Autore: Leopoldo Maggi
Anno di Pubblicazione: 1882
Editore: Hoepli, Milano
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La controversia tra i fautori della generazione spontanea, capitanati da Felix Archimède Pouchet, e i sostenitori della biogenesi, guidati da Louis Pasteur, culminò nel 1864 con l'istituzione di un premio dell'Accademia delle Scienze di Parigi destinato allo scienziato in grado di rivolvere la questione. Pasteur, grazie ad un celebre esperimento eseguito con i matracci a collo d'oca, che consentivano l'ingresso dell'ossigeno ma non quello dei microorganismi esterni al sistema, vinse il premio, dimostrando l'inconsistenza delle tesi a favore della generazione spontanea. La confutazione di Pasteur, tuttavia, non venne unanimemente accettata e la teoria trovò ancora, per oltre un decennio, irriducibili sostenitori.
Il medico e naturalista Leopoldo Maggi fu docente di zoologia a Pavia e direttore del laboratorio di anatomia comparata. Fin dall'inizio della lunga carriera le sue ricerche si indirizzarono allo studio dei microorganismi. Convinto assertore della generazione spontanea, nel 1871 fondò il libero corso di eterogenesi sperimentale, che indagava l'origine della vita dalla materia inorganica.
La sua visione della biologia fu influenzata dalle ipotesi di Ernst Haeckel sull'origine della vita, che trovavano una formulazione sintetica nella teoria dei plastidi. In accordo con la teoria, gli organismi si sono formati ed evoluti a partire da elementi costitutivi di ordine inferiore, le molecole del plasma, o plastidi, che aggregandosi hanno originato i primi organismi anucleati, i citodi, come le monere. Da essi avrebbero avuto origine le cellule, aggregati di plasma che contengono un nucleo.
Maggi fu uno dei principali divulgatori dell'haeckelismo in Italia, traducendo in Italiano, tra l'altro, l'opera il Regno dei Protisti. Il testo Protistologia, qui in esposizione, testimonia la completa adesione alle idee dell'eclettico professore di Jena.
Varietà di forme nelle diatomee. Tratto da: Maggi L. 1882. Protistologia. Hoepli, Milano. P. 92.