TEMPO: PRIMA DIMENSIONE DELLO SPAZIO
Il tempo non è stato sempre uguale, ha avuto mutazioni storiche. Il tempo per le persone più anziane o in piccoli centri è diverso. Il nostro è un tempo più frenetico. La generazione precedente alla nostra aveva l’orologio per misurare il tempo. Questo era un tempo che roteava e implicitamente è un tempo che, quasi implicitamente scandisce le attività (dalle 22 alle 7 si dorme, dalle 7 alle 8 ci si prepara…). Si può fare un paragone con la città e con lo zoning.
Facendo un salto nella nostra epoca, se chiedessero dov’è l’orologio, la risposta non sarebbe più ovvia come un tempo (“è sul polso”). Ora è uno strumento digitale e l’orario è frantumato, a questa frammentazione corrisponde il principio opposto allo zoning: la tendenza della società contemporanea non è più tracciare delle zone nette, ma fare in modo che siano contemporaneamente presenti più funzioni.
Attraverso il movimento di un punto ottengo una retta, se muovo la retta ottengo un piano,... Questa idea del movimento la possiamo relazionare al tempo. Possiamo ipotizzare altre dimensioni grazie alla proiezione (come potrebbe fare un “verme piatto” per ipotizzare la terza dimensione). Il passaggio di uno oggetto da uno spazio a 3 dimensioni ad uno a 4 lo trasforma in un oggetto a 4 dimensioni.
Immaginiamo di trovarci in un universo unidimensionale, dove esistono due punti, A e B. In questo spazio, l’unico modo per spostarsi da A a B è percorrere una linea retta, impiegando un certo tempo. Poiché la nostra percezione di questo spazio è legata al movimento, il tempo diventa la dimensione conoscitiva di questo universo.
Supponiamo di uscire da questa realtà unidimensionale e di osservare la situazione da una prospettiva tridimensionale. In questo nuovo contesto, possiamo immaginare di piegare il "foglio" su cui si trovano A e B, avvicinandoli tra loro. Così facendo, il percorso tra i due punti diventa più breve, riducendo il tempo necessario per raggiungere B. Questo ci porta a capire che un punto è privo sia di spazio che di tempo.
Se volessimo capire come percepire una dimensione superiore rispetto alla nostra, potremmo provare a considerare un mondo bidimensionale attraversato da una sfera. Gli abitanti di questo mondo non vedrebbero la sfera nel suo insieme, ma solo una circonferenza in espansione mentre la sfera lo attraversa. Per comprendere questo fenomeno, dovrebbero muoversi attorno alla circonferenza e notare che il tempo trascorso aumenta a ogni giro. Questa alterazione dello spazio e del tempo suggerisce l’esistenza di un sistema tridimensionale, superiore alla loro realtà.
Emergono quindi alcuni principi fondamentali:
- il tempo rappresenta la prima dimensione dello spazio (perché è relativo);
- lo spazio è un intervallo che può essere percorso (la linea è la minima dimensione dello spazio);
- il punto è privo di spazio e di tempo;
- ogni sistema inferiore è contenuto in un sistema superiore;
- da un sistema inferiore possiamo osservare una proiezione della dimensione superiore;
- ogni sistema di riferimento è valido al suo interno e possiede il proprio spazio e il proprio tempo;
- in un sistema superiore coesistono infiniti sistemi inferiori.