L'INFORMATION TECHNOLOGY COME CRISI E COME SFIDA
La parola crisi ha un ruolo importante nel nostro approccio all’informatica perché questa parola è interessante quando la si connette alla parola “modernità”.
La parola “modernità” può essere adoperata in modi diversi: si può pensare ad essa attraverso una scansione cronologica (esiste un mondo antico e uno moderno, per alcuni il periodo dopo la scoperta dell’America, 1492, per altri dopo la Rivoluzione francese, 1789).
Si può usare il termine modernità aggettivandolo: moderno è bello, antico è vecchio, il mondo moderno è più positivo e aperto e si contrappone a quello antico. Questo modo di usare la parola “modernità” appare nella seconda metà del 1800, in particolare in Francia dove i letterati usavano questo termine con un’accezione positiva, anche perché avevano sotto i loro occhi una città moderna, quella pensata dal barone Haussmann. L’ idea di moderno come positivo arriva anche in architettura nel Congresso internazionale di architettura moderna (CIAM, nascono nel 1928).
Una terza definizione è: “La modernità è quella che trasforma la crisi in valore e suscita un’estetica di rottura e cambiamento” (B. Zevi).
La scoperta della prospettiva può essere presa come un esempio di crisi: un gruppo di 4-5 persone (con a capo Brunelleschi) scopre come rappresentare in 2 dimensioni la profondità dello spazio. Brunelleschi, con l’arrivo della prospettiva, deve capire come creare un’architettura che possa rispondere a questa prospettiva. Ma come fa Brunelleschi a realizzare un’architettura che “sente” la prospettiva (e che quindi supera il gotico, che non la poteva sentire visto che non c’era)?
- rende più forti le linee di convergenza della prospettiva centrale: con la pavimentazione geometrizzata che valorizza la prospettiva;
- precedentemente non c’era il concetto di ordine, ma di decorazione: inventa l’ordine; quindi, gli elementi sono tutti uguali e vengono bene in prospettiva;
- l’arco a tutto sesto crea un sistema ritmato;
- il contrasto cromatico bianco-grigio è fondamentale per la visualizzazione prospettica;
- le bucature;
- la copertura a cassettoni.
Riprendendo la definizione di Bruno Zevi, si può affermare che dalle situazioni di crisi si sviluppa il progresso: basti pensare alla nascita del computer, avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti Alan Turing, con la sua macchina, ha contribuito a risolvere il problema della decifrazione dei codici nazisti. Questa logica della crisi come motore di progresso è visibile anche nella rivoluzione industriale, che ha portato alla nascita delle città moderne e a nuove forme architettoniche, come i grattacieli. Anche oggi, la crisi climatica sta spingendo verso soluzioni innovative nell’architettura sostenibile e nelle tecnologie verdi. La modernità, quindi, è spesso figlia della crisi, perché il bisogno di superare le difficoltà spinge verso il cambiamento e l’innovazione.