Antefatto
A giugno 2024 la Corte Suprema del Bangladesh ha reintrodotto il sistema di quote per l’accesso al pubblico impiego riservando il 30% dei posti di lavoro ai discendenti dei veterani che avevano combattuto nella guerra d'indipendenza nel 1971, il 10% alle donne, un altro 10% alle persone provenienti da zone economicamente meno sviluppate, un 5% alle comunità indigene e l'1% alle persone disabili.
Questo sistema impedisce a tante persone di ottenere, grazie al merito, un lavoro per sostenersi.
Cosa è accaduto dopo
Migliaia di studenti bengalesi hanno trovato questa decisione ingiusta, perché iniqua, ed è così che sono nate le proteste contro il sistema delle quote.
Nonostante le contestazioni inizialmente fossero pacifiche, dopo alcuni giorni il malcontento è cresciuto coinvolgendo sempre più popolazione civile: a causa di questo la strade venivano bloccate dalla folla manifestante che a man mano cominciava a diventare aggressiva.
Come ha risposto il governo?
Il governo ha risposto duramente, schierando la polizia che in modo tutt’altro che pacifico ha sparato sulla folla provocando l’inasprimento della protesta e portando morte e distruzione.
È importante sapere che i poliziotti in Bangladesh non sono addestrati e quindi “adatti” al compito che dovrebbero svolgere. Vi chiederete: ma come non adatti? In che senso? Ecco una breve spiegazione prima di tornare al focus della questione: i poliziotti, ma anche tutti gli altri discendenti dei veterani (che hanno partecipato alla reazione contro le rivolte) non vengono formati in modo che possano intervenire responsabilmente. Infatti durante la rivolta contro il sistema delle quote, andavano in giro, nelle scuole, nelle strade, sparando a caso sulle persone, e perché? Perché si sentivano autorizzati dal potere.
Ma torniamo ai fatti principali. Il governo ha reagito alle ribellioni facendo intervenire i poliziotti per sparare sugli studenti (che in maggior parte erano minorenni e solo una piccola percentuale adulta: infatti la protesta ha coinvolto non solo studenti universitari, ma anche gli adolescenti), togliendo la connessione internet e sospendendo alcuni canali e telegiornali per evitare la diffusione pubblica di notizie in merito ai fatti che stavano succedendo.
I poliziotti hanno usato modi molto violenti per reprimere la protesta: sparatorie, lancio di bombe a gas dagli elicotteri… tante persone sono morte o rimaste ferite.
Dopo circa due mesi di proteste, il 5 agosto avviene qualcosa di decisivo e gli studenti decidono di modificare il calendario in vigore: invece del 5 agosto, nel calendario bengalese ora esiste il 36 luglio, e perché? Perché gli studenti hanno voluto lasciare un segno a ricordo di quanto hanno sofferto perché accadesse quanto stiamo per riferire.
Il primo ministro FUGGE DAL PAESE
Il primo ministro Sheikh Hasina è figlia di Sheikh Mujibur Rahman primo ministro dal 1971 (anno della dichiarazione di indipendenza del Bangladesh dal Pakistan) al 1975 quando fu deposto e ucciso in seguito ad un colpo di stato. Padre e figlia hanno commesso azioni inumane. Hasina ha scatenato le proteste sopra descritte per via del suo autoritarismo e negazione dei diritti umani e li ha inaspriti usando il termine Rajakar, che si traduce in "traditore" e che fu il termine con cui vennero definiti coloro che avevano aiutato il Pakistan contro il Bangladesh nella guerra del 1971 per l'indipendenza.
Hasina il 5 agosto scorso ha deciso di fuggire in India con la sorella Sheikh Rehana con un elicottero privato dopo aver consultato il capo militare per conoscere le diverse opzioni che le si presentavano.
La reazione degli studenti: un’euforia
Dopo la fuga del primo ministro, il paese è scoppiato in festa. Non solo. I rivoltosi hanno preso d’assalto la casa di Hasina per saccheggiarla di ogni cosa: oggetti preziosi ma anche cuscini, arredi, elettrodomestici, stoffe, vestiti, cibo e quant’altro poteva essere utile al riuso.
Poi sono andati ad eliminare ogni traccia di Mujibur e Hasina, distruggendone statue, edifici, e strappando le loro foto affisse da ogni parte.
Dopo queste manifestazioni di euforia per la libertà ritrovata, il governo provvisorio retto dai militari ha iniziato a ricercare le numerose persone scomparse durante gli anni del potere di Hasina perché considerate dissidenti. La maggior parte purtroppo nel frattempo era morta, altre invece erano state rinchiuse in una casa nascosta da anni al pubblico, dove venivano torturate e detenute senza speranza. Migliaia di persone rapite vivevano in questa casa, piccola con poca ventilazione, soffocando per il caldo (perché in Bangladesh c’è una temperatura molto alta) e poco cibo per nutrirsi.
Questo luogo di detenzione è noto come La casa degli specchi (in bengalese "aina ghor").
Il 7 agosto 2024 è stato nominato un nuovo primo ministro: Muhammad Yunus, votato dagli studenti maggiorenni. Yunus, economista e docente universitario, è noto per aver elaborato il modello del microcredito per un rilancio dell’economia dal basso ovvero che favorisce le fasce di reddito più basso. Questo gli è valso il premio Nobel per la pace nel 2006.
A gennaio 2025 Yunus ha annunciato che sarà archiviata la procedura di giudizio per le vittime soppravissute alle violenze delle proteste.
A questo punto non rimane che aspettare.
Appuntamento al prossimo aggiornamento. (Samia Uddin)
29 gennaio 2025