Il Liceo Ginnasio Statale “D. Manin” di Cremona nasce come collegio di gesuiti nei primi anni del XVII secolo, nello storico edificio ancora oggi sede della scuola. Al suo interno si trova un’ampia sala adibita a Biblioteca.
La storia della Biblioteca è inscindibile da quella dello splendido edificio che la ospita.
Il collegio nacque innanzitutto per volere dell’allora vescovo Cesare Speciano, in quanto esso era contiguo alla loro chiesa principale, San Marcellino. Lo scopo principale era naturalmente l’educazione dei giovani, per cui sin dai primi anni fu raccolto il materiale librario necessario, per altro arricchito dalla biblioteca personale dello Speciano, costituito da circa 1200 volumi.
I gesuiti erano arrivati a Cremona nel 1594 e si erano riuniti attorno alla figura di una nobildonna locale, Margherita Torre Ferrari, che aveva dato loro una residenza temporanea, in attesa di una dotazione patrimoniale sufficiente per garantire una fondazione stabile. La città infatti si inseriva perfettamente nel clima della Controriforma sancita dal Concilio di Trento (1545-1563), ispirando due personalità importanti: Niccolò Sfrondati, meglio noto come Gregorio XIV, e il già citato Cesare Speciano[1], già vescovo di Novara e nunzio a Praga alla corte dell’imperatore Rodolfi II d’Asburgo. Una volta tornato a Cremona dall’incarico diplomatico, i lavori ebbero una vistosa ripresa[2] grazie ai fondi donati dai cittadini più ragguardevoli del Comune, permettendo di mettere a disposizione dei padri l’area attualmente occupata dal Liceo[3].
Nel 1602 fu dunque posta la prima pietra della chiesa intitolata a S. Pietro e S. Marcellino, la quale venne consacrata nel 1620. A causa della peste e della carestia, i progetti tuttavia subirono un forte ritardo: soltanto nel 1645 infatti ottennero l’approvazione da parte di Papa Innocenzo X, del re di Spagna Filippo IV e del vescovo di Cremona Francesco Visconti.
L’edificio scolastico venne definitivamente compiuto fra il 1657 e il 1658, con l’attuale liceo come residenza[4].
Dopo la soppressione della Compagnia di Gesù nel 1773 e l’avvento delle riforme austriache, tra cui la straordinaria apertura al pubblico nel 1775, il collegio divenne prima ginnasio teresiano-giuseppino, quindi liceo napoleonico (1803): in ogni sua fase storica, comunque, si riscontrò sempre l’interesse e l’obiettivo di formare la futura classe dirigente attraverso l’insegnamento delle lingue antiche, della storia, della filosofia, ma anche delle scienze naturali e dell’astronomia. Nello stesso periodo, tra modifiche e adattamenti che cambiarono in parte l’aspetto dell’istituto, l’architetto Giovanni Manfredini (1777, sotto la direzione di Giovan Battista Biffi) realizzò il maestoso scalone di ferro battuto all’ingresso della Biblioteca, in Via Boldori.
Con il ritorno degli austriaci tra il 1818 e il 1819, a seguito della Restaurazione, il corso di studi fu diviso tra ginnasio (i primi due anni) e liceo (gli ultimi tre) dedicato agli studi filosofici.
Dunque, come si inserisce in queste vicende la storia della biblioteca scolastica?
Purtroppo, non è possibile dare una risposta sicura e completa, dal momento che non sussistono né prove utilizzabili né, nei fatti, qualcuno si è mai interessato più di tanto alla biblioteca della scuola. Di conseguenza, il materiale necessario a risolvere l’enigma è molto carente. Come suggerisce Angela Bellardi Cotella 5 , secondo un racconto di Luigi Clementi 6 , alle porte dell’Unità, il vice governatore Giovanni Gallarini diede ordine di mandare al macero tutti i documenti dell’archivio dell’I. R. Delegazione Provinciale, da cui dipendevano tutti i settori della vita pubblica, compresa la scuola. Ma poiché le lacune continuano anche oltre la seconda metà dell’Ottocento e la prima del Novecento, vi è la possibilità che altro materiale, il cui valore non fu compreso nell’immediato, venne fatto sparire: Cotella ipotizza anche che le esigenze belliche, a partire dal 1916 e dalla fine degli anni ‘30, abbiano portato all’invio della carta agli uffici pubblici, secondo ordini del Ministero dell’Interno 7 . Quel che ci resta riguarda sostanzialmente la popolazione scolastica con indicazioni economiche e sociali e il curriculum che ogni alunno poteva seguire.
Queste teorie spiegherebbero in parte la mancanza di materiale storico come inventari, cataloghi e registri.
Un piccolo aiuto possono darci, tuttavia, pochi accenni quasi casuali scoperti fuori dall’edificio: ad esempio, leggendo della nascita della Biblioteca Statale di Cremona, si scopre che essa nacque dalla fusione del nucleo Governativo e del nucleo Civico. La Biblioteca Governativa, che fino al 1860 era meglio nota come Imperial Regia Biblioteca, traeva origine niente meno che dalla biblioteca fondata dallo Speciano (ricordate i 1200 volumi circa citati all’inizio?), la quale, nel 1840 era diventata statale; nel 1938 questa fu incorporata al Fondo Civico (fondo librario appartenuto alla famiglia Ala Ponzone) e spostata nell’attuale sede della Biblioteca Statale, ovvero Palazzo Affaitati, in Via Ugolani Dati. 8 Tecnicamente, quindi, la biblioteca scolastica del Liceo fu un tempo la prima e vera biblioteca pubblica di Cremona.
