Le mie esperienze attorno alla fotografia mirano a sottrarre il tempo dello scatto. Si sottraggono le cose all’evidenza, il tempo stesso si annulla in una vaghezza fenomenica intrisa di tracce visionarie che appartengono, in modo decisivo, al processo di ideazione e restituzione dell’immagine.
Dissolvimento del colore, sfocatura dell’immagine, creazione di filtri attraverso i quali percepire la forma in una continua sottrazione di nitidezza, sono procedimenti per i quali l’opera perde il suo valore assoluto per inoltrarsi nel “possibile”.
L’immagine nello spazio o sul piano, è il presente dell’opera. In essa convivono un passato concluso e un futuro aperto ad ogni forma di contaminazione mondana.
Pier Paolo Fassetta, testo pubblicato sul catalogo della mostra personale “Sottrazioni” Bugno Art Gallery Venezia 2015