Oggi è visibile un lungo muro in opus reticulatum (ca. I secolo d.C.), che costituiva le sostrutture di una terrazza di pertinenza di questa villa. A giudicare dal materiale archeologico recuperato in superficie o da esplorazioni non sistematiche, si ritiene che vi fossero edifici sia sulla terrazza artificiale che al di sotto di essa. L'area residenziale si trovava probabilmente sulla piattaforma artificiale, dove sono stati recuperati diversi tipi di marmo e ceramica (tra cui quelli in vernice nera). Si tratta molto probabilmente della villa nota nel XVIII secolo come residenza di Munazio Planco. Quasi nulla della struttura superiore della piattaforma è sopravvissuto. I muri in opus caementicium identificati da Zaccaria Mari sopra gli ambienti voltati non sono più riconoscibili oggi.
Descrizione geografica
Posizione: a sud-ovest di Tivoli, collina prominente (Colle S. Antonio/Colle Rosa), a nord-ovest di Via delle Piagge.
Descrizione: In una posizione panoramica di rilievo con vista su Tivoli e sulla Campagna Romana, la villa, orientata a nord, si erge con sostanziali sostruzioni su un'unica piattaforma (110 x 80 m). Le strutture della villa possono essere divise in due aree, quella settentrionale, destinata alla residenza, e quella meridionale, destinata al giardino. La villae di base della zona abitativa è costituita da un criptoportico a due ali e due navate con annesso corridoio-scala. I lucernari del criptoportico si aprono sulla terrazza belvedere, che fiancheggia il criptoportico a nord e a ovest. Il muro esterno della terrazza, a nord della terrazza belvedere, presenta una struttura semicircolare certamente risalente all'età imperiale. Il muro della terrazza settentrionale presenta una sporgenza che può essere interpretata come una piattaforma panoramica sporgente. Secondo Mari, qui doveva trovarsi un bacino d'acqua, la cui ricostruzione non è chiara e di cui oggi non sono sopravvissuti resti. Le strutture sul lato nord-est esterno della villa comprendono due fasi costruttive. All'estremità orientale dell'ala nord del criptoportico, una porta conduce a una stanza trapezoidale. Adiacente al muro esterno inclinato di questa stanza, a est, si trova un muro della terrazza, anch'esso diagonale rispetto all'asse principale della villa, ma con un orientamento leggermente diverso. Nel punto di incontro dei due muri, si trova un piccolo passaggio interno che conduce a sud in una stanza con volta a botte irregolare. In una seconda fase costruttiva, una serie di strutture a volta trasversali furono aggiunte di fronte all'estremità nord-est della terrazza. Il loro allineamento segue l'estremità orientale della stanza trapezoidale e prolunga e sostiene la piattaforma originale della villa in un angolo rispetto all'asse principale. Questi ambienti a volta erano stati riempiti al più tardi nel I secolo d.C. e fungevano quindi puramente da sostruzioni, terminando esternamente con il muro della terrazza. Tra le sostruzioni nell'area meridionale della villa, l'angolo sud-occidentale è quello meglio conservato. Si tratta di un ingegnoso sistema di sostruzioni in cui una serie di contrafforti interni posizionati diagonalmente si incastrano, formando ambienti con planimetrie irregolari a forma di cuneo. Della struttura superiore della piattaforma, Mari è stato in grado di identificare solo pavimenti e pareti in opera cementizia sopra gli ambienti a volta, oggi non più rintracciabili.
Gli ambienti a volta della villa
Letteratura
T. Ashby, La topografia classica della campagna romana, 2., BSR 3, 1906, 188, Anm. 1
T. Ashby, La via tiburtina (Tivoli 1928), 154
S. Cabral - F. Del Re, Delle ville e dei più notabili monumenti antichi delle città e del territorio di Tivoli (Tivoli 1779), 134
A. Del Re, Le antichità tiburtine, opera postuma pubblicata per cura del dottor Raffaele Del Re con annotazioni (Rom 1883), 201. 207. 226
Z. Mari, Forma Italiae. Tivoli 4, n. 35 (Firenze 1991), 129-134