+ L'invenzione e lo sviluppo della stampa a caratteri mobili determinò la più radicale trasformazione delle condizioni della vita intellettuale nella storia della civiltà occidentale. Essa aprì nuovi orizzonti nel campo dell'istruzione e della comunicazione delle idee. I suoi effetti si fecero poi sentire in ogni sfera dell'attività umana.
Per McLuhan l'importanza di questa rivoluzione fu talmente grande che si può parlare della nascita di un nuovo uomo: l'Uomo tipografico.
Durante l’età moderna, ciòè dalla rivoluzione della stampa (1450) alla rivoluzione industriale (c 1760) e quella francese (1789), la pratica della stampa si diffuse in tutto l’Europa, grazie alla diaspora degli stampatori tedeschi.
La rivoluzione della tipografia:
- Il libro è stampato con i caratteri mobili che comprendono solo dalle venti alle trenta lettere da manipolare e riusare secondo le esigenze (invece di migliaia di ideogrammi cinesi).
- Ogni copia è identica alle altre; grazie ad esso, è possibile in modo fedele e omogeneo stampare cartine, grafici e in genere illustrazioni;
- La velocità con cui si fanno le copie permette un’informazione rapida.
- Infine, il libro stampato permette un’accumulazione del sapere umano con una velocità, precisione e sicurezza di conservazione mai viste prima.
- Si diffonde in enormi quantità portando al crollo dei prezzi. La produzione di un libro prevedeva in genere dalle 300 alle 500 copie. (Ann Blair)
2. Conseguenze psicodinamiche e sociologiche della stampa:
a. Con l'invenzione della stampa, una migliore qualità dei libri sono stati pubblicati e, dato che erano prodotti in massa, la spesa si è ridotta, rendendo i libri più accessibili al grande pubblico di persone appena alfabetizzate, che sa leggere solo in lingua volgare grazie alla facilità di apprendimento del sistema alfabetico.
b. Si moltiplicano inoltre i generi letterari. In particolare: si sviluppa la trattatistica (treatises) su base matematica e su base sperimentale, legata alla rivoluzione scientifica (prevalentemente in latino). Si sviluppano le lingue moderne (invece del Latino). Ha origine il romanzo moderno: Rabelais (1494-1553), Cervantes (1547-1616), romanzi picareschi (si identifica generalmente una narrazione apparentemente autobiografica, fatta in prima persona e in cui il fittizio protagonista descrive le proprie avventure dalla nascita alla maturità.) Rinasce il teatro letterario: Shakespeare (1564-1616), Moliére (1622-1673), ecc
c. C’è una generale e graduale erosione della pretesa dell’autorità di fondarsi sulla tradizione e sui testi manoscritti antichi. L’autorità di questa età moderna tende a fondarsi piuttosto sul sapere e sul diritto scritto che tutti gli alfabettetizzati possono avere.
d. Comincia una diffusione dei nuovi intellettuali indipendenti, legati alla rivoluzione scientifica (1543), una produzione enorme di libri non-autorizzati (sia dall’aristocrazia che dalla chiesa).
e. La nuova letteratura manifesta una soggettività, liberata dai vincoli della tradizione classica e cristiano-medievale (i primi romanzi moderni, i diari filosofici, come i Saggi di Montagne).
f. Con la filosofia di Rene Descartes (1596-1650) comincia una diffusione dell’individualismo e razionalismo dell'era moderna basato sul concetto che l'atto di pensare definisce l’essere umano. Il suo slogan, “Cogito ergo sum”, è diventato un elemento fondamentale della filosofia occidentale. L'opera di Descartes è stata uno dei più importanti contributi alla rivoluzione scientifica.
g. La riforma protestante: La stampa si è appena diffusa, diventando immediatamente veicolo delle idee di Lutero e di Calvino. La gente comune avrebbe potuto accedere alla Bibbia nella propria lingua e non dipendere dal magistero ecclesiastico per la sua interpretazione. Questa rivoluzione scatena una varietà di interpretazioni ‘protestanti’ (che protesta contro l’autorità della chiesa romana). La possibilità di produrre copie della Bibbia a basso prezzo attraverso la stampa rende di fatto questa moltiplicazione delle idee significativa e praticabile.
h. La valanga dei libri prodotti ha scatenato problemi legati al reperimento (retrival) delle informazioni e quindi alla scelta e alla valutazione critica dei libri e degli autori. C'era bisogno di nuovi metodi di gestione delle informazioni. Nel 1550 uno scrittore italiano si lamentava del fatto che c'erano "tanti libri che non abbiamo nemmeno il tempo di leggerne i titoli".
