La Villa di Capitone a Tivoli è un sito archeologico poco noto ma di grande interesse storico. Secondo gli studiosi, la villa appartenne a Titidio Capitone, un cavaliere romano che ricoprì il ruolo di capo della cancelleria imperiale sotto gli imperatori Domiziano, Nerva e Traiano.
🏛️ Caratteristiche principali
Criptoportico monumentale: uno degli elementi più impressionanti è un lungo criptoportico sotterraneo di oltre 150 metri, probabilmente utilizzato per passeggiate coperte o come collegamento tra diverse sezioni della villa. Muro di cinta massiccio: la struttura era protetta da un imponente muro perimetrale, segno della sua importanza e della ricchezza del proprietario.
Contesto archeologico: la villa si trova in una zona ricca di scoperte, tra cui l’Erma “Azara” di Alessandro Magno (esposta al Louvre) e altre erme raffiguranti filosofi e poeti greci, oggi conservate al Museo Palatino e al Museo archeologico di Madrid.
📍 Localizzazione
La villa è situata nei pressi della curva dei regressi, lungo la Strada di Pomata, nel comune di Tivoli.
Un compatto gruppo di ambienti, con cui termina una lunga sostruzione, è costituito da un nucleo in opus incertum del II-I sec. a.C. e da un’aggiunta di età imperiale. Del nucleo più antico fanno parte una stanza, ove sbocca un cunicolo (ninfeo?) 1, e una sala rettangolare con volta a botte e finestre strombate, sul cui fondo, a contatto con la roccia, si apre un piccolo vano racchiudente vaschette impermeabilizzate, identificabile con una neviera 2. Davanti agli ambienti erano un belvedere e un giardino (35×5 m) 3, quest’ultimo sostenuto da un terrazzamento con la fronte scandita da colonnine su semi pilastri. Nella prima metà del I secolo fu addossato un nuovo corpo in opus reticulatum monocromo e bicromo, costituito da un criptoportico a due navate 5 e da un cortile rettangolare (40×20 m). Questo, sorretto verso valle da terrazzamenti con nicchie semicircolari, era indubbiamente riservato a piantumazioni: la superficie infatti è priva di materiali edilizi e su di essa prospetta, nel lato a monte inciso nel pendio, un profondo vano che sembra essere stato un ninfeo 4, affiancato da una nicchia rettangolare e da un’esedra ad abside inquadrata da semicolonne (fontana?). Nel criptoportico, compreso fra il belvedere e il giardino, si godeva il fresco durante le ore più calde. La presenza della neviera rievoca alla mente un passo dello scrittore Aulo Gellio, ove racconta che egli ed alcuni amici, ospiti nella villa di un facoltoso tiburtino, erano soliti bere acqua di neve disciolta.
L’erma di Azara è un celebre ritratto scultoreo di Alessandro Magno, scoperta a Tivoli nel 1779 e oggi conservata al Louvre, che rappresenta una copia romana di un originale lisippeo, simbolo della diffusione dell’immagine idealizzata del condottiero macedone.
Criptoportico
In questo sito archeologico sono state rinvenute molte sculture nei secoli passati. Tra le scoperte un epitaffio metrico e sette erme, oggi tutte perdute. In epoca imperiale, tra le due ville (Pisoni e Capitone) , fu aggiunto un complesso termale in opus reticulatum, in prossimità di esso si trovava una piscina.
Pianta della villa di Capitone
Fonti e Riferimento:
Zaccaria Mari, Il giardino nelle ville di otium dell’ager Tiburtinus - AMOENITAS IV 2015.
F. Bulgarini, Notizie storiche, antiquarie statistiche ed agronomiche intorno all’antichissima città di Tivoli (Tivoli 1848) - AMOENITAS
A. Del Re, Le antichità tiburtine, opera postuma pubblicata per cura del dottor Raffaele Del Re con annotazioni (1883) - AMOENITAS
S. Cabral - F. Del Re, Delle ville e dei più notabili monumenti antichi delle città e del territorio di Tivoli (Tivoli 1779) - AMOENITAS
T. Ashby, La via tiburtina (Tivoli 1928)
Renzo Mosti, Storia di Tivoli, AMOENITAS -1968