Premessa
Un interessante articolo apparso qualche tempo fa sul «Corriere della sera» a firma di Riccardo Luna, affronta la questione del cambiamento di rotta di internet che sta suscitando molta preoccupazione. Inizialmente celebrato come "dono di Dio" (sia da Papa Francesco che da Liu Xiaobo, Nobel per la pace nel 2010 e autore di tale definizione) per le sue potenzialità di progresso e libertà, ora viene visto con maggiore scetticismo a causa dei suoi effetti negativi, come la diffusione dell'odio e la manipolazione della realtà. Il contrasto viene evidenziato tra l'ideale iniziale del web, concepito da Tim Berners-Lee come strumento di condivisione universale del sapere, e la sua attuale realtà, spesso utilizzata per scopi manipolativi e dannosi. In sostanza, l'articolo mette in guardia da un uso passivo e acritico della rete.
Riflessione
Questo articolo spinge a fare riflessioni molto complesse sul valore che internet ha assunto nel corso degli anni, dai suoi albori fino ai tempi che stiamo vivendo oggi.
Che perfino il papa in persona possa aver paragonato internet addirittura ad un dono di Dio è sorprendente, ma proprio questo dev’essere sembrato all’inizio! Uno strumento “divino”, così potente e semplice da usare, un aiuto per gli oppressi del mondo intero, che possono finalmente urlare a tutti la loro condizione e denunciare lo stato di ingiustizie a cui sono costretti, semplicemente con un click sulla tastiera.
Un grande giurista del calibro di Stefano Rodotà propone, nel 2010 di modificare addirittura un articolo della costituzione italiana, il n. 21, per garantire con un comma, il diritto a internet per tutti. La modifica non è mai stata accolta, ma certamente ha messo in discussione l’importanza del libero accesso alla rete, visto come una condizione in grado di migliorare la qualità della vita degli italiani al pari del diritto all’istruzione o al lavoro.
Ma come tutte le cose, ben presto si è manifestata l’altra faccia della medaglia. La profilazione degli utenti per indurre e direzionare opinioni, captare informazioni e assoggettare i webnauti agli algoritmi dei social, sono solo alcuni degli effetti negativi della rete.
È preoccupante come l'umanità si sia fatta abbindolare in una tale subdola maniera da cio’ che aveva nelle proprie mani, tanto da non scovare l’immenso lato oscuro che si celava dietro quegli schermi.
Probabilmente è proprio l’eccessiva accessibilità che può fare finire uno strumento del genere nelle mani sbagliate, trasformandolo da strumento di libertà a strumento di controllo.
Stiamo vivendo tempi in cui i potenti della Terra, che sono pochi e ricchissimi, in alcuni casi hanno nelle loro mani anche il controllo della rete, e inevitabilmente quindi controllano anche i gusti e le scelte delle popolazioni.
Rimane quindi una sola domanda, la stessa posta all'interno dell’articolo di Riccardo Luna, “cosa è andato storto?” Ma soprattutto: cosa avrebbe permesso ad internet di rimanere una terra pacifica di opinioni e speranze, incontaminata e senza le lunghe e meschine manipolazioni della politica? (Enrico Germani)
12 aprile 2025