- San Giovanni Bosco, sacerdote Italiano (1815-1888), pastore, educatore, comunicatore, costruttore di pace.
- Fondatore della società salesiana nell'anno 1869. Dopo la sua morte i membri si sono chiamati 'Salesiani di Don Bosco' (SDB).
- Nell'anno 1872, insieme con Maria Domenica Mazarello, fondò l'istituto delle 'Figlie di Maria Ausiliatrice' (FMA) per l'educazione di ragazze.
- Con i laici, singoli o sposati, fondò anche i Salesiani Cooperatori che partecipano alla missione educativa a favore dei giovani.
- Egli non ha elaborato una teoria pedagogica sistematica, ma ha adottato il Sistema Preventivo - un nuovo metodo iniziato da circa 1800 per contrastare il sistema repressivo prevalente.
- Tuttavia, dal suo stile è possibile individuare un "metodo educativo" del tutto originale, con peculiari caratteristiche preventive, espressive e non violente, che non furono enfatizzate da coloro che diedero inizio al sistema di prevenzione.
1. Il sistema educativo di Don Bosco
Il metodo educativo di Don Bosco non era una semplice intuizione. Esso era mistoriosamente collegato con il suo sogno al età di nove anni: "Non con le percosse ma con bontà e mansuetudine. Renditi umile, forte (coraggioso) e robusto (resiliente). A suo tempo comprenderai tutto!"
Ecco perchè San Giovanni Bosco fu un pratico educatore per eccellenza, non era uno studioso o ricercatore teoretico. La sua intelligenza creativa, il suo senso del bene comune e la sua profonda spiritualità lo guidarono a creare un sistema di educazione che sviluppa tutta la persona – corpo, cuore, mente e spirito. Esso favorisce la crescita e la libertà, mentre mette il ragazzo proprio al centro di tutta l’opera educativa e culturale.
Per distinguere il suo metodo dal sistema repressivo di educazione, prevalente nel diciannovesimo secolo in Italia, egli ha chiamato il proprio metodo 'sistema preventivo' – perché esso cerca il modo di prevenire la necessità della punizione, collocando il ragazzo in un ambiente in cui egli è incoraggiato a dare il meglio di sé. L'ambiente ha chiamato 'Oratorio'. Un posto di pregare e crescere con un approccio congeniale, amichevole e integrale all’educazione.
L'oratorio crea un clima che previene il pericolo per protteggere l'adolescente da punizione (educare); e che trae fuori dal lui o lei il meglio di sé con coraggio e responsabilità (educere). Questa combinazione aiuta il ragazzo ad acquisire atteggiamenti che lo guidino a scegliere ciò che è buono, gioioso e fa crescere e fiorire la vita e acquisire atteggiamenti che lo guidino ad evitare ciò che è cattivo e dannoso alla vita. Questo è un approccio che favorisce la capacità di esprimersi in modo sano e saggio. Dunque, il metodo di Don Bosco - chiamato da lui il 'sistema preventivo' - è in realtà un metodo preventivo-espressivo. (www.dbway.in)
2. L'ambiente del sistema preventivo-espressivo
Dalla sua esperienza scaturisce la prassi pastorale e il suo stile preventivo-espressivo che è caratterizzata da:
la volontà di stare tra i giovani condividendo la loro vita, guardando con simpatia il loro mondo, attenti alle loro vere esigenze e valori;
l’accoglienza incondizionata che si fa forza promozionale e capacità instancabile di dialogo;
credere nella forza del bene presente in ogni giovane, anche il più bisognoso, e cercare di svilupparla mediante esperienze positive di bene;
un ambiente moralmente arrichente intessuto di relazioni personali, vivificato dalla presenza amorosa e solidale, animatrice e attivante degli educatori e del protagonismo degli stessi giovani;
uno stile di animazione, che crede nel rafforzamento e nello sviluppo delle sue risorse donate da Dio.
3. I tre pilastri centrali e la precondizione del sistema educativo di Don Bosco come segue:
Ragione (Reason) Il termine "ragione" sottolinea, secondo l'autentica visione dell'umanesimo cristiano, il valore della persona, del dialogo, della cultura, del lavoro, del sociale, della coscienza, ossia di quel vasto quadro di valori che è come il necessario corredo dell'uomo nella sua vita familiare, civile e politica.
Religione (Religion) Il secondo termine, "religione", indica che la pedagogia di Don Bosco è costitutivamente trascendente, in quanto l'obiettivo educativo ultimo che egli si propone è la formazione del credente. Per lui l'uomo formato e maturo è il cittadino che ha fede, che mette al centro della sua vita l'ideale dell'uomo nuovo proclamato da Gesù Cristo e che è coraggioso testimone delle proprie convinzione religiose.
Amorevolezza (Rapport) Si tratta di un atteggiamento quotidiano, che non è semplice amore sentimentale né sola carità soprannaturale. Esso esprime una realtà complessa ed implica disponibilità, sani criteri e comportamenti adeguati. L'amorevolezza si traduce nell'impegno dell'educatore quale persona e totalmente dedita al bene degli educandi, presente in mezzo a loro, pronta ad affrontare sacrifici e fatiche, nell'adempiere la sua missione. Tutto ciò richiede una vera disponibilità per i giovani, simpatia profonda e capacità di relazonarsi. È tipica e quanto mai illuminante l'espressione: "Qui con voi mi trovo bene: è proprio la mia vita stare con voi".
