Titolo: I Troiani sbarcano in Sicilia; I Troiani incontrano Achemenide; Achemenide racconta dell’accecamento di Polifemo.
Autore: Miniatore attivo in Italia nella prima metà del XIV secolo.
Data di realizzazione: prima metà del XIV secolo.
Fonte: Codice 881, foglio 81.
Tecnica utilizzata: miniatura.
Luogo di conservazione: Biblioteca Riccardiana, Firenze, Italia.
Descrizione: Nelle 88 miniature tabellari, poste nel margine inferiore delle carte, riconosciute alla mano di Apollonio di Giovanni, e alla sua bottega, si snoda il racconto del viaggio di Enea, con evidenti richiami alla pittura fiorentina e soprattutto alla Cappella dei Magi, affrescata da Benozzo Gozzoli in Palazzo Medici nel 1459. La decorazione costituisce quindi un racconto figurato ricco di richiami e allegorie ma profondamente ancorato alle vicende contemporanee. Le Bucoliche e le Georgiche presentano una sola miniatura all'incipit di ciascuna opera, mentre nell'Eneide la decorazione miniata si interrompe alla fine del III libro. Le miniature alle cc. 93-98 solo parzialmente colorite e quelle alle cc. 101-104 solo disegnate documentano le procedure di lavoro all'interno delle operose botteghe.
Titolo: I Troiani fuggono da Polifemo.
Autore: Maestro dell’Eneide.
Data di realizzazione: 1530-1535.
Tecnica utilizzata: smalto dipinto su rame.
Luogo di conservazione: Musée du Louvre, Parigi, Francia.
Descrizione: L’episodio è drammatico. Quest’ultimo viene raccontato dai due maggiori poeti epici dell’antichità, da Omero e da Virgilio. Entrambi ci fanno rivivere quelle due terribili momenti trascorsi da Ulisse al suo approdo in Sicilia, ma Enea vi giunge più tardi, cercando di comprendere la malvagità del ciclope grazie al racconto affidato al greco Achemenide che, dimenticato da Ulisse nella spelonca di Polifemo al momento della fuga, era sopravvissuto nei boschi etnei, rappresenta quindi soltanto un riepilogo agli avvenimenti riferiti dall’Odissea. L’opera rappresenta la fuga dei Troiani da Polifemo, che li porterà poi negli ospitali porti di Deprano.
Titolo: Polifemo minaccia la flotta troiana.
Iscrizione (perduta) nel cartiglio:
«HIC POLYPHÆMVS ADEST HORRENS GRADITVRQ[VE] PER ÆQVOR» (Qui appare il mostruoso Polifemo che incede attraverso le acque).
Autore: Ludovico, Agostino e Annibale Carracci.
Data di realizzazione: 1593 circa.
Tecnica utilizzata: affresco.
Luogo di conservazione: Palazzo Fava, Bologna, Italia.
Descrizione: Sulla scena Polifemo che, ormai cieco, usa come bastone un albero. Il gigante si immerge in acqua e i Troiani, terrorizzati, alzano le ancore per lasciare precipitosamente l'inospitale lido. Sentendo il rumore dei remi sulle onde, Polifemo si accorge di quel che sta accadendo ma la flotta di Enea è già a distanza di sicurezza. Il ciclope non può fa altro che emettere uno spaventoso urlo di rabbia mentre i Troiani si mettono in salvo. Nell'affresco l'aspetto minaccioso di Polifemo è accentuato dal gesto di brandire l'albero di pino che sembra quasi stia per essere scagliato verso le navi in fuga come fa pensare la torsione del ciclope. Come per gli altri riquadri del fregio di Enea spettanti al più giovane dei Carracci anche in questo caso si apprezza nella composizione un notevole brano di paesaggio sullo sfondo. La visione in lontananza di alberi e monti - tra i quali anche l’Etna - contribuisce a rendere l’enorme mole del ciclope.
Titolo: Studio della raffigurazione del Ciclope Polifemo che minaccia la flotta troiana dei Carracci
Luogo di conservazione: Galleria degli Uffizi, Firenze, Italia
Luogo del ritrovamento: Cilicia, Turchia.
Materiali: bronzo.
Dimensioni: 6.30x4,10 cm.
Descrizione: Raccordo in bronzo a forma di maschera di Polifemo.
Titolo: L'Enea Vagante - pitture dei Carracci.
Contenuto dell'iscrizione: Letterato sull'immagine con un verso latino: "Hic Polyphemus (...) aequor" e numerato "XII"; firmato "Un. Carac. Inv" e "G. M. Mitelli Fec."; "Si stampano in Roma da Gio: Iacomo de Rossi alla Pace".
Data di realizzazione: 1663.
Dimensioni: 24.4x50.6 cm.
Materiali impiegati: carta e materiale da stampa.
Tecnica: incisione.
Descrizione: Tavola XI: Polifemo minaccia la flotta di Enea; Polifemo visto a destra, emergente dal mare, con in mano una grande arma fiammeggiante; La flotta di Enea vista avvicinarsi a sinistra; montagne viste dietro. In questa stampa possiamo notare come la stessa figura del ciclope appaia molto simile, oserei quasi identico a quella già vista del palazzo Fava a Bologna. Inoltre, viene riportata la medesima iscrizione. «HIC POLYPHÆMVS ADEST HORRENS GRADITVRQ[VE] PER ÆQVOR».