Nella sua ricerca sulla psicodinamica* dell'oralità studioso Walter Ong distingue tra la cultura orale primaria e quella secondaria: Una cultura orale primaria è definita come una che è totalmente priva di qualsiasi conoscenza di scrittura (scoperta nell'anno circa 5000 a.C.) o di stampa (scoperta nell'anno 1450 d.C.); mentre un'oralità secondaria è una nuova oralità scoperta nel ventesimo secolo, sostenuta da telefono, radio, televisione, e altri dispositivi elettronici che dipendono per la loro esistenza e la funzione dalla scrittura e dalla stampa.
In questa lezione, concentriamoci sulla cultura orale primaria. In questa cultura, l'educazione riguardava lo svolgimento del sostegno quotidiano. Si trattava delle cose concrete: Come si caccia o come si pesca? Come si riconoscono i segni dei pericoli dell’ambiente intorno alla caverna o alla capanna? Quale erba o frutto è digeribile o nutriente e qual è velenoso? Come si cucina e con quali ingredienti s'insaporisce il cibo? Come proteggersi dalla malattia causata dai cambiamenti del clima? Come si costruisce una casa comoda e duratura?
La cultura orale primaria si distingue in due epoche, quella paleolitica e quella neolitica. Nell’epoca paleolitica (circa 3,3 milioni di anni fa a 11,700), le risposte a queste domande (sulla vita quotidiana) sono state trasmesse attraverso gesti e segni semplici, insieme alle vocalizzazioni dei genitori e degli adulti ai figli.
Nell’epoca neolitica (12.000 anni fa) le risposte furono più elaborate, tramite un anziano dotato di una buona capacità di comunicare attraverso le espressioni del volto e i gesti corporali, insieme alle parole, le frasi, il tono della voce, il ritmo del racconto, ecc. In altre parole, attraverso il suono, ossia, pura oralità non toccata dalla scrittura!
Il carattere del suono:
Il suono è evanescente: ciò che viene detto scompare e non può essere ripetuto o non può essere ripetuto nello stesso modo. È impossibile ricordare e richiamare quello che viene detto. Esiste dunque la urgenza di creare strategie per memorizzare ciò che viene detto.
Altra caratteristica fondamentale della psicodinamica orale è l'interiorità del suono: solo l'udito infatti “può prendere atto dell'interno di un oggetto senza penetrarlo (fisicamente)” (p. 105). A differenza della vista che isolando i singoli elementi li separa, l'udito li unifica e li armonizza. Suono 1, Suono 2, Suono 3
* 'Psicodinamico' si riferisce a un approccio psicologico che sottolinea come il comportamento sia determinato da forze inconsce e profonde, dalle esperienze infantili e dalle relazioni interpersonali. Walter Ong lo usa questo termine per mostrare gli effetti psicosociali dei nuovi media sulla società.
1. Gli aspetti specifici della comunicazione ed educazione dell'oralità primaria sono i seguenti:
Sono orali-visivi espressi nelle storie, parabole, canti, danze, dialoghi - per facilitare la memorizzazione nei suoi ascoltatori.
La conoscenza dev'essere memorizzata nella memoria collettiva del popolo (e non nei testi scritti da persone perché la cultura scritta non era ancora nata).
Il pensiero serio è sostenuto dalla comunicazione e dev'essere memorabile. Ad esempio, dopo aver pensato attraverso una soluzione di un problema non c'è modo di lasciare la soluzione permanente per gli altri a venire, quindi la comunicazione dell’informazione dev'essere in modo memorabile e vitale se la soluzione non è da perdere. Esempi: “Una mela al giorno toglie medico di torno”; “Azioni parlano più forte delle parole”; “Uniti siamo tutto, divisi siamo niente”. “Dio li fa poi li accoppia” (Birds of a feather flock together.)
La cultura orale sottolinea l’apprendimento di gruppo, il rispetto per gli anziani, la cooperazione e un senso di responsabilità sociale.
La prevalenza del gruppo, la circolarità e anche nell'ambito della trasmissione del racconto della fiaba e del mito e del processo di memorizzazione, la non individualità è evidente.
La coralità prevale.
La creatività del singolo era sottoposta all'accettazione del gruppo, quindi esistono delle regole predominanti nel gruppo. La creatività veniva esercitata in altri ambiti, la novità doveva essere condivisa e non intaccata dall'individuo.
