Nel corso della storia dell'architettura, numerosi eventi hanno segnato il passaggio da concetti tradizionali a nuove visioni più complesse e simboliche. A metà degli anni '50, l'architetto danese Jørn Utzon con la sua progettazione per l'Auditorium di Sydney ha sfidato il concetto di architettura come mera combinazione di forma e funzione, introducendo un approccio che abbraccia il simbolismo e l'interpretazione. Questo cambiamento ha avuto un impatto non solo sull'architettura, ma anche su altri ambiti, come la pubblicità, dove si è passati da un approccio oggettivo a uno che privilegia la soggettività e l'interpretazione personale.
L'evoluzione dell'architettura:
Nel 1950, Jørn Utzon vince il concorso per l'Auditorium di Sydney, infrangendo la tradizionale concezione dell'architettura come semplicemente funzionale.
Le sue strutture a guscio, emergenti da un basamento, non solo richiamano il mondo dell'acustica, ma si ispirano anche alla natura, come il vento e altri elementi naturali.
Questo approccio si è evoluto, come si vede nelle opere di altri architetti come Frank Gehry, Renzo Piano e Steven Holl, che continuano a sfidare la rigidità del concetto di "forma e funzione".
Oggettività e soggettività nella pubblicità:
Con l'evoluzione delle tecniche pubblicitarie, si è assistito a un passaggio dalla pubblicità oggettiva degli anni '20 a quella più soggettiva della modernità.
In un esempio concreto, la pubblicità di camicie passa dall'essere una semplice presentazione del prodotto, a diventare un'interpretazione personale, che utilizza figure retoriche suscettibili a varie interpretazioni da parte del pubblico.
L'uso di immagini che non chiariscono immediatamente il prodotto pubblicizzato, ma suscitano invece diverse emozioni e associazioni, evidenzia l'importanza della soggettività nell'era moderna.
Architettura come simbolismo e metafora:
L'approccio simbolico e soggettivo si riflette anche in alcuni edifici iconici:
Il Museo Ebraico di Daniel Libeskind è un esempio di come l'architettura può essere intesa come una narrazione visiva, piena di significati e simboli.
Il Guggenheim Museum di Frank Gehry a Bilbao, con le sue forme fluide e dissonanti, sfida le convenzioni architettoniche, evocando una pluralità di significati piuttosto che limitarsi a una funzione estetica e formale.
Il Kiasma Museum di Steven Holl utilizza una metafora neurologica, ispirandosi ai nervi ottici del cervello, per esplorare il concetto di percezione e immagine.
L'architettura e la pubblicità del XX e XXI secolo sono esempi di come la transizione da un pensiero oggettivo a uno soggettivo abbia trasformato il modo in cui concepiamo e viviamo lo spazio, l'arte e il consumo. Architetti come Utzon, Gehry, Piano e Holl hanno introdotto concetti simbolici e metaforici, rendendo l'architettura un linguaggio ricco di significati. Allo stesso modo, la pubblicità si è evoluta da una presentazione chiara e oggettiva del prodotto a una rappresentazione più personale e interpretativa, dove il messaggio è modulato dall'individuo che lo osserva. Entrambi gli ambiti, dunque, riflettono una maggiore apertura alla soggettività e alla pluralità di significati.