Le sembianze degli animali. Prelezione al corso di zoologia, anatomia e fisiologia comparate del Dott. Carlo Emery, Professore nella R. Università di Cagliari. Letta il 25 novembre 1878. Estratto dal Giornale Internazionale delle Scienze Mediche. Nuova Serie - Anno I - Gennaio 1879
Autore: Carlo Emery
Anno di Pubblicazione: 1879
Editore: Enrico Detken, Napoli
Carlo Emery, medico napoletano di origine svizzera e allievo del naturalista Paolo Panceri, fu tra i primi ricercatori italiani a frequentare la Stazione zoologica di Napoli per le sue ricerche. La modernità del suo approccio scientifico, di chiara influenza dohrniana, facilitato peraltro dalla piena padronanza delle lingue (italiano, inglese, francese, tedesco e russo), è testimoniata dai molteplici interessi di ricerca, orientati verso un evoluzionismo di tipo multidisciplinare e caratterizzati dal definitivo abbandono della zoologia sistematica meramente descrittiva.
Emery pubblicò nell'arco della sua lunga carriera un gran numero di lavori, circa 260. Lo studio Intorno alle ghiandole del capo di alcuni serpenti proteroglifi, pubblicato negli Annali del Museo civico di storia naturale di Genova (1879-1880) e realizzato con l'impiego di avanzate tecniche istologiche, rappresenta un utile esempio dell'alto grado di innovazione che caratterizzò i suoi studi. L'indagine, nello specifico, offriva l'occasione per applicare a un caso concreto il principio dohrniano del mutamento di funzione. Secondo l'autore, infatti le ghiandole velenifere nei serpenti avevano inizialmente una funzione secretiva, differente da quella attuale, di natura protettiva. Dohrn riteneva che per effetto della selezione naturale gli organi potessero assumere nel corso dell'evoluzione compiti in parte o del tutto diversi da quelli originari. Similmente, Darwin, nelle ultime edizioni dell'Origin, introdusse il concetto di preadattamento, teorizzando la possibilità che le strutture anatomiche potessero adottare nuove e originali funzioni biologiche senza incontrare significative modificazioni. Un secolo più tardi, nel 1982, Gould e Vrba avrebbero riformulato il concetto di preadattamento e, per evitare le ambiguità finalistiche evocate dal termine, proposero il neologismo exaptation (in Italiano: esattamento) per definire il processo di riconversione evolutiva degli organi verso nuove esigenze adattative. Un esempio classico di esattamento è rappresentato dalle piume degli uccelli, che non sarebbero nate per sostenere il volo, ma come strutture anatomiche dedicate alla termoregolazione già presenti nei rettili mesozoici.
Emery fu a Cagliari, come professore straordinario di zoologia e anatomia comparata, dal 1878 fino al 1880. Si sarebbe in seguito trasferito a Bologna, dove divenne, nel 1881, direttore dell'Istituto di zoologia. Mantenne costantemente i contatti e le collaborazioni con la Stazione zoologica di Napoli, dove soggiornava nei mesi estivi per le sue ricerche.
È del 1878 la prelezione al corso di zoologia, anatomia e fisiologia comparate dal titolo Le sembianze degli animali, letta il 25 novembre all'Università di Cagliari. Il lavoro, pubblicato nel 1879 per i tipi dell'editore Detken di Napoli, offre un'utile sintesi su un tema di grande interesse, il mimetismo, per cui gli animali sperimentano molteplici adattamenti, frutto del «grande principio di Darwin della elezione naturale nella lotta per la esistenza». È il caso del mimetismo criptico adottato da varie specie di molluschi e pesci dotati di cromatofori, che sono in grado di assumere la colorazione del fondale per nascondersi ai predatori, oppure del camouflage di alcuni granchi, come la Dromia e la Dorippe, che ricoprono il carapace di spugne, alghe e detriti, per costruire un mantello protettivo. È il caso, anche, del mimetismo batesiano adottato da varie specie di serpenti e insetti innocui che imitano la livrea di altre specie velenose.
Spesso, tuttavia, l'aspetto degli animali, nella loro varietà di forme e colori, non trova giustificazione nel mimetismo, ma nell'azione della selezione sessuale. La sgargiante livrea e gli ornamenti sfoggiati ad esempio da molte specie di uccelli rappresentano un irresistibile richiamo per l'accoppiamento e assicurano un sicuro vantaggio riproduttivo.
Per Emery, il tema centrale delle «sembianze degli animali» rappresenta un ottimo banco di prova per la moderna zoologia evolutiva, il cui scopo è «cercare in ogni cosa non solo come è? Ma ancora come ha avuto origine? Che cosa significa? Quali sono i rapporti, le analogie? Quale mai ne potrebbe essere la ragione?».
Ritratto di Carlo Emery
Portrait of Italian entomologist Carlo Emery (1848-1925), Public domain, via Wikimedia Commons [https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Carlo_Emery00.jpg].