Villa cd. di Cesare e Massenzio
60 a.C. - 475 d.C.
Presso San Cesareo, a circa 30 km a sud di Roma, lungo l'antico tracciato della via Labicana, in località “Colle Noci”.
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A partire dal 2010 una serie di campagne di scavo archeologico preliminari alla costruzione di un piano integrato, ha portato in luce i resti di una grande villa associati ad un esteso settore termale e ad un’area di necropoli. Il complesso archeologico, già segnalato in un manoscritto del XVII secolo e successivamente oggetto di scavi ottocenteschi promossi dai principi Rospigliosi.
L'area è nota sin dal Medioevo con il toponimo di “ad statuas”, forse proprio in ragione delle antiche strutture e delle decorazioni marmoree di una imponente residenza che si trovava nella zona. In questo complesso è stato proposto di identificare una villa imperiale. Secondo le indicazioni di Svetonio ed Eutropio in quest’area Giulio Cesare fece costruire una sontuosa villa. Presso questa residenza egli avrebbe dettato il proprio testamento nel 45 a.C. La villa sarebbe poi rimasta in uso per tutta l’età imperiale e qui Massenzio sarebbe stato proclamato Augusto. Della villa di San Cesareo oggi si conservano due ampi settori. Il primo, a sud, costituisce il nucleo più antico, datandosi nel I secolo a.C. La sua cronologia è stata definita sulla base della tecnica edilizia impiegata, del tipo di tappeti musivi e di altri apparati di rivestimento documentati. È realizzato in opera reticolata irregolare con pavimenti in tessellato e in marmo e dotato a est di un impianto termale privato. Gli ambienti oggi visibili si aprono su un ampio giardino con peristilio rettangolare, a nord del quale si trova un secondo giardino decorato da ninfei. Tra il III e il IV secolo d.C. la villa venne ampliata tramite la costruzione di un nuovo settore, posto a nord del primo. La tecnica edilizia qui è l’opera mista di laterizi e blocchetti di basalto. L’edificio è costituito da un monumentale impianto termale, servito da una grossa cisterna a pianta quadrata con pareti esterne decorate da nicchie.
Veduta del sito
Veduta del sito
Pavimentazioni di mosaici a motivi geometrici
Pavimentazioni di mosaici a motivi geometrici
Descrizione:
Dei settori residenziali della villa si sono rinvenuti una decina di ambienti disposti simmetricamente intorno ad uno spazio aperto porticato su almeno tre lati.
Le strutture sono realizzate in opera reticolata di selce con ricorsi di cubilia in tufo ed erano dotate di una ricca decorazione parietale; le pavimentazioni rinvenute constano di mosaici a motivi geometrici b/n e policromi.
Spicca, anche per l’uso di tessere in pasta vitrea, un ampio tappeto con motivi vegetali e cornice a meandro, mentre alcuni ambienti erano invece pavimentati in opus sectile.
Sul lato nord del portico si dové inserire nel corso della prima età imperiale una piccola struttura termale, ben conservata a livello planimetrico, alimentata da un acquedotto sotterraneo che confluiva all'interno di una grande cisterna ipogea a doppia navata collocata immediatamente a N/E dell'impianto residenziale.
Anche la terma era abbellita da pavimenti in mosaico policromo e in cementizio a base fittile arricchito da crustae lapidee.
Pavimento in mosaico con motivo a elementi vegetali
ved. pianta sito in B-9
Pavimento in mosaico con motivo a elementi vegetali
ved. pianta sito in B-9
Cisterna ipogea
ved. pianta sito in 18
Scavi nel settore Nord
ved. pianta sito in 10-11-12-13
La continuazione degli scavi ha portato alla scoperta di un grande quartiere termale alimentato da una cisterna monumentale di ben 500 m², riferibile ad un’importante fase di ampliamento tardo imperiale del complesso, costruito in aderenza alla villa ma distinto da essa, e caratterizzata da murature in opus vittatum conservate in ampi settori per oltre due metri in elevato. Le terme, arricchite da rivestimenti marmorei pavimentali e parietali, purtroppo completamente spogliati, si trovano disposti come d’ordinario su un asse nord/sud, su cui si succedono apodyterium, tepidarium e calidarium, delimitati a est dal frigidarium e ad ovest dalla palestra. La grande cisterna, che alimentava le terme tramite fistulae plumbee bollate, è caratterizzata dalla scansione a nicchie semicircolari delle pareti esterne che richiama un modello architettonico-scenografico diffuso nelle grandi ville imperiali.
