Titolo alternativo: IL DILEMMA DEL SIG. LONDI
Scopo: Comprendere le dinamiche del controllo elitario nell'uso dei mass media e le difficoltà incontrate dai giornalisti nello sforzo di dire le notizie con responsabilità e verità.
Materiale Richiesto: Copie del dilemma riportato di sotto – uno per ogni gruppo.
Procedimento:
- Questa lezione ha quattro parti, A, B, C e D.
A
- Dividere i partecipanti in gruppi. Dare ad ogni gruppo il dilemma A.
- Concedere 10 minuti di tempo per una discussione sul dilemma A. (domande 1, 2 e 3).
- Fargli esporre le loro risposte alla domanda 3.
B
- Poi, dare ad ogni gruppo il dilemma B.
- Concedere 10 minuti di tempo per una discussione sul dilemma B (domande 4 e 5).
- Fargli esporre le loro risposte alla domanda 5.
C
- Invitare tutti i gruppi a riflettere sulle domande 6, 7 e 8.
D.
- Terminare la lezione con l'input fornito.
A.
“ Il Sig. Giglio è un uomo di affari che possiede una catena di compagnie che include il 30% delle azioni (investimento/shares/stock) della compagnia del Sig. Londi, un buon amico ed un noto industriale, che è anche il proprietario di un famoso quotidiano nel quale Giglio, attraverso le sue molte compagnie, contribuisce all'incirca 40% dell’introito pubblicitario giornaliero.
L’editore del quotidiano del Sig. Londi, il Sig. Sota ha appena ricevuto un articolo da un giornalista che ha presentato un caso contro Giglio. Un operaio di una delle fabbriche di Giglio è rimasto cieco a causa di olio bollente dovuto alla mancanza di adeguate protezioni sul posto di lavoro. Un’ulteriore indagine ha rivelato che questo è il terzo caso. Gli altri due che sono rimasti ustionati prima sono rimasti invalidi per la vita. Ciò che è peggio, Giglio non li ha risarciti (compensati) affatto.
DOMANDE AI GRUPPI
Immagina di essere il proprietario del giornale il Sig. Londi.
Il Sig. Sota venisse per presentarti i sopra menzionati fatti.
1. Che cosa faresti? Li pubblicaresti nel tuo giornale?
2. Che implicazioni ci sarebbero nel riportarli/pubblicarli?
3. Come vorresti che Sig. Sota lo riportasse?
(Dopo i gruppi hanno dato loro risposta alla terza domanda continuare....)
B.
Un anno più tardi, un noto giornalista investigativo, che ha comprovato (confermato) le ingiustizie nelle molte fabbriche del Sig. Giglio, ha ulteriormente scoperto che il Sig. Giglio ha evaso i pagamenti delle tasse per due milioni di euro. Il giornalista, che è certo delle sue fonti ed esse sono attendibili, vieni da Sig. Sorta per pubblicare la notizia.
4. Quali sarebbero le conseguenze se il secondo fatto venisse pubblicato nel tuo giornale?
5. A sig. Sorta permetteresti di riportare il secondo articolo? Come?
C.
Ora invitare tutti i gruppi a riflettere sulle seguenti domande:
6. Come gruppo, qual è la vostra esperienza nell'arrivare a questa decisione? Tutti i membri del gruppo sono felici della decisione presa?
7. Questa storia riflette la realtà della tua società di provenienza? Alcuni esempi da accennare brevemente?
8. Dopo questo esercizio che cosa ne pensi/senti tu?
Input del docente:
- L’essere umano è comunicativo.
- Per controllare la comunicazione bisogna essere un essere umano potente.
- Più grande è il pubblico che viene raggiunto dall'informazione che viene trasmessa, più grande è il controllo che i pochi hanno sulle masse.
- La comunicazione e l’informazione sono l’infrastruttura che guida le nostre scelte e decisioni. Noi agiamo sulla base dei dati delle informazioni che riceviamo. Se questi dati sono nascosti, inadeguati o distorti, le nostre decisioni saranno considerevolmente compromesse. Pertanto colui che controlla l’informazione trasmessa è l’unico che ha il potere di controllare le nostre menti e le nostre azioni.
- Poiché i mezzi di comunicazione sono nelle mani di una piccola élite, la maggior parte dell’informazione ricevuta dalla massa oggi è controllata e convalidata in favore del loro interesse.
- Gli studi di McQuail e Windahl hanno dimostrato che questo è vero. Essi presentano un modello di comunicazione che mostra come gli interessi dell’élite dominano i media. Alle questioni pubbliche viene data importanza solo quando queste concordano con gli interessi dell’élite. Così c’è un’interazione continua tra le proposte dell’élite e i punti di vista del pubblico, i media fungono da veicolo.
