+ Sin dall’inizio la tecnologia era al servizio dei bisogni di sopravvivenza dell’uomo (strumenti per la caccia, per la pesca, per tagliare, per cucinare). Dato che lo scopo di questi strumenti era quello di servire nel modo migliore possibile, due fattori - 'utilità' e 'duratura' - hanno cominciato ad emergere come fattori importanti per determinare la scelta del materiale e del disegno nella fabbricazione di utensili.
Così è stato quando l'uomo ha inventato la scrittura come il compimento del suo bisogno di comunicare al di là del suo gruppo tribale, oltre la sua memoria limitata, al di là di spazio e tempo e oltre la soppravivenza, persino per esprimere e diffondere loro arte, rituali, credenze e nuove idee.
Le antiche civiltà che hanno sviluppato la scrittura hanno incentrato a poco a poco sul miglioramento della qualità della tecnologia con la quale hanno scritto. Le resistenti ma pesanti tavole di pietra e argilla lasciarono il posto ai materiali più leggeri e portatili come il papiro, che a sua volta ha ceduto alla pergamena che - oltre ad essere portatile - ha avuto anche il vantaggio di essere riutilizzabile e durevole. Infatti le pergamene prevalsero per molti anni – dal c. 200 aC fino alla scoperta della stampa nel 1450 dC.
Siccome la longevità di un papiro nel clima dell’Italia o della Grecia è solo di uno o due secoli, i manoscritti di papiro preservati nelle biblioteche dell’antichità del mediterraneo sono scomparsi. Solo quelle opere copiate su pergamene, di solito dopo la conversione generale al cristianesimo, sono sopravvissute.
Il manoscritto:
- La pergamena si diffonde principalmente tramite coloro che avevano i ruoli amministrativi nella società medioevale: la gente di potere come quelli che servivano la monarchia o la chiesa.
- I prezzi dei manoscritti erono alti – i manoscritti addobbati e colorati con disegni artistici costavano molto di più.
- La diffusione dei manoscritti erano tramite esclusi canali e limitati alle organizzazioni di potere. La conoscenza è apprendimento erano riservate ai ceti speciali.
- Siccome le copie fra di loro non erano identiche, esisteva il rischio di diverse sfumature di interpretazione.
- La conservazione dei manoscritti era difficili, non solo a causa della materia usata, ma anche per la mancanza di uno standard o forma precisa.
- I manoscritti, anche quelli illustrati, venivano prodotti in un numero sempre maggiore nei due secoli prima dell'invenzione della stampa (XV). In fatti, la stampa fu introdotta al fine di soddisfare la domanda crescente per la materia da leggere. E nei due secoli prima della stampa, anche le arti visive si svilupparono, specialmente l’arte ritrattistica. (Briggs e Burke, Storia sociale dei media, p.11)
- Nello stesso secolo, Parigi è stata la prima ad avere un grande commercio di manoscritti.
Con il manoscritto libro (grazie al uso di ‘vellum’, la pergamena di prima qualità) i produttori erano incaricati di fare dei libri specifici per determinate persone. Parigi aveva una popolazione abbastanza grande di letterati ricchi in grado di supportare il sostentamento delle popolazioni che producono e vendono manoscritti. Intorno al Concilio Lateranense IV nel 1213, la carta ha cominciato ad essere utilizzata.
Gli amanuensi:
- L'amanuense o il copista, era la figura professionale di chi, per mestiere, ricopiava manoscritti a servizio di privati o del pubblico.
- Al’inizio erano i monaci a copiare specificamente i testi religiosi nei monasteri. Il periodo d'oro dei manoscritti è situato nel Medioevo, quando gli amanuensi trascrissero migliaia di testi dell'antichità conservandoli in codici che li hanno preservati nei secoli.
- Questo stile di preservare materiali informativi divenne una cultura – diffusa fuori dell’ambito del monastero e nel mercato delle città e al sorgere delle università.
- Cosi il lavoro degli amanuensi è stato l’unico modo di preservare e disseminare l’informazione fino all'epoca della stampa.
- La progressiva penetrazione della scrittura nella vita quotidiana del tardo Medioevo ha avuto conseguenze importanti, tra cui la sostituzione di costumi tradizionali da leggi scritte, la crescita di falsificazione, il controllo di gestione degli impiegati o chierici letterati (‘clerks’) e, l'emergere dei eretici che hanno giustificato le loro opinioni non ortodosse facendo appello ai testi biblici (Brian Stock, The Implications of Literacy, 1972).
Le conseguenze per l’educazione:
- L’Università, come la conosciamo noi, rappresenta l’istituzione di maggior rilievo che la civiltà europea abbia saputo esprimere nel corso dei secoli per concorrere allo sviluppo organico del sapere e per garantire un’adeguata preparazione alle sue classi dirigenti.
- Essa è un istituto di istruzione superiore suddiviso in più facoltà che prevede il conseguimento di vari diplomi di laurea e di specializzazione. Il termine deriva dall’espressione latina “Universitas societas magistrorum discipulorumque” il cui significato è quello di corporazione generale di maestri e allievi, organizzati per trarre dallo studio mutuo vantaggio e per garantire ad esso un riconoscimento legale.
- Questo nuovo modo di diffusione delle informazioni, anche se limitato alla élite, ha dato luogo ad una estremamente alta forma di pensare, riflettere e indagare sulla realtà e le verità.
- Le università che hanno conservato i manoscritti hanno dato la possibilità agli studenti di imparare e produrre nuove informazioni.
- Grazie alla conservazione di tanti manoscritti nelle biblioteche dei monasteri e delle università, è stato possibile aumentare la conoscenza sulla base della conoscenza accumulata dei pensatori del passato, di codificare e classificare le informazioni, di astrarre le informazione dal loro contesto originale per applicarla nel contesto proprio dello studente.
- Il metodo scientifico che ha avuto inizio con Aristotele (382-322 aC) e che pose le basi per l'empirismo, attraverso il metodo 'deduttivo' e 'induttivo’, ha preso il volo nelle Università di Bologna (1088), di Oxford (ca. 1096), di Parigi (prima del 1150), e di Cambridge (1209).
Le sette arti liberali
- il Trivium e del Quadrivium ossia il trivio e del quadrivio impartite allo studente le sette arti liberali dell'antichità classica.
Il Trivium è un metodo sistematico del pensiero critico utilizzata per ricavare la certezza di fatto dalle informazioni percepita con i tradizionali cinque sensi: vista, udito, gusto, tatto e olfatto. Nell'università medievale, il trivio era la divisione più bassa delle sette arti liberali. Il trivium comprendeva la grammatica, la logica, e la retorica. Etimologicamente, la parola latina Trivium significa "il luogo in cui si incontrano tre strade" (tri + via); di conseguenza, i soggetti/le materie del trivio sono il fondamento per il quadrivium, la divisione superiore della formazione medievale nelle arti liberali. Questa comprendeva matematica (il numero), la geometria (il numero nello spazio), la musica (il numero nel tempo), e l'astronomia ( il numero nello spazio e nel tempo).
Questa era la base del programma di studi in Europa occidentale che è rimasto in vigore anche dopo la nuova scolastica della Scuola di Chartres che fu una scuola di studi filosofici e teologici sorta nell'undicesimo secolo a Chartres.
I discepoli di questo movimento sostenevano che la filosofia non può essere opera di un uomo, qualunque sia il suo ingegno, ma, come accade per la scienza, il suo progredire deriva dalla paziente collaborazione delle generazioni che vi si dedicano nella loro successione temporale.
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Qumràn: ritrovamento e studio dei manoscritti (testo)
La nascità delle università medioeve (Wiki)
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