Il rituale è spesso utilizzato per richiamare la parola. Il rituale ricorda la Parola vivente. Qui ricordiamo il vangelo di Giovanni 1:1, "In principio era il Verbo"
2. Un linguaggio dell'oralità primaria può essere classificato secondo alcune caratteristiche psicodinamiche. In una cultura ad oralità primaria il pensiero e l'espressione tendono ad essere strutturati per favorire una facile memorizzazione. Pertanto, in una cultura orale primaria, il pensiero e l'espressione tendono ad essere dei seguenti tipi:
1) espressioni mnemoniche e formulaiche per aiutare la memorizzazione nella mente degli ascoltatori.
2) paratattici invece che ipotattici, ovvero basati su una struttura di frasi coordinate e non su una sintassi costruita con subordinate;
3) aggregativi piuttosto che analitici: le espressioni tradizionali nelle culture orali sono ricche di epiteti o caratteri fissi e non possono essere disgregate. La ricchezza e pesantezza delle formule del discorso orale la rendono caratteristica
4) contiene la ridondanza o “copia”, fenomeno tipico anche della retorica. La memoria infatti ha bisogno di molte più parole per ricordare di quanto non faccia la scrittura.
5) essi inoltre sono conservatori o tradizionalisti, poiché bloccano la sperimentazione intellettuale;
6) vicini all'esperienza umana: una cultura orale non racconta concetti astratti ma i riferimenti sono sempre alla vita concreta dell'uomo;
7) ha il tono agonistico, che poi viene istituzionalizzato nella retorica e nella dialettica; il pensiero e la comunicazione verbale in termini di conflitto, lotta, opposizione e competizione.
8) enfatici e partecipativi.
9) omeostatica: la capacità degli organismi viventi di autoregolarsi per mantenere costante l'ambiente interno (temperatura, emoglobina, glicemia) nonostante le variazioni esterne.
10) E’ situazionale piuttosto che astratto: le domande di tipo analitico compaiono in uno stadio di alfabetizzazione avanzato, e la memoria orale funziona in modo assai diverso da come un alfabetizzato possa immaginare.
Genealogia della nascita di Gesù: Matthew 1:1–17
Possiamo sottolineare le conseguenze culturali e sociologiche che emergano dalla natura del suono:
a. La parola e potere: Suono è dinamico. Emerge dagli organismi viventi. Negli esseri umani diventa la parola, che è collegata strettamente con loro e loro esperienze. La parola porta la sacralità dell’identità, dell’unità, e della vita. Chi ha una buona memoria e sa parlare (cioè sa emettere suono che tocca la interiorità degli uditori) diventa il ripresentante credibile, e di conseguenza, la persona più potente nella comunità. Le capacita di parlare e memorizzare sviluppano anche la potenzialità del cervello per interpretare le esperienze umane. Chi sviluppa la spiegazione del mistero della vita diventa colui che può controllare la vita – quella visibile e invisibile – anche la vita degli uditori. (esempi del potere della parola: Benigni, MLK, Chaplin, Rossi.)
b. Grazie all'oralità si sono sviluppate le mitologie e l'arte narrativa, della declamazione, del teatro, della musica, della danza, delle genealogie orali: sono stati messi in risalto tutti gli ausili mnemonici per migliorare la conoscenza e la vita quotidiana.
c. Uno dei punti deboli dell'oralità è la sua mancanza di certezza. A causa dell'evanescenza del suono, molte storie vengono dimenticate o tralasciate, oppure abbellite e rifabbricate. Ad ogni ripetizione, la storia si allontana sempre di più dall'originale. Non ci sono modi in cui gli ascoltatori possono sentire esattamente ciò che era già stato detto dall'oratore. Così, provocando incomprensioni, interpretazioni errate e dubbi. Anche l'oratore potrebbe non essere in grado di ripetere esattamente ciò che ha detto. Ecco perché la musica, la danza, la rima e il ritmo nella tradizione orale giocano un ruolo importante nel consolidare la comunicazione facilitando la memorizzazione.
In Orality and Literacy. The Technologizing of the Word, London and N.Y., Methuen 1982
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Ong's speech on Orality: www.youtube.com/watch?v=uvF30zFImuo
Walter Ong on Communication, Technology, and Thought (1972)
Il testo di Ong in inglese: https://newlearningonline.com/literacies/chapter-1/ong-on-the-differences-between-orality-and-literacy
VIDEO:
Alex Huxley trova la sua radice: un documentario sul film Roots::
Parte1: http://www.youtube.com/watch?v=AANgnQEk-go
Parte2: http://www.youtube.com/watch?v=XxE92Kigl00
DOMANDA 1: Quali sono le strategie per aggirare il problema della memoria?
DOMANDA 2: Quali sono le differenze tra uomo paleolitico e uomo neolitico?
DOMANDA 3: Quali sono gli aspetti critici di sfida della cultura orale ?
Risposte dei gruppi: 02.01 Gruppo A & B