I reperti più significativi e di maggior valore dovrebbero essere trasferiti in un museo centrale. Tuttavia, qualora vi sia la possibilità di istituire un museo del sito adiacente all’area dello scavo, i benefici — sia amministrativi che culturali — per le realtà museali locali risultano evidenti. La conservazione dei reperti e del sito viene così riunita sotto un unico tetto, e gli oggetti esposti nel museo sono più facilmente riconducibili dai visitatori al loro contesto originario.
Alcuni esempi: il gruppo scultoreo della Triade Capitolina (proveniente dal Parco archeologico dell'Inviolata a Guidonia, seconda metà II sec. d.C.), esempio più completo e meglio conservato del gruppo di divinità tutelari dello Stato Romano, è esposto al Museo Civico Archeologico Rodolfo Lanciani di Montecelio, e le due statue di Eirene e di divinità maschile, rinvenute nel 1986 dalla villa romana in località Formello presso Palombara sabina, attualmente conservate nel civico "Museo territoriale della Sabina" (Castello Savelli).