SAN PROSDOCIMO
San Prosdocimo è vissuto nel I secolo, fu discepolo di san Pietro da cui è stato consacrato vescovo di Padova. Si ritiene abbia convertito al cristianesimo gli abitanti della Sabina e di Rieti, dirigendosi poi nell'area veneta. Si dice sia morto intorno all'anno 100. Le sue spoglie sono venerate nel suo sacello, a Padova. Si ritiene che il nome Prosdocimo derivi dal greco "l’atteso". Prosdocimo è uno dei quattro santi patroni di Padova.
Fu secondo evangelizzatore della diocesi di Belluno, oltre che primo evangelizzatore di Feltre. Fu primo vescovo di Aquileia e discepolo di San Marco evangelista. Ha convertito anche la popolazione della val Leogra.
Prosdocimo avrebbe convertito gli abitanti di Rieti al cristianesimo e sarebbe stato il fondatore di quella diocesi. Il culto di san Prosdocimo è ricordato dalla Chiesa cattolica nella diocesi di Rieti il 7 novembre, come attesta il calendario diocesano di Rieti.
Nel duomo di Rieti è raffigurato in una statua situata in una delle quattro nicchie del vestibolo alla cappella di Santa Barbara.
Nel Medioevo la città di Rieti coniò delle monete con l'immagine di San Prosdocimo; si è pertanto ipotizzato che egli avesse in qualche modo contribuito all'evangelizzazione del territorio reatino, ma l'ipotesi è rigettata dalla storiografia moderna, poiché mancano altre prove a sostegno.
Non si sa tanto dei santi antichi perchè ci sono poche e non molto sicure testimonianze.
Il sacello paleocristiano o di San Prosdocimo
Una delle parti più antiche dell'attuale complesso della Basilica di Santa Giustina a Padova rimane senz'altro il sacello (costruito tra il 500-507) che, prima della ricostruzione cinquecentesca, costituiva uno spazio fondamentale della basilica paleocristiana.
Il Duomo dei militari San Prosdocimo è un edificio religioso di origine medievale che si affaccia su contrà di San Giovanni alle Navi, ora via San Prosdocimo, a Padova.
L'edificio sacro faceva parte di un monastero di monache benedettine. Sconsacrato nel 1806 ed utilizzato come magazzino militare, è stato riconsacrato il 10 aprile 1990.
Lorenzo B., 1C