"Information about an event or issue is sought from, or acquired by, members of the public, by reference to personal experience, or elite sources, or the mass media, and often from a combination of these. Discrepancies between elite and public on issues perception can be a source of strain, leading to attempts to find information from the media and other sources. At the same time, such discrepancies can also lead to attempts by elites to manipulate perceptions by directly acting on events or by trying to control media channels." (McQuail-Windahl, Communication Models, 1993, 31)
Chi fa parte dell’élite?
- Per élite si intende un piccolo gruppo all’interno della società che può essere socialmente riconosciuta come superiore in alcuni campi che influenza o controlla alcuni o tutti i settori della società.
- Il “potere elitario” fu un’espressione usata per la prima volta da C. W. Mills nel suo libro dal titolo omonimo. Egli sottolinea la somiglianza di background, attitudini, valori, e abilità dei membri dei tre tipi di élite che, secondo lui, dominano la società americana, il militare, l’economico ed il politico.
- Questo gruppo elitario prospera a causa della coesione elitaria – il livello di contatto personale e familiare tra i membri dell’élite e lo scambio di personale tra posti di potere nei tre settori.
Qual è la relazione esistente tra élite ed il pubblico?
- Ci sono due ragioni:
- Alcuni teorici sottolineano che per l’élite è necessario rimanere accessibili all’influenza della non-élite e mantenere un consenso nella non-élite che legittimi il diritto di governare dell’élite stessa. Gli attori e le attrici, le star del calcio hanno bisogno di mantenere una loro relazione con le masse attraverso contatti amichevoli non formali in modo da legittimare e promuovere l’appoggio dei loro fan.
- Invece, gli analisti marxisti sottolineano la continua e crescente polarizzazione o separazione del potere dalla classe governata. Essi si concentrano sul ruolo dei media nel propagandare le idee della classe dominante affinché creino una falsa coscienza o creino egemonia, la quale è strumentale per sottomettere il resto.
Che cos’è l’egemonia?
- La parola è stata coniata da Antonio Gramsci (1891-1937). Uno stato di egemonia si raggiunge quando un’alleanza provvisoria di certi gruppi sociali esercita un consenso che fa apparire il potere del gruppo dominante naturale e legittimo.
- Comunque l’egemonia può essere mantenuta solo dal consenso di coloro che sono sottomessi. Essa è soggetta a una redefinizione e cambiamento poiché il consenso potrebbe venir meno se le ideologie della maggioranza subordinata non vi si conformassero sempre.
- Le istituzioni come i mass media, la famiglia, il sistema scolastico e la religione giocano un ruolo chiave nel formare la consapevolezza e la coscienza delle persone e di conseguenza sono gli agenti attraverso i quali l’egemonia è costruita, esercitata e mantenuta.
Quali sono i tipi di controllo mediatico?
- In generale il controllo mediatico è diviso in quattro categorie che possono essere riferite a tutte le forme di comunicazione – individuale, di gruppo e di massa:
1. autoritaria: qui esiste un monopolio totale dei mezzi di comunicazione ed anche di ciò che è espresso
2. paternalistica: si tratta dell’autoritarismo sulle coscienze, cioè l’autorità sui valori e sugli scopi al di là di quelli che interessano il mantenimento del proprio potere.
3. commerciale: questo indica il controllo sui media da parte delle forze di mercato – qualsiasi cosa può essere detta posto il fatto che ci si possa permettere di dirla e che si possa dirla ottenendo un profitto in cambio.
4. democratica: questa è la categoria più rara, la quale implica un coinvolgimento attivo della forza lavoro nelle decisioni, e anche dei lettori e del pubblico.
Come funziona il controllo mediatico?
- il controllo mediatico funziona a livelli differenti:
ad un livello operativo (redattori, produttori, registi, ecc.)
ad un livello allocativo (di fondi, personale, ecc.)
ad un livello esterno (governo, pubblicitari, consumatori)
Possesso come ultimo meccanismo di controllo:
- I trend del controllo mediatico tendono ad una grande concentrazione di proprietà.
- La conquista della proprietà dei mass media va al di là del controllo di una singola compagnia e si muove verso la proprietà da parte di organizzazioni conglomerate e di conseguenza da parte di una serie di reti di controllo superdiversificate, nelle quali la finanza internazionale ha le mani dappertutto, di media che vanno dai quotidiani al cinema, dalle registrazioni ai satelliti.
- Parallelamente a questi trend si è sviluppato un marketing multiplo globale dei prodotti mediatici – libri, film, serie Tv, radio-video, sitiweb, blogs, social networks, smart phones, apps.ecc. Con questi prodotti resi commerciabili per il consumo mondiale, la massimizzazione del pubblico e la massimizzazione del profitto sono le maggiori forze portanti.
Durata: 90 minuti