🏛️ Le tecniche murarie utilizzate dagli antichi Romani:
Opus incertum: pietre irregolari incastonate in malta, spesso visibile nei primi edifici repubblicani.
Opus reticulatum: blocchetti di tufo disposti a rete diagonale, molto usato in epoca augustea.
Opus latericium: mattoni cotti disposti in file orizzontali, comune nei muri imperiali.
Opus mixtum: alternanza di mattoni e pietre, tipico delle fasi tardo-imperiali.
Opus vittatum: blocchi rettangolari alternati a corsi di mattoni, spesso usato per pareti interne.
Opus incertum
Opus reticulatum
Opus reticulatum
Opus latericium
Opus mixtum
🏛️ I principali tipi di opus romane:
Opus incertum: puoi trovarlo nel Tempio della Magna Mater e nella Porticus Aemilia, risalenti al II secolo a.C. Queste strutture mostrano l’uso di pietre irregolari immerse nel cemento.
Opus reticulatum: visibile nella Fonte di Giuturna e nella Casa dei Grifi sul Palatino. I blocchetti di tufo formano un elegante reticolo diagonale, molto diffuso in età augustea (27 a.C. al 14 d.C.).
Opus latericium: un esempio monumentale sono i Castra Praetoria, costruiti in età tiberiana. Qui i Romani usarono esclusivamente mattoni cotti per le pareti.
Opus mixtum: puoi ammirarlo in edifici dell’età flavia e antonina (69 -192 d.C.), dove si alternano fasce di mattoni e reticolato, come nel Palatino e in alcune strutture di Ostia Antica.
Opus vittatum: presente in costruzioni del II secolo d.C., con blocchetti di pietra disposti in filari orizzontali. È una tecnica più ordinata e modulare, visibile in alcune mura interne di edifici imperiali.
opus vittatum
Opus reticulatum
Opus latericium
Opus mixtum (Ercolano)