell’app integra anche Sentinel-1 radar. Il radar è utile perché può fornire indizi sulla presenza di acqua e umidità superficiale anche quando gli indicatori ottici sono ambigui, ad esempio in aree palustri, prati umidi o zone con vegetazione igrofila.
Il dato radar non va però letto come una fotografia dell’acqua. Il segnale dipende anche da rugosità del suolo, vegetazione, geometria di acquisizione e condizioni locali. Per questo le soglie radar presenti nell’app sono da considerare sperimentali e da tarare con sopralluoghi.
L’app include anche dati notturni territoriali. Questi dati hanno una risoluzione più grossolana e servono per una lettura generale del caldo notturno, non per valutare la singola via, il singolo edificio o il singolo appezzamento.
Aprire l’applicazione.
Scegliere l’anno da analizzare.
Premere “Avvia analisi”.
Usare i pulsanti tematici per accendere i livelli più utili.
Cliccare sulla mappa per leggere i valori del punto selezionato.
Interpretare i risultati come indicazioni preliminari da verificare sul campo.
L’app permette di interrogare ogni punto della mappa. Cliccando su un punto vengono mostrati diversi valori, tra cui temperatura superficiale, SUHI, indici del verde, indicatori di umidità, dati Sentinel-1 radar, priorità climatica e possibile appartenenza a un’area umida/fredda.
La nuova versione dell’app contiene pulsanti tematici pensati per facilitare la lettura da parte di utenti non esperti.
Mostra le superfici con temperatura superficiale più elevata e gli hotspot. Questi punti possono corrispondere a tetti, piazzali, parcheggi, aree produttive, suoli nudi o superfici poco vegetate.
Mostra le aree che risultano più fresche rispetto al riferimento rurale. Queste zone possono funzionare come isole di freddo locali.
Mostra gli indicatori legati alla vegetazione e alla sua umidità. Un’area verde non è sempre efficace allo stesso modo: il verde sano e umido raffresca più di un verde secco o stressato.
Mostra la mappa di priorità preliminare. Le aree a priorità più alta non sono automaticamente aree da trasformare, ma luoghi dove può essere utile avviare sopralluoghi e valutazioni tecniche.
Mostra i livelli collegati a umidità, acqua, vegetazione palustre e Sentinel-1 radar. Questo tema è particolarmente utile per leggere aree di laminazione, zone umide, paludi temporanee, prati umidi e suoli saturi.
Le isole di calore sono aree in cui le superfici accumulano e restituiscono più calore. Spesso coincidono con superfici impermeabili, tetti, strade, parcheggi, aree produttive o suoli nudi.
Le isole di freddo sono aree che risultano più fresche rispetto al contesto. Possono essere generate da:
boschi;
parchi;
filari e siepi;
prati umidi;
aree agricole irrigate;
zone umide;
rogge e canali;
aree di laminazione;
suoli permeabili e vegetati;
corridoi verdi lungo l’Olona e il reticolo idrico.
Queste aree non sono semplicemente “zone meno calde”. Possono diventare vere e proprie infrastrutture climatiche, capaci di contribuire all’adattamento del territorio alle estati più calde e siccitose.
Un punto monitorato all’interno delle aree di laminazione mostra un cambiamento molto evidente tra il 2022 e gli anni successivi.
Nel 2022 la superficie risultava molto calda, con valori superiori a 52 °C di temperatura superficiale, bassa vegetazione, basso contenuto idrico e alta priorità di intervento. Dal 2023 al 2026 lo stesso intorno mostra invece temperature superficiali molto più basse, SUHI negativa, vegetazione più vigorosa e maggiore umidità della vegetazione.
Questo suggerisce che la trasformazione dell’area in ambiente umido o palustre possa produrre un effetto di raffrescamento locale. In altri termini, le aree di laminazione non svolgono solo una funzione idraulica: possono contribuire anche alla creazione di isole di freddo, alla biodiversità e all’adattamento climatico.
Il dato va comunque verificato con sopralluoghi, fotografie georeferenziate, misure a terra e conoscenza locale.
L’app consente di confrontare diversi anni, ma il confronto va interpretato con cautela.
Ogni anno può avere un numero diverso di immagini satellitari disponibili. Le immagini nuvolose vengono escluse e il satellite non passa tutti i giorni sullo stesso luogo. Per questo l’app mostra, nel pannello dei risultati, anche il numero di immagini usate e la loro distribuzione tra giugno, luglio e agosto.
Il 2022 è stato un anno particolarmente caldo e siccitoso. In quell’anno anche molte aree agricole e rurali possono mostrare temperature superficiali molto elevate. I risultati del 2022 vanno quindi letti come possibile scenario estremo caldo-secco.
Per il 2026 i risultati sono provvisori fino alla conclusione dell’estate. Se l’anno è ancora in corso, l’app utilizza solo le immagini disponibili fino a quel momento. Il confronto con gli anni precedenti deve quindi essere aggiornato a fine stagione.
Le mappe satellitari sono molto utili, ma non dicono tutto.
La temperatura superficiale non è la temperatura dell’aria.
Il comfort delle persone dipende anche da ombra, vento, umidità e radiazione solare.
Le mappe non sostituiscono sopralluoghi e misure a terra.
I dati radar Sentinel-1 aiutano a leggere acqua e umidità, ma richiedono taratura locale.
Gli indici ottici possono essere ambigui in aree con vegetazione palustre densa.
I dati notturni MODIS e VIIRS hanno risoluzione territoriale e non sono adatti alla scala della singola strada.
Le soglie usate nell’app sono sperimentali e potranno essere migliorate con il contributo dei Comuni e dei tecnici del territorio.
L’app può aiutare i Comuni del Parco dei Mulini a costruire una strategia condivisa di adattamento climatico.
Può essere usata per:
individuare superfici calde da mitigare;
riconoscere e proteggere le isole di freddo esistenti;
valutare il ruolo climatico delle aree di laminazione;
osservare lo stato del verde e lo stress idrico;
individuare aree umide e suoli saturi;
orientare sopralluoghi e verifiche tecniche;
programmare interventi di ombreggiamento, depavimentazione, forestazione e gestione dell’acqua;
valorizzare il ruolo del Parco dei Mulini come infrastruttura verde-blu;
supportare progetti sul clima locale, sulla biodiversità, sul reticolo idrico e sulla qualità della vita.
Questa applicazione è una versione beta. Significa che è in fase di prova e potrà essere migliorata grazie al contributo dei Comuni, dei tecnici, delle associazioni, degli agricoltori e dei cittadini.
I prossimi sviluppi potranno includere:
taratura delle soglie radar Sentinel-1 con sopralluoghi;
raccolta di punti noti: acqua libera, palude, prato umido, prato secco, bosco, suolo nudo e superfici impermeabili;
confronto più robusto tra anni;
integrazione con dati su impermeabilizzazione e consumo di suolo;
integrazione con rilievi di campo, fotografie e misure microclimatiche;
individuazione di una rete di rifugi climatici;
analisi dei percorsi ombreggiati e freschi;
monitoraggio delle aree di laminazione e delle zone umide;
costruzione di schede comunali di adattamento climatico.
L’obiettivo finale è trasformare i dati in azioni concrete: più ombra, più acqua nel paesaggio, suoli più permeabili, vegetazione più sana, aree umide funzionanti, corridoi verdi-blu e spazi pubblici più vivibili durante le estati calde.