EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI MODELLO ALEXANDER KLEIN A UNSTUDIO
Il modello è una maniera di relazionare le informazioni.
La parola modello viene dalla fine del ‘700 con lo studio delle tipologie (con l’avvento della rivoluzione industriale nascono nuove tipologie e quindi ci sono nuove domande a cui si deve rispondere), questo infatti è un modello che possiamo definire oggettivo: il modello illuminista, ad esempio, è oggettivo perché postula dei bisogni oggettivi e dà delle risposte oggettive.
Esempio di modello oggettivo: negli anni tra le due guerre c’è la necessità di costruire case per un gran numero di persone, l’architettura razionalista dà quindi delle dimensioni minime (c’è una risposta oggettiva).
Alexander Klein fa una ricerca su modelli oggettivi.
In ambito architettonico, esistono diversi modelli che ci supportano nell'ottimizzare l'efficienza dell'edificio. Ogni modello rappresenta una soluzione architettonica specifica per gli elementi che devono essere analizzati:
- Le finestrature
- I percorsi
- Le istanze diverse
Esistono diversi tipi di modelli:
- MODELLO OGGETTIVO: a partire da bisogni oggettivi si trovano soluzioni oggettive. A livello teorico, si diffondono testi di riferimento come i manuali (ad esempio, Neufert).
Christopher Alexanders, diagramma semilattice
- MODELLO PRESTAZIONALE: si inizia a sviluppare dagli anni ’60. Deriva da Christopher Alexander, architetto statunitense, di formazione matematica. È un’evoluzione del modello oggettivo. Suddivide questi bisogni oggettivi, li nomina e li relaziona attraverso una struttura. Nelle sue “Note sulle sintesi di una forma” afferma che il progettista non può tenere insieme troppe variabili, quindi quello che fa è scomporre nelle minimi parti e ricostruire (molte volte con una struttura ad albero). Lui ipotizza una struttura che chiama “semilattice”; parte dai numeri, i nodi sono uno legato all’altro, c’è un maggiore grado di complessità.
- MODELLO STRUTTURALISTA: parte da Levi-Strauss e non dal fatto costruttivo (che lo include semplicemente come sotto categoria), parte dall’antropologia e ne nasce una corrente filosofica, chiamata “strutturalismo”, che dice che ci sono delle strutture fisse e delle sottostrutture con un grado di variabilità. Questo arriva anche in architettura con Habraken (architetto olandese che lavora tra gli anni ’60-’70). Lui ha inventato l’open building (struttura fissa, ma al suo interno ci possono essere diverse variazioni). Habraken introduceva per la prima volta un'idea di "gerarchia delle scelte", in cui distingueva due livelli. Da un lato, c'erano le "strutture fisse", cioè quegli elementi che rimangono costanti nel tempo, simili a quanto studiato dall'antropologia strutturale in relazione ai comportamenti. Dall'altro, c'erano le "variazioni" di forme e comportamenti che avvenivano all'interno di queste strutture fisse, che Habraken definiva come “supports” (sostegni).
- MODELLO DIAGRAMMATICO: il diagramma non è uno schizzo, quindi in un modello diagrammatico non ci interessa la forma finale, ma le relazioni che ci sono tra le informazioni. Il modello decisionale diagrammatico non è la prefigurazione di un'idea finale, è la prefigurazione di un processo, è la prefigurazione delle relazioni che interconnetteranno nell’architettura: è un codice DNA generatore e regolatore di uno sviluppo. Gli esiti dipenderanno da una serie di accidenti che intervengono come variabili per modificare quel diagramma. Questo modello è dinamico. L'arrivo di questa parola fa entrare in gioco due cose: A. Evidentemente l'elettronica e i computer, e B. L'uso dinamico "dei dati". Come esempio di questo tipo di modello si può citare Ben Van Berkel (UNStudio).
Casa Mobius, UNStudio
CASA MOBIUS (UNStudio)
È una casa monofamiliare articolata secondo un modello diagrammatico basato sul nastro di Möbius. Il progetto risponde alla necessità di integrare studi privati per alcuni membri della famiglia, analizzando e intrecciando le funzioni essenziali in base alle esigenze di ciascun componente del nucleo familiare. Un elemento particolarmente significativo è il diagramma a blocchi, che esplicita le funzioni e le relazioni che si ritrovano nella casa, garantendo semplicità e funzionalità, pur differenziandosi nella realizzazione finale.
Museo della Mercedes Benz, UNStudio
MUSEO DELLA MERCEDES BENZ (UNStudio)
Il museo Mercedes Benz di Stoccarda è uno degli edifici più interessanti basati sul concetto di modello diagrammatico. In questo progetto, il diagramma diventa interattivo, derivando dalla selezione di sistemi complessi che generano una forma più semplice, sviluppata in altezza su base seriale. La particolarità dell’edificio risiede nel suo processo mutevole e dinamico, che bilancia estetica e funzionalità.
La struttura si articola in tre lobi che si compenetrano, creando uno spazio centrale nel punto di intersezione. La distribuzione degli spazi prevede un nucleo centrale vuoto, con i core (spazi di servizio) posizionati lungo il lato interno dei tre lobi adiacenti. I percorsi si sviluppano invece lungo i lati esterni, sostenuti da cavalletti che contribuiscono alla stabilità strutturale dell’edificio. Questo approccio introduce il concetto di mutabilità delle piante, enfatizzando la flessibilità spaziale e funzionale.