Secondo le ultime stime, il bilancio del terremoto in Turchia e Siria supera i 23000 morti. I dati ufficiali diffusi questa mattina: in Turchia sono stati estratti dalle macerie circa 19875 corpi, secondo l'agenzia di soccorso turca Afad, mentre in Siria sono stati contati 3384 morti.
Ciò che è successo a Sud della Turchia, la notte del 6 Febbraio u.s., non accadeva da circa un secolo. Un violentissimo sisma di magnitudo 7.9 ha fatto tremare la terra alle 3:17 (2:17 ora italiana). La zona che è stata interessata si trova al confine con la Siria. Dopo il terremoto principale, ci sono stati circa 42 aftershocks (scosse di assestamento) di magnitudo superiore a 4.5. Per farvi capire la gravità dell'evento, sappiate che è stato 1000 volte maggiore in intensità del sisma di Amatrice del 2016 e che in Italia non vi è mai stato terremoto così potente (nemmeno quello di Reggio Calabria e Messina del 1908!). Il numero esatto di morti aumenta ora dopo ora e le stime del sismologo turco Ovgun Ahmet Ercan prevedono che ci siano ancora sotto le macerie circa 180.000 vittime.
Un giornalista turco, Ibrahim Haskologlu, ha raccontato al Bbc News Channel che nelle prime ore le persone inviavano a lui e ad altri giornalisti video, note vocali e le loro posizioni in diretta da sotto le macerie. "Ci dicono dove sono e non possiamo fare nulla", ha riferito Haskologlu, originario di Malatya, un'area pesantemente colpita dal terremoto.
Si moltiplicano anche i salvataggi miracolosi, come quello della neonata trovata viva ancora con il cordone ombelicale attaccato alla mamma che purtroppo è morta sotto le macerie. Una madre e le sue due figlie sono state estratte vive dalle macerie dopo 33 ore ad Hatay, una delle zone più colpite dal terremoto. Lo rende noto Anadolu facendo sapere che mentre venivano trasportate in ospedale, il cuore di una delle figlie ha smesso di battere ma la ragazza è stata successivamente rianimata.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato lo stato di emergenza per tre mesi nelle 10 province del sud est.
Anche in Siria la situazione è drammatica. "I bisogni sono enormi, è una catastrofe e serve tutto: servono coperte per affrontare il rigido inverno, cibo, kit igienici e beni di prima necessità". A raccontarlo, in una testimonianza audio, è il coordinatore ad Aleppo di Terre de Hommes, Najibhayat Kahale. "Quattro scuole nell'area sono fortemente danneggiate e inagibili. Altre 53 sono parzialmente danneggiate, mentre ben 16 scuole sono state ridestinate a diventare centri di accoglienza temporanei", aggiunge.
Nello specifico, quello che ha sconvolto Turchia e Siria, è stato un terremoto di tipo trascorrente, o strike-slip, che si verifica quando tra due masse di roccia, che si muovono orizzontalmente in direzioni opposte, si accumula progressivamente tensione fino alla rottura della faglia.
Alcuni scienziati hanno calcolato che nel mondo vi sono due terremoti ogni minuto a causa delle placche tettoniche della crosta terrestre che sono in continuo movimento.
La CEI ha stanziato 500mila euro e la rete CARITAS s’è attivata. Così come la Croce Rossa Italiana, che ha aperto una campagna per raccogliere denaro e risorse per aiutare le popolazioni colpite. Non mancano aiuti sul campo dalle ONG italiane che già operavano da anni in Siria e Turchia, come WeWorld e ActionAid e quelli della Comunità di Sant’Egidio, Intersos e Pro Terra Santa.
Il tempo stimato per la ricostruzione è di 15/20 anni ma le previsioni precise arriveranno tra mesi, e intanto altri aiuti vengono da: Messico, Stati Uniti, Russia, Qatar, Algeria e molti Paesi della Nato e dell’Unione Europea. (Giulia Bambina, Matteo Colonna, Fabiola Della Seta, Hala Saleh Ben Ramadan, Martina Nenni)
10 febbraio 2023