DISTORTED MIRROR
A partire da Goya, l’arte ha guardato alla storia e alle sue nefandezze con occhio diverso. Nel ciclo “Desastres de la Guerra” le conseguenze delle brutalità su combattenti e civili, diventano, per l’artista, motivo di studio e ispirazione convinto di avere la possibilità di coniugare espressività e forza comunicativa con la denuncia e l’impegno sociale e civile .
In questa dimensione anche visionaria della sofferenza, Goya va oltre il realismo caravaggesco e la dimensione onirico/surreale di H.Bosch e più in generale della scuola del Reno.
Il suo racconto degli effetti della guerra ci viene restituito con toni crudi, tali da saper ricreare una nuova umanità come prodotto degli strumenti di offesa capaci di penetrare nelle carni disfacendole, devastandone i connotati originari, in ultima analisi, di creare mostri.
Sembra affermarsi un’ idea inedita di soggetto umano come prodotto della malvagità e dell’istinto bestiale perfettamente combinati con l’arte della guerra.
Saranno, nel corso dell’Ottocento, alcune fortunatissime opere letterarie come Frankenstein e Dott. Jekyll e Mister Hyde che prefigureranno un uomo nuovo espressione della scienza e della tecnica applicate ad un’ idea di creazione sperimentale alternativa ai processi naturali.
Da Van Gogh ai fauves francesi, ai viennesi Egon Schiele e Oscar Kokoschka, ai pittori tedeschi della Brücke, agli espressionisti Otto Dix e George Grosz, sino a Picasso di Guernica e oltre, l’arte del Novecento ha prodotto un’ estetica anticlassica dove il bello non corrispondeva ai canoni greci ma agli effetti della storia sull’uomo.
Parallelamente risulteranno fondamentali i nuovi linguaggi, fotografia e cinema, che con la loro capacità di essere contemporanei agli accadimenti, pur nella loro soggettività di ripresa, restituiscono frammenti di realtà costituendo un archivio della memoria.
Anche in virtù di questo modo di indagare la storia, la pittura giunge a dar spazio anche ai suoi protagonisti anonimi, le vittime, accettando le diversità come manifestazioni del malessere sociale sino a giungere alla consumazione della materia in una visione astratta della forma e del colore.
L’esperienza delle Avanguardie Artistiche è dominata dalla frammentazione di stili e tendenze e da un continuo mutare dei punti di vista condizionati dalle vicende non solo culturali ma anche socio-politiche, che interesseranno gran parte dei paesi europei.
Per tutto il XX° Sec., la produzione e diffusione dei reportage fotografici e cinematografici amplieranno il campo delle esperienze rendendo l’umanità testimone degli eventi.
E’ questa relazione tra documenti foto/cinematografici e opere d’arte, che ci consente, oggi, di affermare che ciò che osserviamo non è il frutto di visioni immaginifiche, ma le forme proprie della violenza e del male.
L’Arte del Novecento ha dato voce alla tragedia umana sublimandola in una dimensione transnaturale in grado di ricondurre la storia a puro valore universale che continua a interrogare le nostre coscienze di uomini, forse, ancora liberi di scegliere.
Pier Paolo Fassetta
maggio 2016, Collettiva, Pier paolo Fassetta, Enrico Rinaldi, Bruno Tonolo DISTORTED MIRROR, Villa Giustinian Morosini, Mirano