I Veneti erano un antico popolo di migratori che si stabilì tra l’Adige, la Livenza e le Prealpi Venete oltre 3000 anni fa.
Durante gli anni della guerra di Troia, i Veneti erano guidati dal re Pilemene, il quale fu ucciso in battaglia e, siccome furono coinvolti nella sconfitta, si diedero alla fuga seguendo il principe Antenore alla ricerca di una nuova patria [vedi la nostra voce > Antenore].
I Veneti antichi erano un popolo non violento, ma deciso nella difesa dei propri beni e lo sappiamo grazie a numerose leggende tramandate fino a noi.
Dalla leggenda è possibile, tramite dei documenti, confermare un dato: i Veneti erano un popolo di origine medio-orientale, con la loro civiltà, con la loro cultura e che ebbero contatti con gli Etruschi e i Greci.
Circa 12 secoli prima di Cristo, i Veneti lasciarono la loro terra d’origine e si sparsero per quasi tutta l’Europa occidentale, ma anche in Polonia, Germania, Francia e Paesi Bassi.
Infatti, il Lago di Costanza, (nel confine tra Germania, Svizzera e Austria) era chiamato “Lacus Venetus”. C’è chi afferma che per i Romani volesse dire “Lago Azzurro” (la parola venetus in latino significava sia “veneto” che “azzurro”), ma la maggior parte degli studiosi attribuisce quel nome per il fatto che le sponde del lago erano abitate dai Veneti.
Un’ulteriore fonte che abbiamo riguardo i Veneti la possiamo ricavare dal “De Bello Gallico “ di Giulio Cesare, il quale descrive la battaglia tra i Romani e i Veneti, combattuta in Bretagna nel I secolo a.C., anche se Cesare non spiega se tra i Veneti di Bretagna e quelli dell'Alto Adriatico ci siano dei collegamenti.
Un ossuario veneto
Un’abitazione veneta, ricostruzione ipotetica
Dal volume Venetkens, Catalogo dell'omonima mostra 2012
Sono in realtà molti i ritrovamenti archeologici che ci confermano l'esistenza di una civiltà dei Veneti che si è sviluppata nell'area dell'attuale Veneto a partire dal X sec. circa, come mostra la cartina qui a lato. Ci sono ritrovamenti di Santuari [vedi la nostra voce >Santuari dei Veneti antichi], che ci parlano delle divinità dei Veneti antichi [vedi la nostra voce >Religione dei Veneti antichi], di necropoli e tombe [vedi la nostra voce >Necropoli venete], che ci raccontano anche della loro economia [vedi la nostra voce >Economia dei Veneti primi] e del loro abbigliamento [vedi la nostra voce >Abbigliamento dei Veneti antichi], nonché della vita familiare nella società veneta [vedi la nostra voce >Società dei Veneti primi]. Inoltre, in molti reperti compare anche la scrittura dei Veneti antichi [vedi la nostra voce >Scrittura dei Veneti antichi], che oltre ad un proprio alfabeto avevano una propria lingua [vedi la nostra voce > Lingua dei Veneti antichi].
Tuttavia i ritrovamenti non ci aiutano molto a capire da dove davvero provenissero gli antichi Veneti: sicuramente, commerciavano con popoli vicini e lontani [vedi la nostra voce > Commercio dei Veneti antichi], via terra e via mare, come Greci ed Etruschi. Per esempio, erano noti per la produzione bronzea, come le situle [vedi la nostra voce > Le situle venete], tipicamente venete, e per l'allevamento, soprattutto dei famosi cavalli veneti [vedi la nostra voce > I cavalli veneti].
A partire dal III sec. a.C. i rapporti con la nascente potenza romana diventarono più stabili e intensi, grazie a ripetute alleanze tra Veneti e Romani contro i Celti, come contro gli invasori cartaginesi: il processo di romanizzazione dei Veneti, graduale e collaborativo, condurrà all'inserimento dell'area veneta, la Venetia [vedi la nostra voce >Decima Regio], come territorio strategico nell'Impero romano, anche grazie alle strade romane vecchie e nuove [vedi la nostra voce >Strade romane nella Venetia] e dei Veneti come pieni cittadini romani [vedi la nostra voce >Cittadinanza romana], dando anche nascita a personaggi illustri, come lo storico veneto-romano Tito Livio [vedi la nostra voce >Tito Livio], il letterato Valerio Catullo e il politico Trasea Peto [vedi la nostra voce >Trasea Peto]. Di area veneta geograficamente, pur non culturalmente, anche Virgilio.
(Anselmi-Bellò-Turri, pp.20-26)
Alvise B., Mattia B., Vittoria P., Edoardo T. 5A (a.s. 23/24)
Rev. Alessandro Mocellin (a.s. 23/24)