Perché la cultura letteraria?
+ L’homo sapiens sapiens esiste sul pianeta terra da circa 50,000 anni. Ha sviluppato la capacità di parlare e di disegnare o scolpire segni e simboli artistici da circa 40,000 anni. Uno dei motivi della creazione dei simboli fu l’aiuto alla memoria. Hanno creato strumenti per assistere la memoria, ad esempio: Le incisioni sui bastoni, il filone dei sassolini, l’quipu degli Inca (i rosari), i pittogrammi.
"Ma purtroppo, tutti questi strumenti non erano adeguati alla necessità, cioè, ricordare e interpretare in modo corretto e preciso." (Ong, 84)
Un'immagine di quattro bambini davanti una casa non dice niente. Bisogna creare un codice per collegare queste immagini tra di loro in una maniera interpretabile. Questo codice non può essere un’altra immagine, ma soltanto qualcosa che non appartiene alle immagini, cioè, le parole parlate o una rappresentazione della parola.
La rappresentazione della parola e dei pensieri in modo sistematico sulla pergamena, legno, carta, ecc. viene chiamata ‘scrittura’, che dev'essere tale da permettere una lettura esatta di ciò che lo scrittore intende comunicare attraverso essa.
In questo senso, "la scrittura è una delle più grandi invenzioni tecnologiche nella storia dell’umanità. Non si tratta di una semplice appendice del discorso orale, poiché trasporta il discorso dal mondo orale-aurale a una nuova dimensione del sensorio, quella della vista. Le incisioni sui bastoni e gli altri aides mémoire conducono infine alla scrittura, ma non ristrutturano l’ambiente vitale umano come fa la scrittura vera e propria [...] La scrittura ristruttura il pensiero.” (Ong 85)
Con la scrittura non solo la comunicazione ma anche l’educazione cambia l’uomo e il suo modo di pensare e agire nel suo ambiente.
Per quanto riguarda le origini della scrittura abbiamo visto che ci sono evidenze di scrittura:
- su terrecotte attorno al corso del Danubio (dal 5400 al 4000 anni a.C) cultura Vinča e precedente l’ingresso delle popolazioni indoeuropee.
- in Harappa, nella valle dell’Indo, (dal 3500 a.C. al 2600 a.C.) sono state rinvenute iscrizioni su ceramiche della civiltà harappaiana.
- in Egitto (tra il 3400 ed il 3200 a.C.) - in Mesopotamia (dal 3200 al 3100 a.C.)
Forma di scrittura:
Proprio a causa dell’avvento più o meno contemporaneo di varie scritture si sono sviluppati tre modi di scrivere: logografico, sillabico, alfabetico.
1. Scritture logografiche usano segni/immagini per la notazione di parole. Si sono ramificati in due: pittografiche o ideografiche:
La pittografia è una forma più antica. Le figure rappresentavano solo oggetti. Ovviamente non erano legate alla lingua parlata dall'autore della figura perché la scrittura/figura veniva letta da ognuno nella propria lingua.
Dalla pittografia che raffigurava solo oggetti, si sviluppò l'ideografia per rappresentare anche idee. Così nacquero le scritture cuneiformi mesopotamici, i geroglifici egiziani e gli ideogrammi cinesi.
2. Scritture sillabiche sono diverse dalla scrittura logografica perché ogni segno sta per indicare solo un sillaba (consonanti+vocali). Nella scrittura Devnagari usata dalla lingua Hindi (India), ci sono circa 12 vocali e 40 consonanti.
Esempio: una consonante ‘ch’ (च) più una vocale ‘a’ (आ) diventano una sillaba ‘cha’ (चा) che viene usata per rappresentare la parola di due sillaba 'chacha' (चाचा ) che significa 'zio'.
Questo passaggio evolutivo si rese necessario con lo sviluppo del commercio che richiese l’uso di parole straniere. Le nuove espressioni potevano essere composte da due o più parole e quindi dovevano essere scritte con due o più segni.
"Mio nome è Peter" (Italiano - lingua parlata da 64 millioni)
मेरा नाम पीटर है | (Hindi - lingua parlata da 576.2 millioni (2001)
माझा नाव पीटर आहे. (Marathi - lingua parlata da 96.4 millioni (2007)
"Sono molto felice perché state studiando Hindi e Marathi."