Questi tre pilastri non sono intesi come elementi isolati, ma come strumenti che sostengono congiuntamente l'impresa educativa: il bisogno emotivo degli studenti di un rapporto di fiducia deve essere soddisfatto dalla gentilezza dell'educatore; il bisogno razionale degli studenti di indagine intellettuale deve essere soddisfatto dal dialogo costruttivo dell'insegnante; il bisogno spirituale degli studenti di felicità personale e sociale è ispirato dall'orientamento religioso e dalla testimonianza dell'educatore.
4. Gli studi recenti sull' Sistema Preventivo
Espressivita': Nel suo Trattato sul Sistema Preventivo, Don Bosco sottolinea l’importanza di attività come ginnastica, musica, recite, teatro ed escursioni, definendole “mezzi molto efficaci per ottenere la disciplina; favoriscono una buona vita e una buona salute”. Questo solleva una domanda importante sull’ampiezza del termine “preventivo” nel suo pensiero.
Si ritenga che il termine “espressivo responsabile" sia il più adatto, perché è l’opposto naturale di “repressivo” e completa ciò che manca in “preventivo”. Non si tratta solo di evitare i rischi, ma di promuovere attivamente una crescita positiva.
Oltre l’approccio preventivo, la dimensione espressiva incoraggia le istituzioni educative a sviluppare nei giovani competenze orientate al futuro, invece di concentrarsi solo sui pericoli da evitare. Il modo migliore per ridurre le debolezze dei giovani è investire nel rafforzamento dei loro punti di forza.
Questa filosofia espressiva va oltre la protezione: crea spazi in cui i giovani possono esprimere liberamente il loro potenziale, la loro creatività e la loro identità. In questo modo diventano più maturi nel carattere, nelle capacità e nelle competenze. Esprimersi è di gran lunga preferibile alla prevenzione ed è l'esatto opposto della repressione.
Interpretando l'apprezzamento di Don Bosco per i "mezzi molto efficaci", l'espressione di sé responsabile è di gran lunga preferibile alla prevenzione e rappresenta l'esatto opposto della repressione. Per questo motivo, il termine positivo "espressivo" è necessario per bilanciare la parola negativa "preventivo".
Nonviolenza: Il metodo bosconiano è tipicamente Salesiano perché promuove un clima amichevole con la gentilezza di Francesco di Sales. Crea un ambiente senza violenza, senza paura e sempre incoraggiante, grazie alla vita interiore degli interessati fondata nel Dio della pace e amore.
Per maggiori dettagli sulla natura pacifica di Don Bosco, si veda il libro Don Bosco's Peace Culture (La cultura della pace di Don Bosco), pp. 367-372.
3. Detti di Don Bosco sull'educazione:
- Quello che importa è che "i giovani non siano solo amati, ma che essi conoscano di essere amati".
- “Miei cari, io vi amo tutti di cuore, e basta che siate giovani perché io vi ami assai, e vi posso accertare che difficilmente potrete trovare chi più di me vi ami in Cristo Gesù e che desideri la vostra felicità”.
- "Senza presenza tra i giovani non c’è confidenza, senza confidenza non c’è amore, senza amore non c’è fiducia: non c’è educazione."
- “Io per voi studio, per voi lavoro, per voi sono disposto anche a dare la vita”
- “Da mihi animas, cetera tolle: Dammi le anime, toglimi tutto il resto”
- "I giovani sbagliano più per inesperienza che per malizia."
- L’educatore preventivo aiuta il ragazzo di oggi ad essere "il buon cristiano e l’onesto cittadino" di domani
- “In ogni giovane, anche il più disgraziato, c’è un punto accessibile al bene. Dovere primo dell’educatore è di cercare questo punto, questa corda sensibile del cuore e di trarne profitto"
Statistiche:
- Nel 2017 i numeri dei membri sono: SDB - 14586 nel 132 paesi del mondo
- Le Figlie di Maria Auxiliatrice - 14655 e i Salesiani Cooperatori - 26239.
- Il numero totale delle associazioni nella Famiglia Salesian di Don Bosco sono 31. (Fonte sdb.org)
TESTI
Scaricare il testo scritto da Don Bosco sul suo Sistema Educativo, QUI.
Per informazione sulla cultura della pace di Don Bosco vedi il libro: Don Bosco's Peace Culture, LAS, Roma, 2022.
VIDEO/FILM:
Ben Gazzara, Don Bosco, (1988): italiano1 , 2, 3 ; spagnolo
Ben Gazzara, english (30 mins)
Flavio Insinna, Don Bosco,(2004): italiano,
oppure vedi la Mediateca FSC: http://fsc.unisal.it/mediateca/ >> ricerca>> DV1842
Il primo sogno di Don Bosco (Ben Gazzara) (Filmina 1) (fumetti) "Non con le percosse ma con bontà e mansuetudine....renditi forte e robusto. A suo tempo comprenderai tutto!"
Franco Nembrini: "Chia ama educa - Di padre in figlio. Conversazioni sul rischio di educare" (video)