La censura dei libri di Roald Dahl è un argomento complesso e dibattuto. Da una parte alcuni critici sostengono che i libri di Dahl contengono riferimenti a stereotipi razziali e sessisti che possono essere dannosi per i giovani lettori e che quindi dovrebbero essere censurati o ritirati dalle librerie.
Dall'altra parte, molti sostenitori di Dahl sostengono che i suoi libri sono stati scritti in un momento storico specifico e che i riferimenti controversi devono essere letti e compresi in quel contesto. Inoltre, sostengono che i libri di Dahl promuovono valori positivi come l'importanza dell'immaginazione e dell'indipendenza e che i lettori possono imparare importanti lezioni di vita da quei racconti.
Personalmente, credo che la censura dei libri di Roald Dahl non sia la soluzione migliore: si dovrebbe incoraggiare i giovani a leggere i suoi libri in modo critico e cercando di comprendere il contesto storico e culturale in cui sono stati scritti. Si dovrebbe poi formare i giovani lettori alle problematiche e ai riferimenti tematici messi all'indice nei libri di Dahl, in modo che possano sviluppare una maggiore consapevolezza e comprensione dei problemi legati agli stereotipi spesso discutibili presenti nella società e nella cultura. In questo modo, i libri di Dahl possono continuare ad essere una fonte di ispirazione e di apprendimento per i giovani lettori, senza dover essere censurati o ignorati.
Non è eliminando parole o espressioni ritenute ‘offensive’ (sempre che ‘grasso’, ‘pazzo’ o ‘donna delle pulizie’, solo per fare qualche esempio, siano da ritenersi tali) che si aiuterà a migliorare il mondo né tantomeno i giovani ad affrontare i problemi che inevitabilmente la realtà di ogni giorno porrà davanti a loro. (Michele Oddi)
1 marzo 2023