Qualche altro sparuto accenno può essere trovato nell’annuario scolastico, che è tuttavia disponibile, ad annate alterne, soltanto a partire dal 1992, proprio in virtù del mancato interesse verso il materiale librario della scuola. Nei fatti, è come se questa biblioteca, pur di nobili origini, fosse priva di storia.
La più antica notizia che si è riusciti a reperire risale al 1924 ed è un articolo contenuto ne La Scuola Classica di Cremona. Annuario del Regio Liceo Ginnasio “Daniele Manin” 9 . Si tratta senza dubbio di un documento di grande valore, ma senza altri materiali che ricreino il contesto a cui si accenna, esso perde molto del suo significato. Si evidenzia sin dall’incipit come la biblioteca sia più un problema da risolvere che una valida risorsa didattica, ma che, rispetto al precedente anno scolastico, siano in corso alcuni miglioramenti: a parte l’urgenza di un locale adatto a ospitare il patrimonio librario e, di conseguenza, di scaffalature e arredi, vengono riconosciuti positivamente l’invio in dono di libri di storia dell’arte da parte del Ministero, la decisione del collegio di dedicare una parte dei fondi all’acquisto di beni librari utili per lo studio delle letterature straniere e, infine, il lavoro svolto dalla sig.na Adele Zambini, la quale ha il merito di aver costruito uno schedario per autori.
A livello storico più ampio, tuttavia, si può considerare l’intervento fascista, ma non molto altro di sicuro.
La Biblioteca del Liceo possiede un patrimonio costituito da 6.026 volumi di cui 2.587 catalogati su Clavis, e consiste prevalentemente in opere di narrativa italiana e straniera, classici italiani, latini e greci, storie della letteratura, saggistica italiana e straniera. Sono inoltre presenti materiali didattici, cataloghi, tesine. Molte sono state le donazioni che hanno arricchito il patrimonio librario negli ultimi anni: ricordiamo il Fondo Doni, la donazione Bellisario, Setti, Taglietti. La Biblioteca ospita inoltre un’isola dedicata all’orientamento in uscita e accoglie gli alunni che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica, gli alunni diversamente abili e gli alunni stranieri in scambio o partecipanti ai progetti Erasmus proposti dalla scuola. Essa si presenta dunque come spazio aperto per l’approfondimento culturale, l’orientamento e la socializzazione.
La biblioteca fa parte della Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese, il servizio di prestito dunque non è rivolto ai soli utenti del Liceo (alunni e docenti) ma anche agli esterni iscritti alla RBBC. La Biblioteca del Liceo può garantire il suo servizio grazie all’opera dei volontari del Servizio Civile Universale, che ringraziamo.
dott.ssa Laura Pegorini
[1] Brevi cenni sulle vicende del complesso residenziale dei gesuiti di Cremona tra XVII e XVIII secolo, Andrea Foglia in La scuola classica di Cremona. Annuario dell’Associazione Ex Alunni del Liceo-Ginnasio <<Daniele Manin>>, Cremona, 1993, pp. 84-85
[2] Omnia ad maiorem dei gloriam. Educazione, istruzione e catechesi a Cremona nell’età della Controriforma, Matteo Morandi in La scuola classica di Cremona. Annuario dell’Associazione Ex Alunni del Liceo-Ginnasio <<Daniele Manin>>, Cremona, 1999, p.220
[3] Omnia ad maiorem dei gloriam. Educazione, istruzione e catechesi a Cremona nell’età della Controriforma, Matteo Morandi in La scuola classica di Cremona. Annuario dell’Associazione Ex Alunni del Liceo-Ginnasio <<Daniele Manin>>, Cremona, 1999, p. 224
[4] Brevi cenni sulle vicende del complesso residenziale dei gesuiti di Cremona tra XVII e XVIII secolo, Andrea Foglia in La scuola classica di Cremona. Annuario dell’Associazione Ex Alunni del Liceo-Ginnasio <<Daniele Manin>>, Cremona,1993, pp. 84-85
5 L’archivio storico del Manin e il suo inventario, Angela Bellardi Cotella in La scuola classica di Cremona. Annuario dell’Associazione Ex Alunni del Liceo-Ginnasio "Daniele Manin", Cremona, 1997, pp. 173-185
6 Il canonico Antonio Dragoni, primicerio della chiesa cremonese, E. Moreni in “Strenna dell’ADAFA per l’anno 1975”, p.91
7 L’archivio storico del Manin e il suo inventario, Angela Bellardi Cotella in La scuola classica di Cremona. Annuario dell’Associazione Ex Alunni del Liceo-Ginnasio "Daniele Manin", Cremona, 1997, p.174
8 http://www.bibliocremona.it/biblioteca/
9 Biblioteca, Diego Valeri, in La Scuola Classica di Cremona. Annuario del Regio Liceo Ginnasio “Daniele Manin, p. 165.