Autore: Aleksandr Herzen
Anno di Pubblicazione: 1869
Editore: A. Bettini, Firenze
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Carlo Matteucci, nominato nel 1862 Ministro dell'istruzione, si adoperò per chiamare alla docenza presso gli atenei italiani vari studiosi stranieri di fama internazionale, dando rinnovato impulso alla ricerca scientifica locale. Al tedesco Moritz Schiff, già collega dello stesso Matteucci a Parigi, fu affidata la cattedra di fisiologia presso l'Istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento dell'Università di Firenze. Il laboratorio fiorentino di Schiff divenne un polo scientifico d'eccellenza per la fisiologia sperimentale, richiamando in città altri ricercatori, come il russo Aleksandr Herzen, che divenne assistente e, in seguito, successore di Schiff per la cattedra di fisiologia.
Herzen fu protagonista di una vivace controversia sul tema dell'evoluzione dell'uomo. Il 21 marzo 1869, al Museo di Storia Naturale della Specola di Firenze, tenne una conferenza dal titolo Sulla parentela fra l'uomo e le scimie. Ispirandosi al pensiero di Huxley, Herzen sosteneva la derivazione dell'uomo da un antenato comune alle scimmie, proponendo il superamento della divisione in tra bimani e quadrumani. Ammetteva l'esistenza di differenze anatomiche quantitative, morfometriche, ma non qualitative: «non vi è l'organo che l'uomo abbia e la scimia non ha». Si giustificava, così, l'inserimento dell'uomo «nella medesima famiglia colle scimie antropomorfe».
La lecture ebbe una recensione molto favorevole da parte del quotidiano fiorentino La Nazione: «la sala era stipata di gente e [...] il coraggioso dottore fu applauditissimo». A questa seguì, il primo aprile 1869, una lettera indirizzata al direttore del quotidiano per mano del Senatore e Abate Raffaello Lambruschini, professore di pedagogia e antropologia all'Istituto di Studi Superiori di Firenze. Lambruschini, aderendo alla critica antidarwiniana di de Quatrefages, escludeva la parentela tra uomo e scimmie e accusava Herzen di aver toccato «punti attenenti a questioni storico teologiche, come sarebbe la cronologia della Genesi, scemando così nell'animo dei popolani la riverenza pei libri sacri».
La replica di Herzen trovò il diniego da parte del direttore de La Nazione e fu pubblicata ne La Riforma. Dal testo cogliamo un significativo passaggio: «certe insinuazioni, che hanno apparenza di ispirarsi a libera filosofia, [...] sono un'eco flebile, ma perniciosa, di quella superstizione che trasse al martirio il Bruno ed il Galileo». In soccorso di Lambruschini sarebbe intervenuto con decisione Niccolò Tommaseo, autore del libretto satirico in dieci lettere L’Uomo e la Scimmia, esplicitamente dedicato ad Herzen.
La lecture di Herzen sull'origine dell'uomo trovò oppositori anche in ambito scientifico. Tra i più agguerriti fu il medico Geminiano Grimelli, già rettore dell'università modenese, convinto anti-evoluzionista e autore del testo Origine dell'uomo ed essenziale natura umana. Nell'opera, Grimelli, animato da spirito conservatore, muoveva le critiche alla supposta «natura scimmiana» della nostra specie ed alle speculazioni sulla natura del pensiero umano che derivavano dalle sperimentazioni sul sistema nervoso praticate da Moritz Schiff. Entrambe le posizioni scientifiche, conseguenti secondo Grimelli ad un approccio di stampo tipicamente materialista, venivano apertamente avversate perché figlie di «una Filosofia cosi detta Positiva per la quale, mentre si intende a rifuggire ogni via trascendentale, si cade nell'altro estremo di volersi attenere al solo sensibile, fenomenico, materiale, lasciando in non cale l'ineligibile, meta fisico, teologico».
Ritratto di Aleksandr Herzen.
Aleksandr Aleksandrovič Gercen, ante 1906, autore sconosciuto, Public domain, da Wikimedia Commons [https://commons.wikimedia.org/wiki/File:%D0%93%D0%B5%D1%80%D1%86%D0%B5%D0%BD_%D0%90._%D0%90._%D1%84%D0%BE%D1%82%D0%BE%D0%B3%D1%80%D0%B0%D1%84%D0%B8%D1%8F.JPG?uselang=it#].