La villa dei Pisoni a Tivoli è un sito archeologico risalente al II secolo a.C., situato lungo la Strada di Pomata, non lontano dalla celebre Villa Adriana. I suoi ruderi sono attribuiti alla potente famiglia romana dei Pisoni, nota per la sua influenza politica e culturale durante l’età repubblicana e imperiale.
🏛️ Caratteristiche principali
Epoca: Repubblicana, II secolo a.C.
Tipologia: Domus signorile, probabilmente dotata di ambienti residenziali e di rappresentanza.
📍 Localizzazione
La Villa dei Pisoni costituisce insieme alle vicine ville una vasta area archeologica, tradizionalmente nota come "Villedei Pisoni" (km 29 di Via Tiburtina). È disposta su almeno tre nuclei costruttivi disposti su lunghe platee rettangolari delimitate da opere sostruttive in opus incertum di calcare, probabilmente facenti parte di un unico complesso. Per raggiungere i ruderi della villa bisogna percorrere a piedi "Antica Str. di S. Marco", (dalla via Tiburtina sono circa 300 metri) prima dell'Edicola votiva di San Marco.
Nella visione s’insieme della carta archeologica, le ville c.d. dei Pisoni rappresentano un continuum costruttivo con le grandi ville c.d. di Bruto (a nord) e di Cassio (a nord-est), sviluppandosi, come queste, su ampi terrazzamenti con criptoportici ed aree destinate a giardino. Ai Calpurnii Pisones vengono attribuiti gli altri due nuclei strutturali di questo enorme complesso i quali si estendono in tutta l’area a sud-ovest della strada, inoltrandosi in proprietà privata. Del primo nucleo i rilievi topografici documentano due platee rettangolari ancora perfettamente delimitate da opere di sostegno in opera incerta di calcare del II sec. a.C.: la prima occupa tutto il versante a nord della via Tiburtina, quando questa dopo la curva del regresso si rifà dritta per scendere verso Villa Adriana. Di fronte all’imbocco di via di San Vittorino è visibile l’avancorpo rettangolare e la parete a contrafforti che fanno parte dell’articolato terrazzamento inferiore. Di quello superiore è stato documentato un massiccio muro cementizio a sud con un contrafforte esterno all’area della villa ed un lunghissimo criptoportico monumentale in opera incerta a due navate, coperto con volta a botte e illuminato da finestre strombate, intervallato da una serie di ambienti voltati. Il secondo nucleo annoverato al complesso dei Pisoni si articola lungo il terreno scosceso alle spalle dell’Edicola di San Marco, occupando l’area occidentale della collina, dove sono riconoscibili due platee rettangolari sovrapposte: il lungo muro della platea inferiore è realizzato in opus incertum mentre la platea superiore comprende una serie di vani, realizzati insieme ad un criptoportico finestrato alla fine del II o agli inizi del I sec. a.C.. Le creste dei muri perimetrali della cisterna rettangolare posizionata nell’angolo nord-est della villa si trovano oggi sulla strada di San Marco-Pisoni, confusi nella ghiaia bianca a ridosso dell’Edicola di San Marco.
In quest’area vennero fatte grandi scoperte: nel 1779, G. Corradi documenta uno scavo archeologico da cui si recuperarono numerose sculture, tra cui erme di filosofi e poeti greci e la famosa Erma d’Azara, un busto in marmo lunense raffigurante Alessandro Magno, chiamata così in memoria del Ministro di Spagna, il cavalier Hermes Azara, che, come attesta un’incisione su uno dei lati dell’erma, recuperò il busto e lo portò al museo del Louvre, dove ancora oggi è conservato.
Criptoportico del terrazzamento superiore