- Titolo: Strati mobili. Video contestuale nell'Arte e nell'Architettura
- Autori: Alexandro Ladaga e Silvia Manteiga
- Editore: Edilstampa srl
- Anno di pubblicazione: 2006
- ISBN: 88-7864-016-6
- Pagine: 94
Con una visione innovativa e uno sguardo al futuro, gli autori Alexandro Ladaga e Silvia Manteiga esplorano la fusione tra spazio fisico e videoarte contestuale, sottolineando il potenziale trasformativo del video come elemento architettonico e artistico. In un volume di 94 pagine, Ladaga e Manteiga ci conducono attraverso opere che utilizzano la tecnologia video per arricchire la nostra esperienza degli spazi, superando la separazione tra interno ed esterno, tra reale e virtuale.
Il libro si apre con una riflessione sul ruolo della videoarte nella cultura contemporanea, proponendo il video non come un semplice accessorio decorativo, ma come "strato mobile" in grado di influenzare profondamente il modo in cui percepiamo lo spazio e l'ambiente circostante. Ladaga e Manteiga sviluppano un percorso in cui il video diventa una nuova dimensione per l'architettura e l’arte, capace di interagire con il pubblico e di rispondere al contesto fisico in tempo reale. Questa relazione tra immagine e spazio rappresenta il cuore del testo, che guida il lettore a una riflessione sulla spazialità intesa come un’esperienza dinamica.
Ladaga e Manteiga organizzano il libro in sezioni tematiche che indagano il video contestuale da vari punti di vista: da quello filosofico e teorico a quello tecnico e progettuale. Ogni sezione è accompagnata da immagini di opere rappresentative.
Il libro analizza, per esempio, opere come “Observatory” di ELASTIC Group, che ha proiettato sulla facciata del MUVIM Museo di Valencia un occhio che osserva i visitatori del museo,
"Anche quando l'operatività si rapporta al sito preesistente, caricandosi di meditazione ri-flettente, come nel grande occhio che si spalanca sul Museo di Valencia, il valore mentale non si sovrappone mai all'immagine, ma anzi le dà corporeità".
(Luisa Valeriani)
Observatory, ELASTIC Group
Human Highways, ELASTIC Group
“Human Highways” sempre di ELASTIC Group, che è un racconto di immagini ricavato dalla ripresa dall’alto del transito metropolitano su un marciapiede di New York,
"Lo spazio urbano in Human Highways diventa territorio diffuso, luogo di connessione di flussi caotici e incostanti".
(Laura Barreca)
e “Blinkenlights” di Chaos Computer Club, che ha trasformato un edificio di Alexanderplatz in un gigantesco display interattivo. L’approccio di Ladaga e Manteiga è quello di offrire una lettura trasversale che combina discipline diverse, unendo concetti architettonici a quelli visivi, e approfondendo il tema della "trasparenza", non solo come caratteristica materiale, ma come qualità dello spazio che permette un gioco di svelamento e occultamento continuo.
Blinkenlights, Chaos Computer Club
Blinkenlights, Chaos Computer Club
"Strati mobili" esplora la relazione tra spazio e percezione, soffermandosi sulle possibilità offerte dall’integrazione tra video e architettura. Ladaga e Manteiga enfatizzano il valore del video come mezzo di interazione sensoriale: l’immagine digitale assume una propria fisicità, acquisendo un ruolo di rilievo nell’esperienza dello spazio. In questo senso, il volume diventa anche un manuale per progettisti, architetti e curatori, che troveranno nel testo una serie di spunti e riflessioni sulla possibilità di utilizzare il video per creare installazioni che amplificano il senso di immersione del visitatore.
Un altro aspetto rilevante che emerge dal testo è l’attenzione per l’esperienza multisensoriale del pubblico. Ladaga e Manteiga sottolineano come lo spazio digitale non si limiti alla vista, ma coinvolga l’intero corpo, con una continua interazione tra spazio, immagine e movimento. Il video diventa un "layer" attraverso cui l’architettura si anima, assumendo un carattere fluido e cangiante che risponde ai movimenti e alla presenza delle persone. Questa multidimensionalità rende l'opera un invito ad abbandonare la percezione statica dello spazio e a considerare l'architettura come un organismo vivo e in evoluzione.
“Strati mobili” è scritto in uno stile accessibile e chiaro, gli autori evitano un linguaggio troppo tecnico, riuscendo a far emergere con semplicità concetti complessi. Questa chiarezza rende il volume una lettura piacevole e scorrevole. È un testo che cattura appieno il fascino delle possibilità offerte dalla tecnologia in campo artistico e architettonico. Ladaga e Manteiga ci offrono uno sguardo sulla creazione di ambienti ibridi in cui la tecnologia non è mai fine a sé stessa, ma diventa uno strumento per ampliare la nostra percezione e comprensione dello spazio. Con il suo approccio multidisciplinare, il libro si dimostra un riferimento prezioso per architetti, artisti e appassionati, ispirando una riflessione sull’interazione tra arte e tecnologia e spingendo verso un futuro in cui i confini tra queste discipline siano sempre più labili.