मै बहुत खुश हू क्योंकि तुम हिंदी सीख रहे हो | (Hindi)
मला आनंद वाटतो कारण तुम्ही मराठी शिकता. (Marathi)
3. Scritture alfabetiche dove ogni fonema è scritto con le lettere di un alfabeto. (esempio: ABCD o latino – ad esempio la frase in latino: d.a. m.i.h.i a.n.i.m.a.s)
Ci sono 26 alfabeti che possono essere perfette o diverse:
- gli alfabeti perfetti sono quelli che si pronunciano esattamente come sono scritti e sono scritti esattamente come sono pronunciati, ad esempio: Italiano: a-i-e-o-u = si pronunciano allo stesso modo in ogni caso.
- alfabeti diversi in cui la corrispondenza perfetta non esiste in ogni caso, ad esempio: Inglese: La vocale ‘a’ può essere pronunciato come 'uh' = about, 'ah' = father, 'a' = cat, 'e'= Mary, 'ey' = late, 'ô'= taught.
Vedi la diversità nella pronucia di una sillaba 'ough': tough (tʌf), though (ðəʊ), through (θruː), thorough (ˈθʌrə), cough (kɒf), bough (baʊ), fought (fɔːt).
La forma alfabetica aveva raggiunto l’apice della sua potenzialità nel ambito Greco nel quinto secolo avanti Cristo. “La civiltà Greca era il riflesso del potere della lingua parlata.” (Innis, 119) Le forme ideografiche o sillabiche del linguaggio scritto hanno concentrato il potere nelle mani dei ceti specializzati (sacerdoti, scribi o funzionari dotti). Mentre la forma alfabetica, che aveva pochi simboli e suoni da imparare, ha aperto il potere di auto-espressione a tutti, democratizzando l’arte di scrivere a colui che era aperto al suo apprendimento.
Importanza della scrittura
Ricerca di Jack Goody
1. La scrittura ha portato ad una perdita dell'importanza della memoria. (esempio parallelo: nel mondo digitale non occorre imparare a memoria le tabelline, le tavole pitagoriche, o tavole di moltiplicazione)
2. La scrittura può permettere di legare il pensiero concreto al concetto astratto,
3. L'avvento della scrittura, ha permesso un "addomesticamento del pensiero" (es: da consentire processi quali l'astrazione, la formalizzazione, la logica, l'analisi, la classificazione, la sintesi e l'ipotesi e quindi la formazione di nuove teorie) e la nascita dell’educazione formale basata sui manuali.
4. In una società a scrittura diffusa, ciò che si scrive può portare alla censura e alla persecuzione. Il plagio diviene un reato.
5. Infine senza la scrittura le grandi religioni non avrebbero avuto modo di esistere perché sarebbe stata impossibile la presenza degli intoccabili testi sacri.
6. Si ritiene che l'avvento della scrittura abbia condotto l'umanità non solo alla letteratura, alla poesia, al progresso, ma anche a sentimenti come l'individualismo, il nazionalismo e l'imperialismo.
Psicodinamica della cultura scritta: La ricerca di Walter Ong dettaglia come il cambiamento dall'oralità alla scrittura è tale che riorganizza il modo di pensare che a sua volta ristruttura la cultura dell'uomo e dunque il concetto e le dinamiche dell'educazione.
Due esempi della cultura letteratura:
Per ‘educazione’ si intende promozione, strutturazione e consolidamento delle capacità personali fondamentali per vivere la vita in modo cosciente, libero, responsabile e solidale, nel mondo e con gli altri, nel fluire del tempo e dell'età, nell'intreccio delle relazioni interpersonali e nella vita sociale storicamente organizzata, tra interiorità personale e trascendenza. - Carlo Nanni, Gia-Rettore Magnifico dell'UPS.
L’intento della presente nota è quello di ripresentare l’intera vicenda, sulla base di documenti, in parte inediti, che pubblichiamo integralmente, sia perché il lettore possa esaminarli nel loro interesse, sia perché — ed è quanto è già successo nel nostro caso — semmai si rendessero irreperibili gli originali, ne resti l’esatto testo a stampa. - Francisco Motto - Già Direttore dell'Istituto Storico Salesiano
Sociologia:
I simboli impiegati più tardi nei sistemi ideografici di scrittura non indicano più solo oggetti fisici, ma non indicano ancora direttamente determinati suoni, come fa, invece, l’alfabeto.
Di conseguenza, gli ideogrammi sono numerosissimi e il loro apprendimento richiede una lunga pratica. I sistemi di scrittura sillabici indicano i suoni che richiedono l’apprendimento di un numero di simboli abbastanza elevato, benché non così alto rispetto gli ideografici.
I lunghi tempi di apprendimento richiedono per forza la formazione di élite specializzate nell'arte della scrittura (sacerdoti, scribi o funzionari dotti).