i. Con il moltiplicarsi dei libri, le biblioteche si sono ampliate, rendendo difficile localizzare un dato libro sugli scaffali e di conseguenza si sono resi più necessari di prima i cataloghi. La catalogazione divenne una scienza e un’occupazione specialistica. (I compilatori dovevano decidere se organizzare le informazioni per soggetto o per autori, in ordine alfabetico. I bibliotecari dovevano affrontare anche altri problemi: come mantenere aggiornati i cataloghi, come venire a sapere delle pubblicazioni nuove, come i lettori potevano essere aiutati a scegliere per mezzo di bibliografie selettive e di recensioni). Nel'anno 1500 c’erano 20,000,000 di libri su 35,000 argomenti!
j. L'impatto della stampa ebbe ripercussioni sul mondo occidentale.
3. Conseguenze per l'educazione:
- La stampa ha dato coerenza al testo scritto. Prima dell'invenzione della stampa gli scribi individuali scrivevano il testo a mano che poteva portare errori e inconsistenza nella grammatica. La stampa ha portato alla coerenza, l’ortografia, la grammatica e la punteggiatura. (McLuhan, 1962)
- Tale coerenza delle regole linguistiche ha permesso ai lettori di interpretare più facilmente la scrittura dell'autore e le sue intenzioni. Inoltre, questa coerenza ha migliorato l'esperienza della lettura. Il lettore reagisce alle parole sulla pagina in base allo stesso insieme di regole che l'autore ha utilizzato per generarle. (Rosenblatt, 1964, p.17)
- Nel lungo periodo la stampa ha aumentato l’alfabetizzazione, offrendo tanti libri a disposizione del pubblico.
- La stampa ha avuto un impatto positivo sulle pratiche educative. McLuhan afferma che il libro stampato è stato un nuovo aiuto visivo a disposizione di tutti gli studenti ed è reso obsoleto il vecchio sistema dell'educazione. Il libro era letteralmente una macchina per insegnare rendendo il manoscritto un grezzo strumento didattico. (McLuhan, 1962, p.145)
4. La stampa ha trasformato l'apprendimento.
- Ha trasformato il rapporto tra insegnante e studente. Ha cambiato anche il modo in cui la ricerca è stata intrapresa. Le relazioni precedenti, tra maestri e discepoli si sono alterate. Gli studenti hanno preso il massimo vantaggio dai testi stampati che sono serviti come istruttori silenziosi. Menti giovani, dotate di edizioni aggiornate, in particolare di testi matematici, cominciarono a superare non solo i propri anziani, ma pure la saggezza dei antichi." (Eisenstein, 1979, p. 689).
- C'è stato anche un cambiamento nel modo in cui gli studenti hanno ricercato e scritto. Nell'era della nuova stampa, chi fa la scrittura scientifica è venuto ad essere visto come un autore della materia originale, e la lettura accademica venne a significare la raccolta, la comprensione e l’uso di informazioni provenienti da una varietà di fonti, preparando in questo modo la via per la 'borsa di studio' moderno. (Eisenstein, 1979)
- Molti scrittori vedono la stampa come un catalizzatore per le profonde trasformazioni sociali e culturali che sono iniziate nel sedici secolo. La stampa ha fornito alla gente un mezzo di comunicazione nuovo permettendo l’ampia divulgazione delle opinioni politiche, scientifiche e religiose. Secondo McLuhan la stampa è stata responsabile delle rivoluzione industriale, l'ascesa del nazionalismo in Europa, e l'uso del concetto di prospettiva nell'arte. (McLuhan, 1962) Eisenstein lo ha ribadita attraverso la ricerca sulla stampa in qualità di agente per lo sviluppo del Rinascimento, la Riforma protestante e la nascita della rivoluzione scientifica. (Jensen, 2001)
In alto: Biblioteca san Gallo, Irlanda (c. 550), abbazia dei Benedettini.
In basso: Piero della Francesca - Ideal City, Galleria Nazionale at Urbino, la cui rappresentazione prospettica è un emblema della razionalizzazione dello spazio urbano nella città ideale, come fu intesa nel quindicesimo secolo.
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McLuhan, M. (1962). The Gutenberg galaxy: the making of typographic man. University of Toronto Press.
Eisenstein, Elizabeth. (1980). The printing press as an agent of change. Cambridge University Press.
Video:
Johannes Gutenberg and printing