Autore: Cesare Lepori
Anno di Pubblicazione: 1874
Editore: Tipografia del Corriere di Sardegna, Cagliari
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In occasione dell'apertura dell'anno accademico 1873-74 alla regia Università di Cagliari, il professor Cesare Lepori pronunciò un discorso inaugurale agli studenti del corso di Zoologia e Anatomia comparata, dal titolo l'Origine degli animali. La prolusione venne pubblicata nel 1874 per i tipi del Corriere di Sardegna.
Negli anni '70 e '80 Lepori fu più volte professore incaricato per la supplenza temporanea alla cattedra di Zoologia, Anatomia e Fisiologia comparata e assistente al Gabinetto di Zoologia e Anatomia comparata. Per il suo ruolo di sostenitore del darwinismo meritò una menzione da parte di Canestrini nell'edizione UTET dell'Origine delle specie. Fu allievo di Giuseppe Piso-Borme, ordinario di Fisiologia sperimentale a Cagliari, sostenitore di Darwin e collaboratore di Jacob Moleschott.
Nella prolusione l'Origine degli animali, Lepori ritenne utile illustrare agli «amatissimi giovani» i temi che sarebbero stati oggetto del corso di zoologia e, tra questi, la questione della generazione spontanea. L'autore guardava con interesse alle indagini realizzate dal “gruppo di Pavia”, cui fecero parte Giovanni Cantoni, Giuseppe Balsamo-Crivelli, Eusebio Oehl, Leopoldo Maggi e Paolo Mantegazza. Secondo Lepori, le loro avanzate ricerche avevano portato a rimarcabili conclusioni: «se noi disponiamo le cose in modo da distruggere tutti i germi che possono per avventura trovarsi nell'acqua e nell'aria contenute in dato recipiente ermeticamente chiuso, e ciò non ostante si sviluppino dentro degli infusorj, noi dovremo di necessità concludere che questi infusorj vi sono nati spontaneamente». Oggi possiamo leggere con disincanto le ingenue considerazioni sulle colture di protozoi. Tuttavia, i pionieristici studi sull'abiogenesi aprirono la strada alle indagini che a un secolo di distanza avrebbero portato all'esperienza di Miller-Urey prima, e, più tardi, ai moderni modelli sull'origine della vita per "aumento della complessità".
Rivolgendosi all'uditorio, Lepori proseguì la prolusione: «noi possiamo comprendere come dalle sostanze organiche in decomposizione possano spontaneamente […] nascere degli organismi così semplici come sono gli infusorj; ma come è possibile rendersi ragione dell'origine degli altri esseri viventi […] ?». Entrava finalmente in gioco «la potente teoria […] fondata dall'Inglese Carlo Darwin», che «armonizza perfettamente con tutte le nozioni che ci somministrano la Zoologia, l'Anatomia Comparata, la Fisiologia, l'Embriologia, la Paleontologia e la Geologia». E così possiamo ricapitolare il «lento progredire degli organismi»: dai primi unicellulari, alla comparsa dei pluricellulari, alla nascita dei vertebrati attraverso l'anfiosso, «ai pesci uniti agli anfibi per mezzo delle lepidosirene, e gli anfibi ai rettili per mezzo delle cecilie […], i rettili agli uccelli […] per mezzo degli ornitosauri».
Lepori seguitò descrivendo il «lontano passaggio degli uccelli ai mammiferi» e mostrando con orgoglio agli studenti un esemplare del «vero anello di congiunzione fra queste due classi d'animali»: l'ornitorinco paradosso. Oggi sappiamo che i mammiferi si sono originati nel triassico a partire dai rettili terapsidi e che i monotremi, mammiferi ovipari, si sono separati evolutivamente dal resto dei mammiferi molto più tardi, circa 160 milioni di anni fa.
Passò poi in rassegna le prove embriologiche e paleontologiche dell'evoluzione: «splendida conferma della teoria della discendenza modificata», per arrivare finalmente alle conclusioni: la teoria darwiniana dell'evoluzione «spiega l'origine degli animali sulla terra colle sole risorse della natura senza bisogno di ricorrere all'intervento di forze creative speciali».
Negli anni successivi Lepori si sarebbe dedicato allo studio dell'origine dell'uomo. Nel 1877 pubblicò per i tipi di Timon di Cagliari le tre prolusioni al corso di zoologia tenute per gli anni 1874-75, 1875-76 e 1876-77, con il titolo L'uomo zoologicamente considerato.
L'ornitorinco paradosso, acquerello.
Eugen von Guérard, Drawing of Schnabelthier - Ornithorhynchus paradoxus (1854), Public domain, via Wikimedia Commons [https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Schnabelthier_-_Ornithorhynchus_paradoxus.jpg].