Daniele Ribetto
Pittore
Pittore
Roberto Pino
Espressioni di fucina
Si dice che la bellezza dell’Arte non stia nel rispetto delle regole, ma nell’infrangerle. Sicuramente l’arte di Roberto contiene questa singolare intuizione, infatti, le sue opere sono belle ed emozionanti perché non rispettano alcuna logica pittorica precostituita. Lo rileva in particolare chi, come me, ha vissuto la propria esperienza artistica da sempre imprigionato in un tecnicismo esasperato che ha segnato inevitabilmente sin dall’inizio un certo tipo di percorso.
Nelle fantastiche opere di Roberto emerge prepotente ed assoluta la sua origine siciliana: esse sono vulcaniche, eruttive e mettono in mostra la sua vera natura di Figlio dell’Etna.
Personalmente, amo attribuire alla sua tecnica la definizione di “pittura lavica”. Lo spessore e la consistenza del colore, i suoi percorsi imprevedibili sulla masonite sono simili alle infuocate ed inarrestabili strade tracciate dalla lava lungo la Valle del Bove. Le sue opere sembrano uscite dalla fucina del dio Vulcano, sono lapilli carichi di bagliori, lapislazzuli lanciati da una forza misteriosa. La cromaticità satura e pura dei suoi colori è simile ai toni abbaglianti della campagna siciliana dopo un temporale estivo. Hanno la violenza e l’intensità primitiva dei variopinti carretti siciliani e nel contempo le contagiose e tenui sfumature color pastello dei dolcetti di Milazzo.
Ho seguito Roberto sin dai suoi primi e timidi passi di artista; lui, così misurato, così discreto, così educato, tale da sfiorare una profonda ed irreversibile timidezza innata. Sicuramente il vento della vita non ha cosparso di petali di rosa la sua strada, ma lui tenacemente, da buon siciliano, ne è venuto fuori attaccandosi morbosamente alla più nobile e salvifica delle espressioni umane: l’Arte. Egli ha inconsciamente usato l’Arte come scrigno delle sue insicurezze, dei suoi sogni infantili, delle sue sconfitte, delle sue amarezze, dei suoi affetti mancati, delle sue aspirazioni taciute, delle sue solitudini, ma anche delle sue miracolose rinascite.
Roberto è la sua arte e la sua arte è Roberto. Il tutto racchiuso in una sorta di “loop” perfetto ed impenetrabile. La sua arte lo pervade a tal punto che ne è diventata la sua misura e la sua dimensione.
All’inizio del suo percorso, non è stato facile convincerlo a continuare sulla strada dell’espressione artistica. Sentiva inequivocabilmente che qualcosa stava nascendo in lui, percepiva che qualcosa di diverso e di magico stava germogliando nel suo animo di informatico intransigente, un po’ scontroso e poco avvezzo ai cambiamenti.
L’ambiente circoscritto e un po’ provinciale nel quale era nato e cresciuto rappresentava per lui, come per tutti noi, un limite all’apparenza invalicabile e per questo egli tendeva in tutti i modi a soffocare quella forza atavica ed eruttiva che gli stava crescendo prepotentemente dentro giorno dopo giorno.
Quando l’ho conosciuto, la sua mente già aveva iniziato a creare combinazioni singolari tra quanto percepito e quanto poi elaborato ed è stato il malessere che stava attraversando a scardinare definitivamente il suo sistema di pensiero con un’alternanza di alterazione e di esaltazione delle sue capacità percettive ed emotive.
Era chiaro che il suo essere aveva definitivamente iniziato quell’incredibile e miracoloso percorso che poi gli avrebbe permesso di addentrarsi nella profondità della realtà sognata in modo singolare, tutto suo, senza più schemi razionali, predefiniti e, soprattutto, senza più pudori e paure adolescenziali.
Oggi, il mio amico Roberto è ormai un Artista a tutto tondo e lo stimo profondamente per quella sua capacità innata di sfidare tutto il narrabile ed il conoscibile senza più regole e senza più limiti.
Egli si è finalmente scrollato di dosso il mondo che fu ed ha accettato la sfida con il mondo che sarà con tutti i suoi difetti e le sue incertezze. Ha generosamente accolto il mondo dell’Arte in sé rigenerandolo quotidianamente senza più timori e rancori. Ha finalmente compreso che l’Arte è un incontro dal quale non si esce illesi.
Daniele Ribetto
Pittore