[...] le silhouettes in plastica di Pier Paolo Fassetta fanno condividere all’uomo la sorte dell’oggetto: trasportabili, pieghevoli queste sagome sono l’ombra dell’uomo e insieme il gioco dell’antinarcisismo […]
Tommaso Trini
Testo tratto dal catalogo della mostra “Giovani artisti alla Rassegna S.Fedele1969” , Centro Culturale San Fedele Milano
I miei primi lavori fotografici sono del '68. I l compimento degli studi di architettura avviene qualche anno più tardi. Dopo un inizio come pittore che usa le tecniche tradizionali, approdo alla Land Art. I primi lavori erano costituiti da sagome di plastica sottile, che io ricavavo dalla silhouette prodotta dalla proiezione di un'ombra di persona. Potevano essere anche ombre di sei metri di lunghezza, che venivano poi ritagliate nella plastica. Con queste sagome sottili, che avvolgevo fino ad ottenerne dei tubi leggeri facili da trasportare, mi recavo al Lido, agli Alberoni, adagiavo le sagome sul bagnasciuga e le ricoprivo di sabbia asciutta, più chiara. Dopo pochi minuti, toglievo le sagome e fotografavo l'immagine così ottenuta dalla differenza di colore della sabbia. L'impronta risultante era una sorta di negativo. I l tutto durava appena qualche minuto. Un intervento dunque molto lieve, evanescente, che aveva lo scopo di sottolineare una relazione con l'ambiente il meno possibile invaSiva. Un'arte della terra, una Land Art, vicina ad una sensibilità orientale. Questi lavori sono stati esposti in due successive edizioni, 1969-1970, della Rassegna San Fedele a Milano. I l secondo anno, in particolare, ho presentato dei grandi pannelli, con le immagini degli interventi ed alcune installazioni all'esterno della galleria con sagome in plastica flessibile.
Testo tratto dal catalogo della mostra "Una generazione intermedia. Percorsi artistici a Venezia negli anni '70" Centro culturale Candiani Mestre 2007