Autore: Arturo Issel
Anno di Pubblicazione: 1866
Editore: Editori della Biblioteca Utile, Milano
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Arturo Issel, dal 1866 docente di mineralogia e geologia all'Università di Genova e noto per le ricerche sul sito paleolitico delle Arene Candide, compì numerosi viaggi di esplorazione naturalistica.
Nel 1865 si recò a Suez per compiere ricerche zoologiche e paleontologiche nella regione dell'istmo. L'autore era interessato alla comparazione delle faune viventi e fossili del Mediterraneo e del Mar Rosso. Lo studio sincronico e diacronico degli areali di diffusione offriva la possibilità di interpretare i fenomeni di isolamento geografico e speciazione in chiave evolutiva.
Il suo lavoro Varietà di storia naturale accoglie un capitolo dal titolo Della variabilità nella specie, che fornisce un interessante e originale contributo alla questione delle forme di transizione. Issel riteneva che i fenomeni di speciazione non prevedessero necessariamente l'esistenza di specie intermedie nelle serie evolutive, e che, qualora queste fossero realmente esistite, avrebbero avuto una limitata espansione spaziale e temporale, tale da renderne improbabile il rinvenimento allo stato fossile. Anticipando la descrizione di un processo che oggi potremmo definire speciazione allopatrica, Issel puntualizzò: «Ammettendo ora che in due località molto distanti l'una dall'altra si sieno formate due colonie più o meno differenti dal tipo primitivo, e che abbiano subito modificazioni in diversa maniera ed in grado disuguale, avverrà verosimilmente che non si incontreranno fra esse, se non per eccezione, individui intermedi, sì fossili che viventi. La specie madre può grandemente diversificare da ciascuna delle sue forme derivate, senza essere, pei suoi caratteri, intermedia fra queste».
Le attinie. Tratto da: Issel A. 1866. Varietà di storia naturale.Editori della Biblioteca Utile, Milano.