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La espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali. Versione italiana col consenso di Carlo e Francesco Darwin per cura di Giovanni Canestrini. Seconda edizione sulla seconda edizione inglese (con note in appendice)
Autore: Charles Darwin
Traduzione: Giovanni Canestrini
Anno di Pubblicazione: 1890
Editore: Unione tipografico editrice torinese, Torino
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L'innovativo approccio darwiniano allo studio comparativo delle emozioni nell'uomo e negli altri animali faceva derivare l'espressività, frutto dell'eredità biologica, da fattori di natura evolutiva, estendendo alla sfera cognitiva la teoria della selezione naturale. Le ipotesi sui comportamenti espressivi innati contenute in The expression of the emotions in man and animals avrebbero aperto la strada nella seconda metà del ventesimo secolo allo sviluppo della moderna etologia umana, genetica comportamentale e psicologia cognitiva. L'opera, di sorprendente modernità, era corredata da numerose tavole fotografiche, caso non comune all'epoca, tratte in parte da Mecanisme de la Physionomie Humaine del neurologo francese Guillaume Benjamin-Amand Duchenne, e che ritraevano un paziente sottoposto a elettrostimolazione dei muscoli facciali.
Darwin sintetizzò le sue osservazioni nei tre principi dell'espressione:
1) dell'associazione delle abitudini utili (le risposte agli stati d'animo o a certi stimoli, se utili, tendono a divenire abituali);
2) dell'antitesi (sensazioni opposte a quelle abituali provocano risposte motorie ed espressive diametralmente contrarie);
3) delle azioni dovute alla costituzione del sistema nervoso (uno stimolo molto intenso a carico del sistema nervoso può generare risposte motorie ed espressive involontarie).
Un esempio del primo principio si può trarre dal comportamento dei cani, che quando «vogliono mettersi a dormir sulla terra o sopra un'altra superficie dura, d'ordinario girano attorno e raspano insensatamente il suolo colle zampe anteriori, quasi volessero svellere l'erba e scavare una buca, come senza dubbio faceano i loro antenati allo stato selvaggio [...]».
Il secondo principio è osservabile, sempre nel cane, che alla vista di un consimile o di una persona estranea: «cammina diritto in avanti e tenendosi duro duro; la sua testa è leggermente rialzata o poco abbassata; la coda ritta in aria; i peli si rizzano, specialmente lungo il collo e la schiena; le orecchie tese si dirigono in avanti e gli occhi guardano fissi. Tali particolarità [...] provengono dall'intenzione che ha il cane di attaccare il suo nemico […]». Se però l'animale si rende conto di avere di fronte il proprio padrone e non un estraneo, assume improvvisamente una postura diametralmente opposta: la coda si rivolge verso il basso, i peli diventano lisci, le orecchie si abbassano, gli occhi si arrotondano.
Il terzo principio, delle intense reazioni involontarie, si può esemplificare nel comportamento del cane «che faccia dei lieti salti alla vista d'un piatto pieno di cibo».
The expression of the emotions in man and animals ebbe due successive edizioni nel 1872 e nel 1890 (revisione di Francis Darwin). Le relative traduzioni in italiano furono entrambe curate da Giovanni Canestrini.
Espressioni di sorpresa (fig. 1) e di orrore indotto da elettrostimolazione (fig. 2). Tratto da: Darwin C. R., 1890. La espressione dei sentimenti nell'uomo e negli animali. Versione italiana col consenso di Carlo e Francesco Darwin per cura di Giovanni Canestrini. Seconda edizione sulla seconda edizione inglese (con note in appendice). Unione tipografico editrice torinese, Torino. TAV. VII, pag. 187.