IL RUOLO STRUTTURALE DELL'INFORMAZIONE:LA TERZA ONDATA
Copertina de La Terza Ondata, Alvin Toffler
Alvin Toffler scrisse “La terza ondata”. La prima ondata è la fase della storia umana legata alla produzione agricola, cioè quella in cui i processi economici principali gravitavano attorno alla produzione dei beni agricoli. Toffler colloca questa fase dal neolitico superiore (perché è la fase in cui prevale l’agricoltura rispetto ad altre attività, come la caccia e la pesca) alla Rivoluzione francese (perché arriva l’invenzione della macchina a vapore). La struttura della società si basa quindi sull’attività agricola: la maggior parte della popolazione è composta da contadini e la ricchezza è diretta conseguenza del possesso di grandi porzioni di terra, cioè dello strumento atto a produrre il bene agricolo. Nell’epoca agricola secondo Toffler: il 90% della popolazione è dedita all’agricoltura, l’8% alla meccanica, il 2% alle attività letterarie.
Alla fine del ‘700, l’invenzione della macchina a vapore in Inghilterra ebbe un grandissimo impatto, ci fu infatti la “rivoluzione industriale”. Con questa invenzione i dati precedenti cambiano: il 60% della popolazione è dedita all’agricoltura, il 38% alla meccanica (tecnici e ingegneri che si occupano di progettare le macchine e si occupano di tutto ciò che è legato alle macchine), il 22% alle attività letterarie.
Toffler afferma che alla fine del 1956 in America avviene un fenomeno visibile negli annuali statistici: le persone addette al settore agricolo più quelle addette al settore industriale, sono meno di quelle che si occupano dell’informazione (rispettivamente 15%, 34% e 51%). Lui chiama questo l’arrivo della terza ondata, oppure “società dell’informazione”. Se lo andiamo a vedere oggi nella composizione della popolazione negli USA: 1%, 19% e 80%, mentre in Corea del Sud: 3%, 32% e 65%.
Si può provare a prendere una carota e immaginarla nelle diverse ondate come il condensato delle forze lavoro che servono per fare la carota:
- prima ondata: il 90% del bene carota è un bene che è legato alla terra, un 8% alla meccanica. Vuol dire che nella produzione del bene carota c’è bisogno di una strumentazione prodotta dal bene industriale e ci sarà poi una parte legata alle informazioni (quando conviene coltivarla, dove la si deve piantare…);
- seconda ondata: nell’epoca industriale questi dati cambiano ancora, sempre in base alle percentuali delle persone occupate nei vari settori;
- terza ondata: solo una piccola parte è legata direttamente al bene terra, le altre sono legate al bene industriale e a quello dell’informazione.
Tutto questo può avere un parallelo in architettura?
Nell’antichità si intendeva per architettura le costruzioni legate a dei momenti celebrativi: il palazzo signorile, gli edifici della res pubblica, le costruzioni legate alla morte…
Thomas Kuhn
Nel mondo industriale l’architettura è associata alla macchina: doveva avere i caratteri di funzionalità della macchina (si può dire dell’architettura che “esiste in quanto funziona”, mentre prima si poteva dire che “esisteva in quanto celebrava”). Nell’era attuale si può dire che “esiste in quanto informa”. Possiamo duque dire che oggi siamo entrati in un nuovo paradigma. La definizione moderna di paradigma nasce con Thomas Kuhn.
Thomas Kuhn scrive “La struttura delle rivoluzioni scientifiche“. In questo libro fa un ragionamento: la scienza non funziona linearmente, ma al suo interno ha dei salti, opera con un salto di paradigma. Ad esempio, Volta scopre l’elettricità e questa scoperta fa fare alla fisica classica una serie di sforzi che la porta ad adattarsi alla presenza dell'elettricità. All'inizio del nuovo secondo poi, Einstein amplia la concezione della fisica classica e in questa sua nuova concezione può far entrare facilmente l’elettricità.
Kuhn afferma che per una certa fase il paradigma cerca di adattarsi, dopo però nasce un nuovo paradigma che dà soluzione alle nuove questioni. Per lui quindi il salto di paradigma è il momento in cui una nuova concezione scientifica si afferma.
Thomas Kuhn definisce il paradigma come l'insieme di teorie, metodi, valori e strumenti condivisi da una comunità scientifica in un dato momento storico. Secondo lui, è solo durante le "crisi scientifiche" che un paradigma può essere messo in discussione e sostituito da un nuovo paradigma, in quello che lui chiama un "cambio di paradigma".