Iosif Lenin, 1922
Michail Gorbaciov, 1991
Vladimir Lenin, 1917
Il 7 novembre 2025 è stato il 108° anniversario della Rivoluzione d’ottobre, avvenuta nel 1917 in Russia. Ma perché si chiama d’ottobre un evento accaduto in novembre? Perché in Russia è in uso, ancora oggi, il calendario giuliano, mentre secondo il calendario gregoriano (cioè il nostro) è avvenuto il 7 novembre. Ecco il motivo di questa prima differenza.
Il comunismo è un'idea di due pensatori tedeschi Karl Marx e Friedrich Engels, che nel 1848 scrivono il “Manifesto del partito comunista”.
Il simbolo comunista rappresenta una falce e un martello strumenti di lavoratori all’epoca poveri e senza diritti, i contadini e gli operai.
Con la rivoluzione d’ottobre, i bolscevichi (un partito massimalista) guidati da Vladimir Il'ič Ul'janov detto Lenin prendono il potere e sconfiggono lo Zar, il vecchio ‘imperatore’ della Russia. Dopo aver preso il potere, Lenin decide di fare uscire la Russia dalla prima guerra mondiale (in corso in Europa dal 1914). Le riforme più importanti di Lenin sono: Il decreto sulla terra, la nazionalizzazione e l’uguaglianza sociale.
Alla morte di Lenin (21 gennaio 1924) inizia una lotta per la sua successione tra Lev Trockij il capo dell’Armata Rossa (l’esercito di Lenin) e Iosif Stalin. A vincerla è proprio Stalin che diventa un dittatore feroce, famoso per le sue cosiddette “Purghe”: arresti e uccisioni degli avversari politici. Stalin è anche l’uomo che, dopo aver cercato un accordo, sconfigge Hitler e il nazismo durante la seconda guerra mondiale (1939-1945): il 23 agosto 1939 la Russia firma infatti il contratto detto ”Patto Molotov-Ribbentrop” con la Germania, che invita i tedeschi e i sovietici a non farsi guerra tra loro. Questo patto però non viene rispettato da Hitler che attacca i sovietici a Stalingrado (una città dedicata a Stalin). Ma visto che l’Unione Sovietica è enorme, migliaia di sovietici vanno a difendere Stalingrado. Sono meno forti militarmente ma più numerosi e motivati. Così riescono a sconfiggere l’armata tedesca, anche se centinaia di migliaia di cittadini russi perdono la vita.
Dopo la morte di Stalin, nel 1953, arriva al potere Nikita Kruscev, un dittatore che denuncia i crimini di Stalin e avvia una “Destalinizzazione” della politica russa. È il primo presidente sovietico a visitare gli Stati Uniti d’America.
Nel 1964 viene eletto segretario del Partito comunista dell’Unione Sovietica Leonid Breznev che guida l'Urss in un lungo periodo di stabilità e consolidamento del potere, ma anche di repressione del dissenso.
L’ultimo 'dittatore' comunista è Michail Gorbaciov salito al potere nel 1985. È noto per le sue riforme di Perestrojka (ristrutturazione economica) e Glasnost (trasparenza), che hanno portato alla fine della Guerra Fredda e, subito dopo, alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Ha vinto il Premio Nobel per la pace nel 1990 perché ha portato la democrazia in Russia e ha favorito la riunificazione della Germania e il dissolvimento della Cortina di Ferro che divideva l’Europa in due blocchi politici contrapposti.
Ma arriviamo ad oggi. Presidente della Russia dal 2000 con un’unica pausa (quella tra il 2008 e il 2012) in cui comunque ha ricoperto la carica di primo ministro, è attualmente Valdimir Putin il cui governo nonché pensiero sono paragonabili a quelli di Stalin. Da ben tre anni è impegnato in una guerra brutale contro l’Ucraina. L’obiettivo è riannettere il piccolo stato al territorio russo come in origine, infischiandosene della dichiarazione d’indipendenza del popolo ucraino che dal 1991 ha costituito un proprio stato. La motivazione di tanta ostinazione da parte di Putin è economica e strategica: l’Ucraina non è solo un territorio ricco di cereali che l’hanno resa uno dei maggiori ‘granai’ d’Europa, ma anche uno dei paesi dal sottosuolo più provvisto di risorse, dal gas naturale alle terre rare, utili alla moderna industria. L’alleanza poi con gli USA dall’epoca del governo Biden, preoccupa Putin che teme di perdere alleati contro la NATO.
Donald Trump, attuale presidente degli USA, ha al momento ridotto gli aiuti allo stato ucraino nella speranza che si possa stabilire una pace, ma Putin continua a bombardare forte di questo nuovo assetto. Chi vincerà? (Claudio Vazzana)
27 novembre 2025