Gli scatti testimoniano l’alchimia di un manufatto in disuso, una cabina telefonica ormai obsoleta, formata da pannelli trasparenti in plexiglass sui quali Writers urbani hanno tracciato il loro segno.
Le opere lasciano l’osservatore spaesato nella percezione dell’immagine priva di riferimenti prospettici. I pannelli trasparenti si sovrappongono decontestualizzando l’insieme, quasi un caleidoscopio di colori. Finché l’occhio si ferma, attratto da oggetti, residui urbani abbandonati, che riportano l’osservatore in una dimensione reale, svelando l’arcano.
Pier Paolo Fassetta 2011