Sul coccodrilliano garialoide (Tomistoma calaritanus) scoperto nella collina di Cagliari nel MDCCCLXVIII. Memoria del Socio Giovanni Capellini. Reale Accademia dei Lincei (Anno CCLXXXVI - 1889)
Autore: Giovanni Capellini
Anno di Pubblicazione: 1890
Editore: Tipografia della R. Accademia dei Lincei, Roma
Tra i primi in Italia a recepire e divulgare le tesi darwiniane fu il naturalista e paleontologo ligure Giovanni Capellini, che teneva la cattedra di Geologia all'Università di Bologna e vantava rapporti di collaborazione scientifica con Charles Lyell.
In una prolusione tenuta all'Università di Bologna il 18 febbraio 1861 a introduzione del corso di geologia, anticipando di alcuni anni il dibattito generale sul tema, espose agli studenti le proprie avanguardistiche riflessioni in merito all'evoluzione della specie umana. La prelezione fu pubblicata nel 1863 per mano dell'allievo Lodovico Foresti col titolo Una lezione del Prof. Cav. Giovanni Capellini sull'antichità dell'uomo. Nel tracciare l'inquadramento sistematico e filogenetico dell'uomo, Capellini trae ispirazione dagli studi di Thomas Huxley: «Volendo stabilire la relazione fra gli uomini e gli animali di specie inferiori, siamo pure necessitati ad ammettere, diceva il nostro professore, che fra l’uomo di Neanderthal ed il tipo più elevato della gran famiglia delle scimmie catarrine, v’ha distanza minore di quella che passa fra l’ultimo anello inferiore delle catarrine ed il più alto delle platirrine, delle quali pure non si conoscono le specie di transizione. Bisogna quindi ritenere con Huxley che le specie umane formino una famiglia assai naturale che si può d’ora in poi chiamare degli Antropini, famiglia che si connette con quella dei catarrini come questa si unisce all’altra dei platirrini formando così il gruppo più elevato nella scala zoologica, quello dei Primati».
Inserito nel vivo della ricerca internazionale, Capellini fu anche aperto ai viaggi di esplorazione naturalistica e paleontologica. In occasione dei preparativi di una missione in Nord America, ebbe l'opportunità di visitare, nel 1863, il British Museum e il Giardino di storia naturale di Londra per osservare i resti fossili dell'Archaeopteryx, venuti alla luce pochi anni prima nel giacimento di Solenhofen in Baviera. Dell'iconico reperto, ritenuto una forma di transizione tra i dinosauri e gli uccelli, offrì una sintetica descrizione in lingua italiana, basata sulle osservazioni di prima mano ricevute da Richard Owen: «Ciò che fa avvicinare il fossile in discorso ai rettili è la coda che consta di circa venti vertebre sottili ed allungate; a ciascun lato di esse sono attaccate le penne. Per il modo di inserzione delle penne nelle estremità anteriori o ale, si allontana dagli uccelli, ma il piede non offre notevoli differenze da quello degli animali riferibili a questa classe. Per me credo che quel fossile ci riveli uno di quei termini intermedi, dei quali è riservato alla paleontologia di farcene conoscere molti altri ben più strani ed interessati».
A Capellini si deve lo studio paleontologico del cranio di coccodrillo miocenico Tomistoma calaritanus, rinvenuto nel 1868 in Piazza d'Armi, a Cagliari, da Patrizio Gennari. Nel 1943 il reperto andò irrimediabilmente danneggiato a seguito dei bombardamenti alleati sulla città di Cagliari, tanto che oggi ne rimangono pochi frammenti conservati al Museo di geologia e paleontologia. Fortunatamente, Capellini, curatore per conto di Lovisato dello studio e del restauro nel laboratorio di Bologna, aveva realizzato una serie di calchi in gesso dell'olotipo, per cui possiamo ancora ammirare le riproduzioni originali del cranio di Tomistoma al Museo Lovisato di Cagliari, al Museo Geologico G. Cappellini di Bologna e al Museo paleontologico di Montevarchi.
La descrizione del reperto e di altri rettili miocenici è reperibile in: Zoboli D, Pillola G.L.,, 2016. I rettili miocenici conservati nel Museo Sardo di Geologia e Paleontologia Domenico Lovisato (Cagliari, Italia). Museologia Scientifica, nuova serie; 10: 81-87.
Cranio di Tomistoma caralitanus. Tratto da: Capellini G. 1890. Sul coccodrilliano garialoide (Tomistoma calaritanus) scoperto nella collina di Cagliari nel MDCCCLXVIII. Memoria del Socio Giovanni Capellini. Reale Accademia dei Lincei (Anno CCLXXXVI - 1889). Tipografia della R. Accademia dei Lincei, Roma. Tav. 2.