Siamo abituati a considerare il mondo tridimensionale come un'entità oggettiva e immutabile. Tuttavia, questa percezione è frutto di convenzioni e costruzioni culturali che si sono evolute nel tempo. Il rapporto tra tempo e spazio è il fulcro di questa riflessione: senza il tempo, lo spazio non può esistere in modo percepibile.
L’evoluzione della percezione del tempo
Nel corso della storia, il modo in cui gli esseri umani hanno organizzato il tempo è cambiato drasticamente:
Epoca medievale: il tempo era scandito da riferimenti locali, come il suono delle campane o le meridiane nelle piazze.
Epoca industriale: con l'introduzione degli orologi personali, il tempo diventa assoluto e sincronizzato, regolando rigidamente il lavoro e la vita quotidiana.
Epoca dell’informazione: il tempo è digitalizzato e sempre disponibile su qualsiasi dispositivo, diventando fluido e negoziabile.
Questa trasformazione influenza anche il concetto di spazio. Per comprendere il legame tra le due dimensioni, immaginiamo di trovarci in uno spazio monodimensionale: senza il tempo, non potremmo percepirlo, poiché tutto apparirebbe statico. Il tempo diventa quindi la prima dimensione che rende possibile l’esperienza dello spazio.
La quarta dimensione e la navigabilità dello spazio
Espandendo il concetto, possiamo immaginare come una realtà tridimensionale possa essere percepita da un osservatore bidimensionale. Se una sfera attraversa un piano, essa sarà visibile solo come una serie di cerchi concentrici che si espandono e si restringono: per l’osservatore bidimensionale, la terza dimensione è invisibile ma intuibile attraverso il cambiamento nel tempo.
Da qui nasce il concetto della quarta dimensione, che non è il tempo ma una dimensione geometrica superiore. Un ipercubo (o tesseratto) è la naturale estensione di un cubo nello spazio a quattro dimensioni, proprio come un cubo è l’estensione di un quadrato nello spazio tridimensionale.
Nel mondo a quattro dimensioni, la navigabilità non avviene solo attraverso movimenti lineari, piani o verticali, ma attraverso veri e propri salti tra sistemi tridimensionali distinti. Questo significa che in un ipotetico spazio quadridimensionale, potremmo spostarci da un ambiente tridimensionale a un altro senza percorrere lo spazio intermedio, esattamente come un foglio piegato permette a un insetto di attraversarlo istantaneamente da un punto all'altro.
Principi chiave dello spazio e del tempo
Il tempo è la prima dimensione dello spazio → Senza tempo, non si può percepire lo spazio.
Lo spazio è un intervallo percorribile → La nostra esperienza dello spazio avviene attraverso il movimento nel tempo.
Un punto non ha né spazio né tempo → È un'entità teorica senza estensione misurabile.
Ogni sistema inferiore è contenuto in uno superiore → Una linea è contenuta in un piano, un piano in un volume, e così via.
Da un sistema inferiore si può intuire uno superiore → Come un cerchio in un piano può suggerire la presenza di una sfera, la nostra realtà tridimensionale può essere solo una proiezione di uno spazio superiore.
Questa visione non solo rivoluziona il nostro modo di pensare lo spazio e il tempo, ma apre anche scenari affascinanti sulla possibilità di dimensioni superiori ancora inesplorate.