Il 29 gennaio 2026 Donald Trump ha firmato un documento, l'Executive Order 14380, che autorizza l'imposizione di nuovi dazi doganali e sanzioni economiche contro paesi, entità o navi che riforniscono di petrolio (o derivati) il governo cubano, sia direttamente che indirettamente. Il divieto vale anche per il Venezuela - tra i maggiori fornitori di Cuba prima della cattura di Maduro da parte degli USA - a meno che il petrolio venduto non sia destinato ad uso commerciale o umanitario.
Donald Trump ha di fatto bloccato l’approvvigionamento di fonti energetiche dell’isola caraibica mettendo la popolazione in uno stato di invivibilità: i 2/3 dei cubani sono senza luce in casa e in alcuni giorni l’elettricità manca per 18 o 20 ore di fila, con la conseguenza che non si può cucinare, il cibo nel frigorifero va a male e con il caldo non si può usare il ventilatore!
Mancano il cibo e l’acqua, i prezzi del mercato nero sono saliti molto e mancano molti medicinali anche basilari come l’aspirina.
Insomma la situazione è veramente insostenibile, ma le proteste si fanno sentire. Durante l’assalto alla sede del Partito Comunista di Cuba (PCC) a Morón, i manifestanti hanno lanciato dei mattoni contro le finestre della struttura spaccandole, perché il governo potrebbe far tornare luce e gas ma non agisce, anzi, ha imposto che chi critica il governo anche solo sui social subirà lunghe pene.
Negli ultimi due anni molti cubani hanno lasciato l’isola a causa della crisi economica e questo sta impoverendo ancora di più Cuba.
Inoltre la Ley 88 rema contro: si tratta di una normativa volta a perseguire atti ritenuti minacciosi per l'indipendenza, la sovranità e l'economia del paese e spesso tende a ribaltare la situazione. Se qualcuno critica o incolpa di qualcosa il governo, questo risponde con la repressione e l’accusa di sovversione.
In passato USA e Cuba erano alleati: era l’epoca in cui l’isola era sotto la dittatura di Fulgencio Batista, un generale cubano amico degli americani, ma nel 1956 Fidel Castro, suo fratello Raúl, il medico argentino Ernesto Che Guevara e un piccolo gruppo di ribelli (i barbudos) sbarcarono sull’isola per fare la rivoluzione sulle montagne della Sierra Maestra vincendo contro Fulgencio Batista.
Fidel Castro divenne presidente e nazionalizzò tutte le fabbriche che gli americani avevano creato sul suolo cubano. Gli USA sentendosi ‘derubati’ smisero di comprare lo zucchero cubano.
Nel 1961 gli americani convinsero un gruppo di cubani a tentare, invano, il rovesciamento di Fidel Castro. Questo spinse il Lider Maximo a dichiarare Cuba un paese socialista e a chiedere aiuto all’Unione Sovietica, che minacciò di installare basi missilistiche puntate verso l’America: per 13 giorni ci fu tensione in tutto il mondo per timore di una guerra atomica.
Alla fine l’Unione Sovietica ritornò sui propri passi ottenendo in cambio l’impegno USA a non invadere Cuba e la rimozione segreta dei missili Jupiter americani dalla Turchia e dall'Italia.
Ciononostante, l’ostilità tra USA e Cuba non si è mai sopita. (Claudio Vazzana)