ARCHITETTURA E PRESENZE DELLA SUPERFICIE
Negli ultimi decenni, l’informatica ha trasformato profondamente il nostro modo di percepire il mondo, introducendo il linguaggio dei pixel e delle superfici digitali. Questa rivoluzione ha inevitabilmente influenzato anche l’architettura, ridefinendo il ruolo delle facciate, che da elementi statici e neutri sono diventate superfici attive e comunicative.
Mercato di Santa Caterina, Enric Miralles e Benedetta Tagliabue
Un esempio significativo di questa trasformazione è la ristrutturazione del mercato di Santa Caterina a Barcellona, realizzata dagli architetti Miralles e Tagliabue. Per progettare la copertura, si sono ispirati ai colori tradizionali degli alimenti esposti nel mercato, trasformandoli in una composizione cromatica che ricorda una pixelizzazione, creando un effetto visivo dinamico e coinvolgente. Nella stessa città, un’altra architettura rappresentativa di questa tendenza è la Torre Agbar, la cui facciata è concepita come uno schermo composto da una moltitudine di pixel luminosi, rendendola un elemento architettonico in continua trasformazione.
Tra i primi architetti ad aver esplorato il potenziale comunicativo delle superfici vi sono Herzog & de Meuron. Un esempio emblematico è lo Stadio di Monaco, progettato per il Bayern Monaco. La facciata dell’edificio, realizzata in EFTE, un materiale plastico con ottime proprietà termiche ed elastiche, è dotata di una rete di luci LED che permettono di modificare colori e scritte in modo dinamico, rendendo lo stadio un elemento architettonico interattivo, capace di dialogare con l’ambiente circostante.
Allianz Arena, Herzog & De Meuron
Museo del Mondo Arabo, Jean Nouvel
Anche Jean Nouvel ha approfondito questo tema nel progetto del Museo del Mondo Arabo a Parigi. La sua facciata è composta da una serie di elementi poligonali mobili, ispirati ai motivi ornamentali dell’architettura islamica, che funzionano come il diaframma di una macchina fotografica, regolando la quantità di luce che penetra all’interno dell’edificio e creando effetti luminosi in continua evoluzione.
Questi esempi dimostrano come l’architettura contemporanea sia sempre più legata al mondo dell’informatica e della comunicazione visiva. Le facciate non sono più semplici involucri, ma diventano superfici attive, capaci di interagire con l’ambiente e con chi le osserva, trasformando gli edifici in veri e propri schermi urbani.