Ulteriori scavi nell’autunno 2013, nel versante est di “Colle Noci”, hanno portato in evidenza per c.a. 100 m un tratto perfettamente conservato della via Labicana su cui si sviluppa un'ampia area funeraria, della quale sono state individuate sinora più di cento sepolture. Le tombe ad inumazione, di livello assai modesto seppure non vi manchi qualche elemento di corredo e in alcun caso addirittura degli oggetti d’ornamento in metallo prezioso, si raggruppano in gruppi presumibilmente distinti per nuclei familiari e sono del tipo a cassone, a cappuccina e enchytrismòs, connesse verisimilmente con le fasi medio-tardo imperiali della villa, distante poche centinaia di metri.
Via Labicana
Indagine su una tomba della necropoli
Alcuni gioielli rinvenuti nella suddetta necropoli ed ora esposti in una vetrina della sala mostre del Museo Archeologico di Palestrina (Roma)
⚠️ Minacce e Tutela
La scoperta è avvenuta durante indagini preventive per un piano edilizio. In seguito, la Soprintendenza Archeologica ha posto un vincolo diretto sull’area nel 2011 per proteggerla. Nonostante ciò, il progetto edilizio ha subito modifiche e ampliamenti, sollevando preoccupazioni sulla conservazione del sito.
L’area archeologica versa oggi in uno stato di totale abbandono. I mosaici e le murature non sono stati adeguatamente protetti dalle intemperie che hanno fatto uno scempio, oltre alle erbacce che ora stanno infestando le strutture.
Lastra in marmo bianco con scene di venationes e divinità
Meridiana in travertino
Pavimento in opus sectile
ved. pianta sito in A-8
Restauro del pavimento di mosaici a motivi geometrici
Ecco un riassunto di ciò che è emerso:
🏛️ Scoperta e Contesto Storico
Nel 2010, durante scavi lungo l’antico tracciato della via Labicana, sono stati rinvenuti i resti di una vasta villa romana in località Colle del Noce . La villa si trova al XVIII miglio della via Labicana, ed è stata identificata con quella appartenuta prima a Gaio Giulio Cesare e poi restaurata da Valerio Massenzio nel IV secolo d.C.
🧱 Strutture e Reperti
L’area comprende: Una fontana monumentale - Terme pubbliche - Una necropoli con oltre 200 tombe
Ambienti affrescati, mosaici policromi, marmi pregiati e un ninfeo su due livelli.
L’estensione iniziale degli scavi copriva circa 13.000 m², ma si stima che l’intero complesso superi i 20.000 m².
📜 Fonti Antiche e Epigrafi
Svetonio racconta che Cesare redasse il suo testamento proprio in una villa lungo la via Labicana nel 45 a.C.
Fonti tardo-imperiali come Eutropio e Aurelio Vittore confermano il restauro della villa da parte di Massenzio.
Sono state rinvenute due epigrafi onorarie (CIL 14, 02825 e 02826) dedicate da Valerio Romolo ai suoi genitori, Massenzio e Valeria Maximilla, che confermano l’attribuzione imperiale.
🏺 Reperti Architettonici e Artistici
Mosaici policromi: realizzati con paste vitree, raffigurano motivi geometrici e floreali, tipici dell’arte tardo-repubblicana e imperiale.
Affreschi parietali: decorazioni pittoriche di ambienti residenziali, con colori vivaci e soggetti mitologici.
Marmi pregiati: utilizzati per rivestimenti e pavimentazioni, provenienti da cave dell’Asia Minore e dell’Africa.
Fontana monumentale: parte di un giardino interno, probabilmente legata a un ninfeo su due livelli.
Vasca termale di 600 m²: all’interno del complesso termale, segno della monumentalità dell’impianto.
⚰️ Reperti Funerari
Necropoli con oltre 200 tombe: alcune con corredi funerari, altre con iscrizioni che aiutano a datare il sito.
🏛️ Strutture Monumentali
Ninfeo a pianta centrale su due livelli: noto nel XIX secolo come “La Torraccia”, probabilmente parte del sistema scenografico della villa.
Ambienti residenziali e di rappresentanza: con murature imponenti e articolazione planimetrica complessa.
Questi reperti non solo confermano l’attribuzione della villa a Cesare e Massenzio, ma offrono uno spaccato della vita aristocratica e imperiale tra la fine della Repubblica e il IV secolo d.C.
De'Spagnolis M. 2012a: “Lastra con scene di venationes” dalla villa imperiale di San Cesareo (Roma)”, Lazio e Sabina 8, 333-340.
De'Spagnolis M. 2012b, La scoperta della Villa Imperiale di Cesare e Massenzio a San Cesareo. Rapporto preliminare, Palestrina.
Recco M. C. 2011: “Una villa con mosaici da San Cesareo (Roma)”, Lazio e Sabina 7, 403-409.
Recco M.C. 2012: “Scavi nella villa imperiale di San Cesareo (Roma)”, Lazio e Sabina 8, 341-348.
Dal progetto Lazio Antico dell'Università di Roma "La Sapienza".