LA LUNGA RICERCA DEL 1800
Quanto tempo ci ha messo l'architettura a creare un nuovo paradigma? Cioè, quanto tempo ci ha messo a sganciarsi dall’architettura dell’umanesimo e a creare un nuovo sistema? Più o meno 120 anni attraverso un processo che ha visto molti affluenti.
Contemporaneamente alla Rivoluzione francese sono emersi sulla scena francese dei nuovi architetti che avevano un mondo espressivo e dell’architettura molto diversa rispetto ai loro conterranei: sono gli architetti rivoluzionari, Boullée e Ledoux. Questi creavano una sorta di azzeramento geometrico che faceva sentire una presenza forte del mondo della razionalità e della scienza. Per la prima volta quindi l’architettura non si occupava di oggetti legati al potere, ma della razionalità scientifica. Arriva poi un terzo architetto, Durant: lui sistematizza l’architettura e la razionalizza.
La grande forza di innovazione che colpisce il 1800 è il salto tecnologico dovuto alla costruzione in ferro. Questa nuova società ha bisogno di costruire ponti, stazioni e hangar. Tutte queste sono realizzate con strutture in ferro per la sua capacità strutturale e per la velocità della costruzione modulare. Per la prima volta gli ingegneri devono inventare un metodo con il quale affrontare i problemi di costruzione legati al ferro.
Nel 1847 venne inventato il cemento armato, avrà però la sua applicazione solo agli inizi del 1900. Nel 1851 Paxton realizza il Crystal Palace. Nel 1871 Chicago subì un grande incendio, si iniziò a pensare a come ricostruire la città. Si pensò alla costruzione a frame: utilizzare degli elementi modulari in ferro; infatti, le costruzioni così realizzate possono arrivare ad altezze rilevanti ed hanno delle masse che contengono le scale, gli ascensori e gli elementi di servizio. Per diversi decenni al balloon frame vengono appiccicate delle forme neogotiche, rinascimentali… quindi da una parte un’idea di architettura solo come una pelle che si attaccava e dall’altra un’architettura nuova.
Contemporaneamente in Inghilterra c’è una sorta di revival del mondo medievale (i pittori si chiamano preraffaelliti). Questo sentimento che guarda al mondo medievale è un sentimento che rifiuta il mondo industriale e idealizza il mondo preraffaellita e l’artigianato. Hanno anche degli amici architetti che rifiutano lo stile neoclassico per uno stile libero e assemblatori, è uno stile che echeggia la maniera informale con il quale nascono i quartieri neomedievali.
William Morris partecipa a questa passione per il mondo medievale, ma ha un’idea fondamentale: che l’architettura comprenda tutto il mondo abitato. L’idea che uno stesso mondo pervada le copertine dei libri, i tessuti, gli oggetti di design… prende il nome di Arts and Craft.
Verso la fine del secolo anche l’architettura si incanala verso uno stile unificato. Lo stile è quello che in Italia si chiama Liberty, in Francia Art Nouveau. Questo nuovo stile usa molto il ferro, la ghisa e il vetro. Questi materiali sono usati con un’esaltazione della linea che evoca gli elementi della natura e questo stile diventa molto generalizzato nel mondo.
La pittura ha avuto un ruolo fondamentale: in Francia i giovani pittori capiscono che con l’arrivo della macchina fotografica ci deve essere un cambiamento. Al pittore interessa la vita quotidiana. La pittura si fa frammentaria, è come se si volesse cogliere una particolare luce e un particolare momento.