Le diverse élite al potere trasmettono nello spazio e tramandano nel tempo tra di loro le conoscenze più alte – e talora segrete – sul mondo e sugli dei, come pure le leggi e importanti dati economici. Stimolano anche i pensieri astratti, assai difficili per essere compresi dalla gente comune. La conseguenza è che la società diventa stratificata e non più egualitaria come prima.
Esempi: i mandarini cinesi, i brahmani indù, i monasteri ecclesiali e buddisti, ecc. ‘Mandarino’, la lingua della Cina significa letteralmente “il linguaggio degli ufficiali”. I 'brahmani' sono vicini a Brahman (Dio il creatore). Sono preti e protettori dei testi e rituali sacri. Solo loro possono servire nel santo santorum dei templi.
Prendiamo, per esempio, il caso dell'Egitto: Anche se l'Egitto non è la più antica delle civiltà che ha sviluppato una cultura scritta lungo la valle del Nilo (circa 2350 a.C.), merita una particolare attenzione nella storia dell’istruzione superiore. La classe sacerdotale era il custode principale di tutti gli aspetti della vita culturale. I governanti dipendevano in larga misura da essa nella gestione del loro popolo. Templi e - in misura minore - il palazzo reale, erano i centri d'istruzione.
Questa esclusività permette di esercitare il dominio. In alcuni casi le élite, per proteggere la loro posizione privilegiata, possono anche per certi versi frenare lo sviluppo, evitando l’introduzione di novità – pensieri, ideologie e anche nuove forme di comunicazione.
In Cina per esempio il ceto mandarino ha evitato per millenni che fosse introdotto il sistema alfabetico. D'altronde le prime società gerarchizzata della cultura scritta riescono ad accumulare il sapere con maggiore velocità e con molta maggiore precisione rispetto a qualunque società orale.
L’Egitto e Cina sono solo due esempi dei tipi di centri educativi sorti in molte altre città nel mondo antico, anche se non tutti furono pari alla stabilità e omogeneità delle città nella valle del Nilo. Alcuni di queste città sono Sumer in Mesopotamia (della valle Tigri-Eufrate intorno al 3000 a.C.), Harappa in Punjab (della valle dell'Indo intorno al 2600 a.C.) e Atene in Grecia (circa 800 a.C.).
Le materie insegnate nei templi erano la lettura e la scrittura elementare, l'istruzione morale, la teologia, il mantenimento dei registri, il calcolo, la matematica, l'astronomia, la fisica, la medicina, l'architettura e così via. Così i centri educativi si sono sviluppati in collaborazione con i grandi templi di Heliopolis, Karnak, Memphis, ecc. Tutti coloro che sono stati istruiti appartenevano a un élite culturalmente privilegiata.
Obiezione di Platone: La scrittura rovina la capacità di memorizzare. Scrivere l'essere fuori dalla memoria e fuori dal corpo umano (cervello) è un processo meccanico per lo sviluppo della conoscenza. Così la scrittura indebolisce la memoria e di conseguenza riduce l'apprendimento e l'interiorizzazione della conoscenza.
Il valore di scrittura, Walter Ong: «Da che cosa credete siano generati i suoni di un organo? Oppure i suoni di un violino, o addirittura quelli di un fischietto? Il fatto è che, usando mezzi meccanici, un violinista e un organista possono esprimere qualcosa di intensamente umano, non comunicabile altrimenti. Perché questo avvenga però il violista e l’organista devono avere interiorizzato la tecnologia, reso lo strumento o la macchina una loro seconda natura, una parte psichica di se stessi. Imparare a utilizzare le potenzialità dello strumento richiede anni di esercizio, e questo certo non disumanizza. L’uso di una tecnologia può dunque arricchire la psiche umana, espandere lo spirito, intensificare la vita interiore. E la scrittura è una tecnologia interiorizzata più profondamente della musica strumentale» (W. ONG, Oralità e scrittura: le tecnologie della parola, il Mulino, Bologna 1986, pp. 124-125).
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Libri:
Goody, J. (1977) The Domestication of the Savage Mind Cambridge University Press, Cambridge.
Goody, J. (1986) The Logic of Writing and the Organisation of Society Cambridge University Press, Cambridge.
Goody, J. (1987) The Interface between the Written and the Oral, Cambridge University Press, Cambridge.
Jack Goody sulla scrittura in lingua italiano e inglese
Oral cuture and written culture con la voce di W. Ong (Eng)
Walter Ong (Esp)
IL QUIZ >>>
RISPOSTO GRUPPO A
RISPOSTO GRUPPO B
RISPOSTO CORRETTO