Vediamo che con ‘educazione' si intende sempre un concetto di valore, uno sviluppo della crescita, una trasformazione positiva nelle persone – favorendo il soggetto da educare sia dal punto di vista fisico, psichico, morale o spirituale. Tutto ciò che in contrasto con tale obiettivo non può essere considerato educativo. (Non esiste un antonimo per educazione. Si trovano invece le parole 'ignoranza', 'barbarismo' o 'stato primitivo'. Si usa termini negativi per creare l'antonimo, ad esempio: 'cattiva educazione' o 'mancanza di educazione').
Vediamo che tutta l'educazione - verbale e non verbale, formale o non formale, in prossimità o a distanza, reale o virtuale - è comunicazione. Nel senso spaziale l'educazione è una trasmissione di informazione dall'educatore agli studenti. Nel senso rituale è una condivisione culturale tra l’educatore e gli studenti e nel senso temporale è una crescità elicoidale per uno sviluppo verso autonomia.
Ma non tutta la comunicazione è educazione/educativa. Una comunicazione interpersonale o una comunicazione nei gruppi possono avere gli effetti negativi sui partecipanti. Comunicazione attraverso i mass media invece ha tre obiettivi strategici: informare, educare, intrattenere. Quindi è evidente che il significato di comunicazione sia più ampio del significato di educazione. Ad esempio: la televisione è stremamente informativa e divertente, ma relativamente meno educativa. Mentre programmi televisivi come Ulisse (Alberto Angela, Italia) oppure Sesame Street (USA) sono educativi e divertenti.
Infine, la comunicazione non è possibile senza un medium. Tutti gli istanti della comunicazione richiedono un canale attraverso il quale passa il messaggio dal mittente al destinatario e vice versa. Il medium più essenziale è il corpo. Stiamo quindi dicendo che tutta l'educazione che si basa sulla comunicazione richiede un medium a partire dal corpo dell’educatore ai media più sofisticati dei computer, programmi, internet, ecc ... Sappiamo anche che l'impatto di qualsiasi mezzo in sé è molto più grande di qualsiasi contenuto esso fornisca.
Quindi, comprendiamo anche che:
a) tutta l'educazione necessita della comunicazione, e per la comunicazione occorrono i media.
b) Tutte le comunicazioni necessitano dei media, ma non tutta la comunicazione è educazione.
Abbiamo così le seguenti quattro aree di studio nel nostro percorso che incrocia (interseca) l'educazione e la comunicazione.
1. Storia della comunicazione con il focus sull'educazione – dare rilevanza al fatto che le generazioni del passato hanno educato i loro figli attraverso i diversi mezzi della comunicazione del loro contesto. Si tratta non semplicemente dell'uso dei media (personali, interpersonali, di gruppo, di massa e sociali) per promuovere un messaggio educativo, ma la capacità educativa inerente nella struttura di ciascun medium. (Ad esempio: quanta diversa è la capacità educativa tra un documento di carta e un documento digitale - nonostante il contenuto di ciascuno è lo stesso?)
2. Storia dell' educazione con il focus sulla comunicazione - dare rilevanza allo sviluppo di un'educazione che incoraggia auto-espressività e comunicazione. Si tratta dello studio sulla relazione inversa tra l'educazione e repressione. Più violenta è la misura disciplinare del sistema dell'apprendimento (sia nella famiglia sia nella scuola), meno espressivo è il processo dell'educazione. Si tratta di studiare alcune teorie che hanno contribuito ad una educazione espressiva. (Il termine 'espressivo' verrà qualificato nel corso. Qui sia sufficiente a dire che non s'intende l'espressività irresponsabile e distruttiva) .
3. Educazione alla comunicazione e in modo particolare, educazione ai media (Media Education/Literacy). Con la prima si intende sviluppare le capacità comunicative (le arti espressive) che includono l'apprendimento del: parlare, declamare, scrivere, disegnare, dipingere, cantare, suonare, danzare, fare teatro, articolare e creare dei messaggi attraverso segni, simboli, azioni, rituali, ecc. Con la seconda si intende sviluppare il senso critico verso i media e imparare a usarli in modo adeguato per poi usufruirne nelle produzioni dei messaggi. S'include nel significato del senso critico, anche lo studio delle teorie dei media effects e media education.
4. Educare con i media della comunicazione ossia, usando i media per lo scopo educativo (media educativi, media con il contenuto educativo). Ad esempio: utilizzare per lo scopo educativo un film documentario sui diritti della donna, o una canzone per insegnare ai bambini l'alfabeto.
Si tratta dell 'Educomunication' secondo Geneviève Jacquinot Delaunay, professoressa emerita all'Università di Parigi 8 dove ha insegnato nei dipartimenti di scienze dell'educazione e dell'informazione e della comunicazione. Queste due affiliazioni le hanno permesso di investire molto presto nel FOAD = Formation Ouverte À Distance [Open Distance Learning] di cui è pioniera in Francia.
Si tratta anche l'Educomunicación / Educomunicação: Secondo Ismar de Oliveira Soares è "l’insieme delle politiche e delle azioni inerenti alla pianificazione, all’attuazione e alla verifica di processi e prodotti destinati a creare e rinforzare ecosistemi comunicativi negli ambienti educativi ‘in presenza’ o ‘virtuali’."
'Educazione alla comunicazione' descritto in numero 3 fa parte di questi processi e ecosistemi comunicativi.
(Vedi: http://www.lacomunicazione.it/voce/educomunicazione/)
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VIDEO RISORSE:
- Sull'educare ai media' (media education / media literacy) vedi >>>
- Educomunicazione >>>
- 'Educomunicação' secondo Ismar de Oliveira Soares: Estudos de educomunicação
- Ecucomunication l’esperienza Latino Americana