La teoria dell'evoluzione esposta nei suoi fondamenti, come introduzione alla lettura delle opere del Darwin e dei suoi seguaci
Autore: Giovanni Canestrini
Anno di Pubblicazione: 1877
Editore: Unione tipografico editrice torinese, Torino
Online su Darwin online
La teoria di Darwin criticamente esposta
Autore: Giovanni Canestrini
Anno di Pubblicazione: 1887
Editore: fratelli Dumolard editori, Milano
Online su Darwin online
Per l'evoluzione. Recensioni e nuovi studi. Seconda tiratura con aggiunta
Autore: Giovanni Canestrini
Anno di Pubblicazione: 1897
Editore: Unione tipografico editrice torinese, Torino
Online su Google books
Giovanni Canestrini, che Mantegazza ebbe a definire «il più darwiniano dei darwinisti», rappresenta una delle figure di più alto profilo nella storia del darwinismo italiano.
Dopo gli studi compiuti a Vienna sotto la guida di Rudolf Kner, zoologo di fama internazionale, e dopo un breve periodo trascorso a Genova, come assistente alla cattedra di zoologia occupata da Michele Lessona, divenne nel 1862 professore ordinario di Storia naturale all'Università di Modena. Mettendo a frutto la solida preparazione naturalistica maturata all'Università di Vienna e le prime esperienze di ricerca presso il Museo di Storia Naturale di Genova, Canestrini contribuì allo riorganizzazione e allo sviluppo del Museo di Storia Naturale dell’Università modenese, di cui divenne direttore. In quegli anni ebbe anche modo di fondare la Società dei naturalisti, di cui Charles Darwin sarebbe divenuto socio onorario nel 1875.
Dal 1861 Canestrini aveva avviato una fruttuosa collaborazione come curatore, insieme a Lessona, della rivista Archivio per la zoologia, l'anatomia e la fisiologia, edita a Genova e al tempo unico riferimento italiano per il settore zoologico. L'autore avrebbe poi diretto gli Annali della Società dei Naturalisti di Modena, che accolsero negli anni vari interessanti contributi, tra cui i resoconti scientifici delle ricerche multidisciplinari sulle terremare, villaggi di capanne dell'età del bronzo della zona padana. Canestrini era particolarmente interessato allo studio delle associazioni faunistiche e dei resti umani, che potevano fornire elementi utili alla dimostrazione dell'antichità dell’uomo, aspetto cruciale nel quadro generale della teoria darwiniana. Nel 1867 l'Annuario della società dei naturalisti in Modena ospitò un lavoro sugli organi rudimentali dell'uomo. La pubblicazione, per l'interessante contributo al tema delle origini umane, valse all'autore l'onore di una citazione nel Descent of man.
Conclusa l'esperienza modenese, Canestrini proseguì la carriera accademica a Padova, dove rimase dal 1869 fino al 1900. Il periodo padovano fu molto fecondo per la produzione scientifica e ricco di esperienze personali. L'autore inaugurò il laboratorio di batteriologia e collaborò alla fondazione dell'Istituto e del Museo di Antropologia. Il laboratorio di batteriologia, fondato in collaborazione col fratello Riccardo, fu il primo del suo genere in Italia. Vi si sarebbero compiuti importanti studi, in linea con le ricerche che si stavano realizzando a livello europeo sulla nascente microbiologia.
Grazie all'impegno di Canestrini, il Museo di Antropologia di Padova si arricchì delle collezioni paletnologiche e archeozoologiche provenienti dagli scavi condotti a Mantova, Modena e Arquà Petrarca. L'interesse dell'autore per l'antropologia, di cui, tra l'altro, tenne a partire dal 1879 un libero corso, divenne crescente nel periodo padovano. Avviò la raccolta di reperti, crani in particolare, che arricchirono la vasta collezione antropologica del Museo e realizzò interessanti studi osteologici sui resti scheletrici di illustri personalità del passato, tra cui Francesco Petrarca.
Canestrini coltivò interessi multidisciplinari e si dedicò con metodo alla divulgazione dell'evoluzionismo darwiniano. Nell'arco di circa vent'anni pubblicò i tre fondamentali contributi: La Teoria dell’Evoluzione esposta ne’ suoi fondamenti, La Teoria di Darwin criticamente esposta e Per l’evoluzione, qui in esposizione. Per l'evoluzione, in particolare, conobbe un importante successo e notevole diffusione. Il testo fotografa lo stato dell'arte dell'evoluzionismo sul finire del diciannovesimo secolo ed è introdotto da un interessante capitolo, Il valore delle ipotesi in Biologia, dove Canestrini critica apertamente lo zoologo e antropologo Jean Louis Armand de Quatrefages, che riteneva l'ipotesi darwiniana, proprio per il fatto di essere un'ipotesi, mal supportata dall'evidenza scientifica. Nel duello a distanza, intervenne autorevolmente Paolo Mantegazza, che considerava la formulazione delle ipotesi una fase necessaria del progresso scientifico: «come nella strategia militare una parallela tiene dietro all'altra, finché l'ultima ci fa entrare nella piazza assediata, così vediamo nella storia della scienza una teoria tener dietro all'altra, finché l'ultima da ipotesi diventa la vera e genuina teoria del fatto ignoto».
Per l'evoluzione accoglie un'intera sezione dedicata ai darwinisti italiani, e rappresenta uno dei principali riferimenti per lo studio della storia dell'evoluzionismo in Italia.
Omologia tra braccio umano ed arto anteriore del delfino. Tratto da: Canestrini G. 1887. La teoria di Darwin criticamente esposta. Fratelli Dumolard editori, Milano. P. 17.