È a pezzi l’eccezionale statua di marmo di Paros dell’imperatore Caligola ritrovata dai finanzieri del Gruppo tutela patrimonio archeologico su un Tir vicino a Ostia. Destinazione dell’inedito reperto, la Svizzera, dove sarebbero state poi ricomposte le altre parti della statua pronta per il mercato dei trafficanti d’arte.
Caligola (la statua è alta più di due metri e mezzo: il trono decorato con i simboli imperiali) è stato riconosciuto dalla caliga, la calzatura dei legionari che l’imperatore usava fin da bambino. La scoperta archeologica ha un valore straordinario: il tombarolo, dopo avere scavato la statua, in attesa della banda di intermediari trasportatori, l’ha ricoperta in un terreno privato vicino al lago di Nemi proprio dove si è sempre pensato fosse la villa, mai ritrovata, dell’imperatore.
La statua, di cui è stata recuperata metà, come fosse stata tagliata per la sua altezza e fratturata in due parti, è senza testa: si presume che ritraesse Caligola seduto su un trono nelle vesti di Zeus.
Ritrovata la Statua di Caligola a Nemi
Grazie all’intervento del Gruppo tutela patrimonio archeologico della Guardia di Finanza, guidato dal maggiore Massimo Rossi, giovedì 13 gennaio 2011, sono stati ritrovati i resti della grande statua di Caligola proveniente, secondo gli esperti, dall’omonima villa a Nemi. I resti rinvenuti all’interno di un tir erano diretti in Svizzera e da lì sarebbero stati portati illecitamente nel resto del mondo. La scoperta della stessa statua è stata ad opera, come ultimamente avviene in Italia, di un tombarolo, che all’arrivo delle forze dell’ordine aveva già fatto a pezzi la statua, decontestualizzando in questo modo l’opera d’arte, che in quel modo avrebbe sì avuto un valore artistico rilevante, ma non avrebbe più avuto storia.
Gli archeologi hanno capito che si trattava delle famosa statua dell’imperatore Caligola, al potere tra il 37 e il 41 d.C., in quanto ai piedi, vi è il famoso calzare dei legionari, ‘la caliga’, indossata da Caligola e che gli valse nell’antichità il nome con cui, ancora oggi, l’imperatore è conosciuto. La statua siede su di un trono, con i simboli imperiali, fatto di marmo nobile proveniente dall’isola greca di Paros, tra i più preziosi del tempo. L’imperatore doveva apparire nella statua come una divinità, cosi come racconta Svetonio nella sua ‘Vita dei Cesari’, e dunque doveva essere rappresentato come Zeus. D’altra parte le stranezze e la megalomania di Caligola non rappresentano una novità, basti pensare alle due famose navi palazzo che si fece costruire sul lago di Nemi, una sorta di i palazzi galleggianti con ogni tipo di comfort e di ricchezza.
Oltre al ritrovamento della statua, gli archeologi, sono certi che proprio sulla collina, da dove è stata trafugata l’opera ci sono i resti della villa di Caligola. E forse questa è stata l’emozione più grande per loro insieme ad un’ulteriore conferma. Da tempo, infatti, gli esperti sono certi che sul quel laghetto vulcanico, Caligola avesse costruito anche una dimora residenziale. Era un luogo da lui amato, a tal punto che, forse per riposare in eterno, abbia scelto di essere sepolto proprio lì.
Ora l’unico problema e la vera sfida sarà sia da parte dello Stato che del mondo scientifico, di arrivare prima dei tombaroli.
La Guardia di Finanza scopre l’opera in un tir di Serenella Napolitano - (abitarearoma) 16/01/2011