Historia della mia fuga dalle prigioni della republica di Venezia dette " li Piombi ".
L'opera che scrisse Casanova dove descrive la sua fuga dalle segrete di Palazzo Ducale a Venezia.
Ultima residenza in cui visse prima della sua morte.
Nato il 2 aprile 1725 a Venezia, Giacomo Girolamo Casanova, si rivelò sin da subito un prodigio.
Faceva parte di una famiglia benestante ma non appartenente alla nobiltà.
Questo gli pesava così tanto che sparse in giro la voce di essere il figlio illegittimo di Michele Grimani, appartenente ad una delle più importanti famiglie aristocratiche veneziane.
Fu così convincente che, alla morte di Grimani, i suoi figli gli offrirono protezione.
In seguito, Casanova, frequentò gli studi di diritto di Padova e così finì per lavorare per avvocati e diplomatici ed ebbe la possibilità di viaggiare per tutta Europa.
In questi viaggi, Giacomo, provocò diversi scandali con donne sposate, perciò rischiò di perdere credibilità.
Perciò quando nel 1755 venne arrestato dagli inquisitori veneziani per l'accusa di "libertinaggio" nessuno fu sorpreso.
Fu arrestato anche perché, secondo gli inquisitori, influenzava altri ad imitarlo.
Venne incarcerato nelle segrete di Palazzo Ducale a Venezia, chiamate Piombi per via del materiale di cui era costituito il tetto delle celle.
La detenzione non durò molto perché, insieme ad un altro detenuto, scappò dalla cella attraverso un foro provocato nel soffitto e si intrufolò in un palazzo.
Si finse invitato e si fece scortare fuori da un domestico, poi con il suo compagno salirono su una gondola e sparirono dalla circolazione .
Dopo questo fatto, Casanova, scrisse l'avventura Historia della mia fuga dalle prigioni della republica di Venezia dette " li Piombi ".
Purtroppo gli inquisitori non si arresero e costrinsero Casanova a fuggire fuori dalle frontiere della repubblica di Venezia.
Durante l'esilio, però, incontrò personaggi di alto calibro come l'illuminista francese Voltaire, il compositore Mozart, lo statista Benjamin Franklin, il papa Clemente XIII, il re prussiano Federico il Grande e la zarina Caterina la Grande.
Ma restava il fatto che, oltre a non essere membro dell'aristocrazia, era anche un profugo.
Casanova però riusciva a colmare queste lacune grazie alla sua vasta cultura e alla sua capacità di intrattenere il pubblico raccontando le sue avventure, ampliando così la sua cerchia sociale.
Nel 1774 gli fu concesso l'indulgenza e poté tornare a Venezia dopo 18 anni di esilio.
Casanova offrì i suoi servizi di spia proprio agli inquisitori che lo avevano esiliato ma fu licenziato poco dopo per inefficienza.
La sua impulsività gli costò cara. Offeso da un membro della famiglia Grimani, si vendicò scrivendo un pamphlet in cui rivendicava di essere il figlio naturale di Michele Grimani e dichiarava colui che lo aveva offeso illegittimo. Questo gli valse la condanna definitiva al secondo e ultimo esilio nel 1783.
Si trasferì prima a Vienna, poi a Dux (oggi Duchov, Repubblica Ceca), lavorando come bibliotecario nel castello del conte Walstein, dove morì il 4 giugno 1798.
Per aggiungere un ultimo mistero alla sua vita, non si sa dove fu sepolto.
Giacomo Casanova
Le segrete di Palazzo Ducale a Venezia
STORICA NATIONAL GEOGRAPHIC
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Sophie T. 2D (a.s. 23/24), Francesco Miotto (PCTO, a.s. 23-24)